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    16/02/2019

Una vita, più vite/La notte del terremoto nel libro di Sorvino

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura4_sorv_i_n_o.jpgAVELLINO – “Alle 19,34 della domenica, caratterizzata da un clima insolitamente afoso, quando la televisione trasmette la partita di calcio del pomeriggio (Juventus-Inter), si verifica – preceduto da un forte e sinistro boato – un terremoto ondulatorio e sussultorio di straordinaria durata (un minuto e mezzo), intensità e violenza, che colpisce un’area estesissima dell’Appennino meridionale, costituta da diverse province di tre regioni, prima fra tutte l’Irpinia. Il pesantissimo sisma si abbatte con effetti devastanti su un patrimonio edilizio largamente vetusto ed inadeguato – e quindi assai vulnerabile – perché costituito da centri storici in larga parte fatiscenti e da costruzioni per lo più in tufo con un bassissimo grado di resistenza antisismica, ma anche su una più recente edilizia non sempre di qualità.

Lo stesso capoluogo è duramente colpito, con decine di vittime (il bilancio definitivo è di ottantadue morti) nel crollo di gran parte del centro storico, ma anche i palazzi in cemento armato della città nuova – realizzati nell’espansione degli anni ’50 e ’60 – vengono terribilmente scossi dalla violenza del terremoto, che atterrisce la totalità della popolazione generando una situazione di panico incontrollabile, con una fuga generalizzata all’esterno delle case, nelle piazze e nelle strade invase in modo caotico”.

È un passaggio del capitolo VI del bel libro di Stefano Sorvino, Una vita, più vite: ricordando il prefetto Guido Sorvino, edito da Terebinto, che ha visto la luce proprio nell’anniversario del sisma del 23 novembre 1980. Una testimonianza preziosa e puntuale non solo del lavoro e del ruolo svolto con impegno quotidiano al servizio delle comunità dal prefetto Sorvino, padre di Stefano, scomparso nel dicembre dello scorso anno, ma anche delle vicende di una delle esperienze più drammatiche della storia dell’Irpinia del secolo scorso qual è stata quella del terremoto di 36 anni fa.

Stefano Sorvino ha saputo ricostruire quei momenti così tragici e dolorosi nella memoria di quanti li hanno vissuto con una scrittura immediata ed essenziale, carica di un vivido realismo in grado nel contempo di trasmettere nel lettore forti emozioni in quello che può ritenersi un vero e proprio viaggio della memoria.

Qui di seguito La notte del terremoto

 

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