ATRIPALDA – Dopo circa sei mesi di adeguamento, si iniziano a vedere in concreto i primi risultati ad Atripalda della raccolta differenziata porta a porta. I numeri e la riorganizzazione urbana parlano chiaro: i dati descrivono un balzo dal trenta all'ottanta percento, numeri che hanno sensibilmente aiutato la Regione Campania nell'erogare un finanziamento per il Comune del Sabato di 112mila euro. I fondi, stanziati dal Por Campania del Fondo europeo di sviluppo regionale 207-2013, serviranno a dare man forte all'impiantistica che regola il servizio: dopo aver eliminato i vecchi cassonetti d'acciaio dalle strade rimpiazzandoli con i carrellati posti nei singoli condomini, sarà questa la volta di compostiere, isole ecologiche, e compattatori automatici.
Entusiasta dei progressi fatti si dice l'assessore all'Ambiente, Antonio Prezioso (Fli), che fa il punto della situazione: «Il contributo regionale è molto importante e premia la progettualità che il Comune ha deciso di intraprendere scegliendo il porta a porta e la buona volontà dei cittadini che hanno affrontato al meglio il cambiamento. Le compostiere saranno mille (costo ca. 60mila euro), e verranno consegnate a tutte le famiglie che ne faranno richiesta, noi ci aspettiamo un buona risposta specie dagli abitanti delle zone rurali. I contenitori segnano un passaggio fondamentale nella gestione della frazione organica – scarti alimentari, sfalci di erba, residui di piante, fiori o potatura – in modo tale che non diventi rifiuto ma compost per la coltivazione di orti e giardini. Per quanto riguarda il tessuto urbano – continua Prezioso – esclusi i contenitori delle abitazioni, si provvederà all'acquisto di trentadue mini isole ecologiche (ca. 33mila euro) disseminate in diversi punti della città. Esteticamente gradevoli, sono dotate di quattro scompartimenti – secco, umido, carta, vetro – mentre i due compattatori automatici (ca. 19mila euro) serviranno a “ingurgitare” plastica e lattine. Si tratta di impianti automatici che rilasciano anche una ricevuta (come in gran parte dell'Europa, nda), un fattore che potrebbe premiare chi smaltisce più rifiuti di questo tipo». Un passaggio importante, dunque, quello che passa da queste nuove attrezzature. Un gran peccato che si debba ancora aspettare per conferire correttamente uno dei componenti essenziali del ciclo domestico dei rifiuti, ovvero la raccolta degli oli alimentari usati, pericolosi e difficili da smaltire, specie per i corsi d'acqua e la terra. Piazzola di cui un tempo Atripalda era munita.
Passa dunque alla cassa l'amministrazione guidata da Paolo Spagnuolo, forte di un progetto che è partito con grossi stenti ma necessario per salute ed ambiente. La nota dolente, per i cittadini – premiati dai numeri dopo essersi scontrati con un sistema nuovo che funzionava a singhiozzo e sotto la minaccia di multe salate - rimane la stessa, ovvero l'aumento del costo del servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti residuali in base all'accordo stipulato con IrpiniAmbiente. Per intenderci, quelli che vanno a finire in discarica. Una beffa se si considera l'alta percentuale raggiunta, che fa ancora più senso considerata la giustificazione del gestore, secondo cui “l'incremento per l'anno 2013 è imputabile essenzialmente alla notevole contrazione del quantitativo di rifiuti conferiti in discarica a fronte di una sostanziale conferma dei costi fissi di gestione”. Un aumento contro cui l'amministrazione ha le mani legate, sottolinea il sindaco. Se i tempi disegnati sulla carta da Regione e Comune troveranno conferma, le nuove attrezzature saranno disponibili in città all'inizio del 2014.
