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    22/05/2018

Montella: scoperta catena di Sant’Antonio-truffa, preso pregiudicato salernitano

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri2_cc_difend_truffe.jpgMONTELLA – I carabinieri della compagnia di Montella hanno denunciato in stato di libertà un trentenne ritenuto responsabile di truffa mediante il sistema di “vendita piramidale”.

Il predetto, noto pregiudicato della provincia di Salerno, aveva realizzato un sistema di vendita “multi-level marketing”: con artifizi e raggiri, mediante un sito online, nel frattempo oscurato dall’autorità giudiziaria, induceva la vittima a versare la somma di 200 euro per l’acquisto di uno smartphone di ultima generazione del valore di oltre mille euro, mai consegnato nonostante la prestabilita presentazione di nuovi membri.

L’attività d’indagine, svolta dai carabinieri della stazione di Montella, prende spunto dalla denuncia sporta da un giovane del luogo che, ignaro del raggiro in cui sarebbe incappato, accettava ed ottemperava alle condizioni di quel sistema di vendita. Ma, ricevuta la somma pattuita, il fittizio venditore ometteva la consegna del costoso telefonino.

Il Multi-level marketing (Mlm) – si ricorda in un comunicato dell’Arma – è una forma di vendita dove solitamente i venditori vendono i prodotti direttamente ai consumatori oltre a incoraggiare e procacciare nuovi venditori in modo da venire ricompensati non solo per le vendite effettuate ma anche per quelle compiute da altri venditori da essi reclutati. Per questo aspetto è ritenuta una controversa strategia di marketing. Forme fraudolente di multi-level marketing sono le “vendite piramidali” camuffate e come tali sono sanzionati come illegali. La legislazione italiana non definisce esplicitamente il Mlm, ma interviene per regolamentare il settore commerciale ponendo norme volte a evitare strutture piramidali o catene di Sant’Antonio, prevedendo sanzioni precise. Ad esempio l’art. 5 della Legge 173 agosto 2005 rende illegali organizzazioni che “configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone” oppure l’art. 6 che vieta obblighi per il reclutato di corrispondere all’azienda somme di rilevante entità in assenza di una reale controprestazione al momento del reclutamento o per restare a far parte della struttura.

Attraverso una serie di accertamenti i carabinieri di Montella sono riusciti ad identificare il malfattore per il quale è scattato il deferimento alla competente autorità giudiziaria.

Si ricordano ancora una volta gli utili consigli riportati con l’iniziativa “Difenditi dalle truffe”, nata per forte volontà dal comando provinciale carabinieri di Avellino ed attuata in modo capillare sul territorio da parte di tutti i reparti dipendenti, per la specifica prevenzione di tale reato predatorio. È importante saper riconoscere le situazioni più a rischio e, di conseguenza, i comportamenti da assumere, diffidando sempre degli acquisti oltremodo convenienti, trattandosi verosimilmente di una truffa o di prodotti rubati.

 

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