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    22/05/2018

Avellino: gli legano le mani e gli turano la bocca, arancia meccanica tra studenti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri8_arancia_mecc.jpgAVELLINO – Grave episodio di violenza giovanile accaduto ad Avellino. Due giovani aggrediscono un coetaneo, lo legano a un albero, gli tappano la bocca con un manicotto di gomma e del nastro adesivo e si allontanano. Alla base del grave episodio ci sarebbe un debito di 25 euro non saldato dalla vittima dell’aggressione. Questa sequenza da “arancia meccanica” è accaduta ad Avellino dove, nel tardo pomeriggio di ieri, era giunto, proveniente da Altavilla Irpina, un ragazzo di 18 anni. Ad attenderlo alla fermata del bus c’erano un 17enne suo compaesano e un coetaneo, residente nel capoluogo irpino.

I due costringevano il malcapitato a salire a bordo dell’automobile della madre di uno di loro. Giunti  nel garage, gli  aggressori colpivano con delle mazze di legno il giovane di Altavilla Irpina. Gli legavano le mani dietro la schiena e, per impedirgli di gridare, gli mettevano un manicotto da moto in bocca, bloccandolo con del nastro adesivo. Dopo aver fumato uno spinello, i due violenti conducevano il coetaneo nel vicino noccioleto e, privandolo dell’orologio, lo legavano ad un albero. “Se non ti uccide il freddo, ti uccido io domani”, avrebbe detto uno di loro prima di andare via. Il ragazzo, però,  riusciva a liberarsi e a chiedere aiuto. Dopo poco è stato raggiunto da  una pattuglia di carabinieri del cucleo radiomobile della compagnia di Avellino.

I militari hanno raccolto le  sue dichiarazioni; hanno rintracciato gli aggressori e hanno sottoposto a sequestro sia la corda che il tubo utilizzati dai due energumeni. I quali  sono stati deferiti, in stato di libertà, all’autorità giudiziaria in quanto ritenuti responsabili dei reati di estorsione, sequestro di persona e rapina.

Si tratta - si legge in una nota dell'Arma - dell’ennesima manifestazione di disagio giovanile, un'"arancia meccanica" tutta nostrana di cui si rendono protagonisti, ancora una volta, giovanissimi che evidenziano, in circostanze ricorrenti, l’assoluta mancanza di senso di responsabilità e rispetto per le regole di civile convivenza. La gravità dell’accaduto ha pertanto indotto i militari, da sempre impegnati nello sviluppo della cultura della legalità in ambito giovanile e scolastico, ad intervenire con una decisa azione di contrasto dalla quale è auspicabile che i giovani aggressori traggano insegnamento.

 

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