MONTEMARANO – Organizzata dall'associazione "Amo Montemarano" Onlus è in programma sabato prossimo, alle ore 18.00, presso l'aula consiliare del Comune di Montemarano, la presentazione del libro di Michele Miscia "Oltre lo stammlager XVIII A - Storia di un reduce", edito da Delta3. Il volume ricostruisce la vicenda umana di Angelo Marra, tenente dell’esercito italiano, ricostruite dopo il ritrovamento da parte del figlio Antonio del suo diario di guerra.
Dopo l’introduzione di Giovanna Gambale, responsabile della commissione Cultura, e i saluti del sindaco di Montemarano, Beniamino Palmieri, sarà proprio Antonio Marra, nel ricordo del padre Angelo, a raccontare del ritrovamento del diario che l’uomo aveva scritto, all’insaputa dei suoi familiari, al ritorno dalla prigionia nazista in Austria nel 1945 e che descrive – come si legge in un nota – “tutte le vicissitudini di una vita sospesa tra le due guerre mondiali e attraversata dalle campagne coloniali in Etiopia ed in Eritrea nel 1935, piena di sofferenza, dolore, malattia, privazioni, miseria, tutta vissuta in silenzio, al riparo dai riflettori e dalle dichiarazioni pubbliche di denuncia. Per il tenente Angelo Marra, nato nel 1909, l’esercito sembrava una strada privilegiata, ma ad attenderlo c'era la guerra, trasformandolo in un prigioniero subito dopo l’armistizio del 1943, internato nel campo di lavoro di Wolfsberg, in Carinzia, Austria, lo Stammlager XVIII A, in condizioni molto prossime a quelle dei deportati negli altri lager nazisti, da cui lo divideva un esito finale diverso e salvifico, ma con l’eredità della tubercolosi. Eppure, forte di tante peripezie, la sua vita, spentasi nel 2003, è stata lunga e piena di ripartenze. Il 2 giugno 2013, Angelo Marra è stato insignito della medaglia d’onore dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.
Antonio De Vito, presidente dell’associazione Amo Momtemarano: "Nel testo sono presenti, oltre all’esplicito riferimento alle deportazioni di milioni di vittime innocenti nei lager tedeschi, altri innumerevoli aspetti che riguardano da vicino la realtà contadina delle nostre terre, con le autentiche peculiarità delle persone che l’hanno popolata nei tempi trascorsi, accomunate da valori semplici e radicati nei singoli, come nelle famiglie e nella società. Su questo e altro ancora il libro sollecita il lettore a riflettere".
