Lioni, ricordati i ferrovieri caduti la sera del terremoto

Sabato 23 Novembre 2013 19:18 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia2_lioni_st.jpgLIONI – Con la deposizione di una corona sulla lapide situata nel piazzale antistante la stazione di Lioni l’associazione in_loco_motivi ha voluto ricordato i 33 anni dal tragico terremoto dell’80 con una cerimonia a memoria dei ferrovieri caduti nel corso di quella terribile serata del 23 novembre mentre svolgevano il loro servizio sulla ferrovia Avellino-Rocchetta. Nonostante le avverse condizioni atmosferiche è stata una iniziativa che la visto la partecipazione di numerose persone. Un incontro pieno di commozione per l’attuale stato di degrado e di abbandono in cui versa questa tratta ferroviaria e di forte  impegno perché la speranza di vederla ripristinata non muoia. Presenti  anche il segretario generale della Cgil di Avellino, Vincenzo Petruzziello, e la consigliera regionale Rosetta D’Amelio.

Per l’occasione è pervenuta agli organizzatori una lettera di Assunta e Nilo Nigro, figli del capostazione Cataldino Nigro, morto sotto le macerie della stazione di Conza il 23 novembre 1980. Questo il testo: “Siamo Assunta e Nilo, i due figli del capostazione titolare della stazione di Conza-Andretta Cataldino Nigro. Avremmo avuto il piacere di essere presenti, ma purtroppo per motivi di lavoro siamo impossibilitati. Siamo lieti di ringraziarvi per questa giornata memorabile per tutti i defunti ferrovieri che nella giornata di oggi vengono commemorati. Ci troviamo in Calabria dove lavoriamo e dove un figlio svolge il lavoro di nostro padre presso la stazione di  Sibari-Cosenza.

Fu il 23 novembre del 1980 quando il terremoto si abbattè sulla stazione di Conza-Andretta causando morte. Erano le ore 19,34: nostro padre presenziò l’ultimo treno prima della sua morte insieme a sua moglie e gli altri 2 figli. Era così fiero del suo lavoro, amava il suo operato come la sua famiglia. Uomo galante, di grande stima, ha sempre valorizzato l’impegno, il ruolo e la  professionalità, disponibile all’ascolto, al confronto, al lavoro con gli altri. Assunse servizio nel  lontano 1954 presso la stazione di Conza-Andretta  dove trovò la donna della sua vita.

Le cause? Sono da ricercarsi in quello che fu un avvenimento eclatante per l'intera Irpinia, ossia il terremoto del 23 novembre 1980 che portò ingentissimi danni al territorio e di conseguenza alla ferrovia che lo attraversava: gli effetti di questo catastrofico avvenimento sono ben rintracciabili nella totale ricostruzione dei fabbricati delle stazioni con elementi prefabbricati che le rendono tristemente tutte uguali, grigie ed anonime; per di più, a causa del terremoto, vennero ritardati i lavori di riapertura della variante di Conza resasi necessaria dopo la realizzazione dell'invaso sul fiume Ofanto. La ricostruzione post-terremoto, in un certo senso, fu ancora più devastante per la ferrovia Rocchetta-Avellino: infatti, confermando una tendenza già in atto nel nostro Paese, venne ampiamente privilegiata l'infrastruttura stradale a scapito di quella ferroviaria, così, in seguito alla realizzazione della Statale Ofantina, la ferrovia è stata messa completamente fuori competizione.

La stazione di Conza-Andretta-Cairano è una delle più nuove dell'intera linea. Venne costruita alla fine degli anni '70 - inizi degli anni '80 a seguito dello spostamento più a monte della linea ferroviaria nel tratto che lambiva il lago di Conza. Si approntò così una variante che correva più a monte, che comportò la ricostruzione della fermata di Sanzano-Occhino e della stazione di Conza-Andretta. Quest'ultima inglobò anche la fermata di Cairano. Nel 1982 la nuova stazione fu inaugurata. Oltre al fabbricato viaggiatori erano presenti anche uno scalo merci, una rimessa per rotabili ed un alloggio per i ferrovieri. Infatti Conza era capolinea di una corsa che giungeva a tarda sera da Avellino e ripartiva la mattina successiva. Per un periodo, tale corsa venne prolungata a Calitri-Pescopagano. Ma tutto il complesso ebbe vita breve. Prima furono sospesi i treni con capolinea a Conza rendendo così inutili la rimessa e l'alloggio ferrovieri; poi nel 1987 la stazione rimase impresenziata. Da allora è iniziato il degrado per le strutture. Oggi la rimessa rotabili risulta semidistrutta, mentre l'alloggio ferrovieri è aperto e quindi alla mercè di chiunque come confermano le molteplici tracce di bivacchi e i numerosi atti di vandalismo. Lo stesso fabbricato viaggiatori giace in condizioni di sporcizia e vandalizzato. Nei dintorni della stazione solo poche case e neanche un collegamento su gomma nonostante l'ampio piazzale esterno. Dal 12 dicembre 2010 la fermata è soppressa a seguito della sospensione del servizio ferroviario. La ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio oggi divenute un "ramo secco", e un ammasso di alberi che sembrano boschi, il tutto aggravato da ripetuti episodi di vandalismo. Una linea così importante,  perché non riaprirla? Ci associamo anche noi figli di ferrovieri, sperando che il nostro sogno possa diventare realtà, un sogno che sta impegnando tantissime persone che hanno in comune l’amore per la propria terra, dove sono radicate le proprie origini.  Lottiamo per i nostri cari ferrovieri che hanno dato la vita per il proprio lavoro. Assunta Nigro e Nilo Nigro,  figli di Cataldino Nigro.