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    26/06/2019

Carlo Gesualdo e il suo tempo, a Villa Amendola la presentazione del libro di Fraternali

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura3_gesualod1.jpgAVELLINO – È in programma domani a Villa Amendola di via Due Principati, alle ore 18.00, la presentazione del volume Carlo Gesualdo. L'uomo, il suo tempo, la musica di Orsola Tarantino Fraternali. Si confronteranno con l’autrice Dinko Fabris, presidente della Società Internazionale di Musicologia, Francesco Barra, ordinario di storia moderna presso l’Università di Salerno e Armando Montefusco, studioso di storia locale. Ad organizzare l'evento il Garden Club di Avellino e la Federcasalinghe Avellino. Ospitiamo qui di seguito la prefazione al volume del professor Francesco Barra.

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Le strutture del potere feudale si articolarono nel Regno di Napoli, tra la fine del medioevo e la prima età moderna, in una serie di “Stati” feudali – come cominciarono significativamente a chiamarsi dalla fine del XV secolo –, ossia di grandi complessi di feudi, contraddistinti in molti casi da compattezza geografica e contiguità territoriale. Essi si caratterizzavano per il loro inglobare vaste aree appenniniche, che comprendevano a volte interi bacini idrografici. Specularmente, allo “Stato” feudale territoriale corrispondeva spesso una particolare forma d’insediamento urbano decentrato, cioè la “città di casali”, articolata in tutta una serie di piccoli centri disposti nelle fasce pedemontane.

Uno dei principali Stati territoriali fu quello dei Gesualdo, tra le più grandi famiglie feudali che dominarono la scena politico-sociale del Regno di Napoli dal XII al XVII secolo, le cui origini risalivano direttamente alla dinastia normanna degli Altavilla, i creatori della monarchia meridionale. Nel suo massimo sviluppo cinquecentesco, lo “Stato” feudale dei Gesualdo giunse infatti a comprendere ben 30 centri abitati, di cui 19 in Principato Ultra, 9 in Principato Citra e 2 in Basilicata.

Sede di complesse funzioni giurisdizionali e amministrative, oltre che economiche, esso si caratterizzò per la presenza di una vera e propria corte principesca di stampo rinascimentale, svolgendo un’elevata funzione culturale, con grandi e significative ricadute anche nel campo della committenza artistica. Un aspetto, questo, che sarebbe culminato con straordinario rilievo nell’età e nella figura di Carlo Gesualdo.

Coronando con questo lavoro anni di lunghe e appassionate ricerche, Orsola Tarantino Fraternali offre un contributo di prim’ordine alla ricostruzione delle spesso complesse e tormentate vicende dei Gesualdo, e soprattutto di Carlo. L’originalità del volume, oltre che nella sua accuratezza documentaria e filologica, consiste soprattutto nell’approccio in un certo qual modo multidisciplinare all’argomento, utilizzando tecniche, metodologie e sensibilità diverse, con particolare attenzione alle forme dell’arte, della musica e della stessa vita quotidiana. Ciò consente all’Autrice di realizzare uno spaccato efficacissimo e di grande suggestione, che fa sì che il lettore sia direttamente coinvolto nelle vicende e nei personaggi che ella narra, descrive e ricostruisce con grande passione e vivida intelligenza.

 

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