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    22/03/2019

Una targa per ricordare Lucadamo, l’ufficiale che difese la bandiera dai tedeschi

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita7_lucad5.jpgAVELLINO – “In memoria del colonnello Ubaldo Macrì e del suo aiutante maggiore tenente Salvatore Lucadamo che nelle difficili giornate del settembre 1943 sottrassero alla cattura la bandiera della scuola allievi ufficiali di complemento di fanteria Avellino ottenendo l’onore delle armi con la sola forza del loro coraggio e dell’amor di patria”: questo il testo della targa scoperta questa mattina nella caserma Berardi di viale Italia nel corso delle celebrazioni che il 232° Reggimento Trasmissioni ha promosso in onore del patrono San Gabriele Arcangelo e nell’anniversario della ricostituzione del reparto nella sede di Avellino avvenuta il 29 settembre 2004.

La targa, benedetta dal cappellano militare don Claudio Mancusi e collocata nell’ingresso della caserma sotto la lapide che riporta la motivazione della concessione della medaglia d’ora al valor militare al 231° Reggimento di Fanteria “Avellino”, ricorda l’episodio accaduto, tra quelle stesse mura, il giorno 11 settembre 1943 quando l’allora comandante della caserma Berardi colonnello Ubaldo Macrì e il suo aiutante maggiore tenente Salvatore Lucadamo, fronteggiando l’ex alleato tedesco, furente ed offeso, a cui erano stati costretti ad arrendersi, a rischio della loro vita, “con la sola forza del loro coraggio e dell’amor di patria”, sottrassero alla cattura la bandiera della scuola allievi ufficiali di complemento di fanteria “Avellino” ottenendo per sé l’onore delle armi.

Non voglio soffermarmi sull'episodio che da solo fornisce lo spessore e la statura morale dei protagonisti e nemmeno richiamare il senso del dovere e dell’appartenenza che, oggi, sembrano parole vuote. Voglio richiamare, invece, la grande dignità con cui i figli Luciano e Marina e la cognata del tenente Salvatore Lucadamo, signora Olga Morrison, allora ventenne e diretta testimone dell’accaduto, hanno saputo custodire il ricordo dell’episodio anche in periodi in cui per l’amor di patria e per il senso del dovere c’erano solo parole di scherno. Lo hanno custodito, come era giusto che fosse, come un bene prezioso e prezioso è stato il ricordo del padre, perso giovanissimo, ma ancora presente nella loro vita e nei loro pensieri e capace, con il proprio esempio,  di indicar loro la via della correttezza, del senso del dovere e dell’onore trasmettendoli ai propri figli, come ha ricordato, alla fine della celebrazione religiosa, l’avvocato Rino Lucadamo che, con orgoglio, porta il nome del nonno.

Luciano, per il semplice fatto che sono stato il primo a raccontare di suo padre sul sito degli avellinesi, ha voluto dedicarmi un suo scritto e queste brevi note non sono il ringraziamento per la sua gentilezza. Quello che ho scritto, comunque, mi viene dal cuore e dal rispetto che, penso, debba portarsi non solo a chi è stato autore di azioni così importanti, ma anche per chi ha saputo conservarne il ricordo. Per questo motivo e da avellinese ringrazio il colonnello  Antonio Iurato e tutto il personale del 232° Reggimento Trasmissioni che con il loro lavoro hanno consentito, oggi, a 73 anni di distanza, di dare  il giusto riconoscimento a due eroi silenziosi, rafforzando ancora di più il legame tra l’Irpinia tutta e i suoi soldati.

“A seguito dello sbarco a Salerno, definito dagli americani “Operazione Avalanche”, iniziato il giorno dopo la proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943, l’esercito tedesco – si legge in una nota dell’ufficio stampa della caserma Berardi – ripiegava verso la bisettrice Mignano Montelungo-Cassino per raggiungere la linea Gustav. Era l’11 settembre quando passò per la città di Avellino e lungo il viale Regina Margherita (oggi viale Italia) un reparto corazzato della Divisione Goering fece irruzione nella caserma Berardi (all’epoca sede della Scuola allievi ufficiali di complemento di fanteria) disarmando il personale presente. L’allora comandante della scuola, colonnello Ubaldo Macrì e l’Aiutante maggiore, tenente Salvatore Lucadamo, con fermezza e determinazione riuscirono ad impedire la sottrazione della bandiera di guerra della scuola, salvando il vessillo che oggi è custodito presso il Museo sacrario delle Bandiere delle forze armate presso l’Altare della Patria in Roma.

Durante la cerimonia il comandante di reggimento, colonnello Antonio Iurato, ha richiamato il senso identitario di appartenenza alla nazione ed il legame profondo tra la cittadinanza ed il reggimento di stanza in territorio irpino”.

 

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