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    26/06/2019

Colletta: addio, vecchio caro ginnasio

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Una foto d'epoca del Colletta (da avellinesi.it)AVELLINO – La notizia è questa. A settembre avremo un liceo in più ed una scuola in meno. Ai vari classici, scientifici, delle scienze applicate, coreutici, linguistici, delle scienze umane, economico-sociale, musicale, sportivo si aggiungerà un nuovo liceo classico, il Pietro Colletta. La scuola che chiude è il liceo ginnasio Pietro Colletta. Infatti, anche se con un po’ di ritardo, il collegio dei docenti di questa antica istituzione ha deliberato, nel rispetto dell’articolo 5 della "Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei" del 15 marzo 2010 recante la firma del presidente Giorgio Napolitano e del ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, di modificare la nomenclatura delle classi e, quindi, scompaiono quarta e quinta ginnasiali sostituite dalla prima e dalla seconda liceo. Di conseguenza, la prima, la seconda e la terza diventano rispettivamente, terza, quarta e quinta.

È questa una scelta che non condivido. Grazie ad essa, infatti,  quella “vera fabbrica di cervelli” che è stato il Colletta di Avellino – l’Atene del Sud, come è stato definito recentemente da Gianni Letta a Roma in occasione della commemorazione, avvenuta nell’auditorium dell’Ara pacis di Roma, dell’ex alunno Antonio Maccanico – come  tutti i classici d’Italia ha perso la continuità tra ciò che è stato e ciò che sarà. Ci sono, e mi auguro che ci saranno ancora, allievi brillanti, come testimoniano i traguardi raggiunti da alunni che, in questi ultimi anni,  hanno portato con successo il nome del liceo ginnasio “Pietro Colletta” e, non dimentichiamolo,  ovviamente anche quello di Avellino, in concorsi nazionali ed internazionali e sui banchi di scuole prestigiose, sia in Italia che all’estero, ma verrà meno quel segno di distinzione, il ginnasio, che faceva individuare immediatamente, tra i tanti che hanno frequentato un liceo, quello che aveva deciso di dedicarsi agli studi classici ed umanistici differenziandosi (non rendendosi migliore) da chi aveva scelto scuole con altre nobilissime vocazioni.

Bisogna comunque riconoscere che la discontinuità era già nei fatti. Scomparsi da tempo i ritmi ed i riti di una scuola dove ad una osservazione superficiale, per non dire prevenuta, sembrava che il tempo si fosse fermato nella gestione e nell’insegnamento pluridecennale di dirigenti e docenti, il Liceo ginnasio “Pietro Colletta” ha accettato, sbagliando, il confronto con le altre scuole, sacrificando  la sua specificità: abituare allo studio ed alla comprensione della cultura classica. Ne è venuta fuori una omologazione culturale che trova nell’indifferenza, per non dire nel disprezzo, verso questo tipo di formazione - anche, ahimè,  da parte di chi lo frequenta, vi insegna o lo dirige -   il suo punto più alto. Sembra, però, che il mondo dell’imprenditoria abbia colto questa anomalia se è vero come è vero che nei colloqui di lavoro oltre l’inglese viene presa in considerazione la conoscenza che il candidato ha delle lingue classiche. Vengono infatti ritenute, giustamente,  indicatori di apertura mentale. Vuoi vedere che il futuro incomincia a comprendere che senza il passato non ha futuro?

 

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