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    23/03/2019

A Ettore de Conciliis la cittadinanza onoraria di Avellino

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Da sx: Foti, Pericolo e de ConciliisAVELLINO – "Al Maestro Ettore de Conciliis, in segno di stima e riconoscenza, per aver portato con la sua Arte, colta e raffinata, sempre attenta, tanto alle istanze sociali, quanto alla bellezza del Creato, alto nel resto d'Italia e del mondo, in mezzo secolo di felicissima dedizione alle arti figurative, il nome della città di Avellino, che si onora di avergli dato i natali, e verso cui ha sempre dimostrato amore e attaccamento, considerandola sempre sua dimora elettiva".

Questa la motivazione del conferimento della cittadinanza onoraria ad Ettore de Conciliis, il grande artista avellinese autore del famoso Murale della pace realizzato insieme con Rocco Falciano nella chiesa di San Francesco di Borgo Ferrovia, letta dal sindaco di Avellino, Paolo Foti, nel corso della cerimonia ufficiale svoltasi questo pomeriggio in un'aula consiliare poco affollata.

In rappresentanza della giunta comunale sindaco, vicesindaco ed assessore alla Cultura, scarna la pattuglia dei consiglieri comunali (Grella, Russo, Amodeo, Giacobbe, Matetich per la maggioranza, Preziosi e Pericolo per la minoranza) per un riconoscimento che era stato pensato per il cinquantenario del Murale della pace, lo scorso anno. Il sindaco, Paolo Foti, ha spiegato le ragioni del conferimento della cittadinanza onoraria a De Conciliis, che nel capoluogo irpino è nato, ma attualmente risiede a Fiano Romano, dopo anni di soggiorno a New York e nel Messico. Con la realizzazione del Murale, ha detto Foti, il maestro ha portato il nome di Avellino alla ribalta internazionale e alla sua città di nascita è sempre stato vicino, non mancando mai di offrire spunti e suggerimenti, soprattutto per il recupero della memoria storica di Avellino. De Concili, nel suo lungo intervento, ha ricordato i suoi maestri, i prof. Troncone, Biondi, Freda, lo storico Enzo Cannaviello , i cui ricordi, soprattutto della città durante la guerra, gli hanno trasmesso la memoria degli anni duri, dei bombardamenti e della lenta ripresa.

Lontano dalla sua città natale, ma sempre attento osservatore e al corrente delle vicende di Avellino, magari attraverso l’opera storica di Andrea Massaro. Ed anche in questa occasione l’autore del Murale, a riprova di come segua sempre con affetto e interesse le sorti di Avellino, ha sollecitato il sindaco a sanare la ferita aperta nel centro storico dall’edificio della Dogana, che va recuperato e restituito a nuove funzioni. Del resto proprio a de Conciliis si deve un progetto –approvato dall’amministrazione Di Nunno – di recupero e riutilizzo dello storico edificio, così come un progetto per ricostituire la quinta di Piazza Duomo, dove segnare l’ingresso al futuro parco archeologico sulla collina della Terra.

Qui di seguito riportiamo il discorso integrale del primo cittadino: Illustre Maestro de Conciliis, miei cari concittadini, conferire ufficialmente con questa cerimonia, qui, oggi, nell'Aula consiliare la cittadinanza onoraria al Maestro Ettore de Conciliis, che ricordo è già avellinese di nascita, ed appartiene ad una famiglia legata con più fili alla storia della nostra città, porta con sé tanti significati. Ovviamente quello di onorare una personalità del mondo dell'arte a cui la città di Avellino deve molto; ma anche legare in maniera ancora più forte, ancora più salda, il nome di Ettore de Conciliis alla nostra città per sempre! Per altro verso, attribuendo su mia proposta il Consiglio comunale la cittadinanza onoraria al Maestro de Conciliis, personalità notissima nell'ambito nazionale per le sue preziose opere, tanto pittoriche quanto scultoree, l'Amministrazione comunale di Avellino onora se stessa.

La nostra città, com'è noto, mezzo secolo fa balzò alle cronache nazionali grazie ad una grandiosa opera pittorica realizzata dall'allora poco più che ventenne Maestro de Conciliis nel popoloso quartiere di Borgo Ferrovia, all'interno della chiesa di San Francesco. Mi riferisco al "Murale della Pace", che al de Conciliis fu commissionato da un altro benemerito figlio di questa nostra amata città, allora parroco della chiesa di San Francesco, il compianto don Ferdinando Renzulli, a cui recentemente l'Amministrazione comunale, su mia proposta, ha intitolato una strada cittadina.

Ebbene, quella grandiosa opera, che ancora oggi fa bella mostra di sé nella chiesa di San Francesco suscitò vivaci polemiche e catturò l'interesse della stampa nazionale e internazionale; e tutto ciò perché alle spalle dell'altare di una chiesa cattolica veniva realizzato, per la prima volta nella storia, tanto della Chiesa quanto dell'arte, un affresco in cui, attorno alla figura di un santo, in questo caso, San Francesco, comparivano da un lato immagini di guerra e di distruzione, dall'altro di pace e di giustizia sociale. Ma soprattutto, per la prima volta, tanto nella storia della Chiesa quanto nella storia dell'arte venivano dipinti, accanto ad un santo, ed esposti quindi in un luogo sacro, i volti di uomini che tutto erano stati in vita fuorché modelli di santità!

Il Maestro Ettore de Conciliis vive attualmente a Fiano Romano, dopo aver soggiornato in Messico e negli Stati Uniti. Dal 2005 la Comunità europea e il Comune di Fiano Romano promuovono la realizzazione di uno studio-museo nella chiesa medievale Santa Maria ad Pontem, dove vengono raccolte le opere del maestro. Tutte opere connotate da una multidimensionalità, da equilibrio e solennità, espressive della ricerca della bellezza e della compostezza formale ma altresì testimonianza di un impegno intellettuale ed umano dell'autore verso la pace e la libertà.

In conclusione, che si tratti di quadri, sculture, murales o parchi, il linguaggio del Maestro de Conciliis è sempre lo stesso: il bello è lo splendor del vero. Giustizia e il piacere della forma sono la stessa cosa.

Ed è per questo, che oggi, qui, in questa Aula consiliare conferiamo la cittadinanza onoraria della Città di Avellino al M° Ettore de Conciliis con la seguente ufficiale e solenne motivazione, da me proposta e accolta dall'intero Consiglio comunale: "Al Maestro Ettore de Conciliis, in segno di stima e riconoscenza, per aver portato con la sua Arte, colta e raffinata, sempre attenta, tanto alle istanze sociali, quanto alla bellezza del Creato, alto nel resto d'Italia e del mondo, in mezzo secolo di felicissima dedizione alle arti figurative, il nome della città di Avellino, che si onora di avergli dato i natali, e verso cui ha sempre dimostrato amore e attaccamento, considerandola sempre sua dimora elettiva".

 

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