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    23/03/2019

La Costituzione e la sua riforma, la lezione di Cassese agli studenti delle scuole

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Sabino CasseseAVELLINO – È toccato a Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, aprire stamattina, presso l’oratorio della SS. Annunziata, le lezioni “Parliamo del vostro futuro”, organizzate dal Centro Dorso, di cui Cassese è presidente, ed indirizzate ad un pubblico composto da studenti del quarto e del quinto anno delle scuole superiori.

Oggetto della lezione introduttiva di Cassese è stato il percorso storico compiuto dalla Costituzione italiana dal 1946 ad oggi, cercando di inquadrare in «una prospettiva storica le origini del referendum costituzionale del 4 dicembre». La lezione di Cassese, dal titolo significativo La Costituzione e la sua riforma, si è concentrata su sei punti: «primo punto: come matura l’idea della Costituzione italiana? Secondo punto: qual è l’architettura costituzionale, cioè quali sono le caratteristiche della Costituzione italiana? Terzo punto: che vita ha vissuto la Costituzione? È stata attuata o no? Quarto punto: come si realizza il momento di passaggio fra la Costituzione inattuata e la Costituzione da riformare? Il quinto punto sarà dedicato all’episodio del referendum. Sesto punto: e adesso, dopo la bocciatura del referendum, che succede?».

Dall’interessante lezione, che ha ripercorso la storia costituzionale ed istituzionale dell’Italia repubblicana, sono emersi due temi di particolare interesse: le origini storiche della Costituzione e i meriti e limiti della costituzione italiana. «La ragione di avere una norma superiore – ha evidenziato Cassese – sta nel fatto che nel corso del secolo scorso ci sono stati nel mondo degli ordinamenti, che solitamente chiamiamo dittature, che si sono affermati legittimamente. Per “legare” le mani al legislatore ordinario si crea un legislatore superiore, che è la Costituzione. E, di conseguenza, viene creato un organo, il più delle volte denominato Corte, che controlla gli atti del legislatore ordinario e vede se tali atti rispettano i principi del legislatore superiore». Principi che, però, non sono eterni. Nella Costituzione italiana, infatti, non esistono principi immodificabili, se si esclude l’art. 139, secondo il quale «la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale». Tuttavia vi sono degli articoli, i primi 12 della prima parte della Costituzione italiana, che la Corte costituzionale ha giudicato «principi fondamentali» e che non possono essere oggetto di modifica.

Riguardo l’architettura costituzionale dello Stato italiano Cassese ha ricordato al giovane pubblico presente in sala che «la Costituzione italiana si divide in due parti: la prima parte riguarda i cittadini, la seconda l’organizzazione dello Stato. La prima parte, in quanto riguarda i diritti e i doveri dei cittadini, è destinata a durare a lungo; la seconda parte, invece, è destinata ad essere riformata».

Dunque è la seconda parte del testo costituzionale che necessita, secondo la sua osservazione, di adattamenti. Adattamenti che debbono riguardare, innanzitutto, la stabilità governativa (quello che oggi chiede la fiducia al Senato della Repubblica è, infatti, il 64° governo della Repubblica italiana), il superamento del bicameralismo paritario, la ridefinizione dei rapporti Stato-Regioni. Proprio su questi due ultimi temi, come è noto, si è concentrato il progetto di riforma costituzionale, culminato con il referendum del 4 dicembre scorso. La bocciatura di quel progetto di revisione della Costituzione, ha sentenziato Cassese, «chiude la stagione, iniziata sul finire degli anni ’70, che ha visto lo Stato italiano, secondo il titolo di un fortunato libro di Giuliano Amato, come Una Repubblica da riformare». Tuttavia il No al referendum ci lascia, ha concluso il presidente del Dorso, con due problemi: da un lato la necessità di «armonizzare i sistemi elettorali per le due Camere», dall’altro con la necessità di rendere attuabile la «riforma amministrativa».

Prima di esporre la sua lezione, il presidente Cassese ha informato gli studenti degli obiettivi del seminario “Parliamo del vostro futuro”, giunto alla terza edizione. «Nei prossimi giorni – ha spiegato – vi saranno presentate due tipi di lezioni: un tipo di lezioni cerca di spiegarvi una materia e una disciplina, che può essere la storia, l’astronomia, etc.; un secondo tipo di lezioni riguarda, invece, le professioni, cosicché un avvocato vi spiegherà cosa vuol dire essere e fare l’avvocato, un funzionario di Stato vi spiegherà qual è il suo compito, etc.».

Sull’opportunità di quello che Cassese ha definito «apprendimento anticipatorio» ha insistito, nel suo intervento, Rosa Grano, provveditore agli studi: «Ho sposato subito l’iniziativa voluta dal professor Cassese perché crediamo che un orientamento non può iniziare dopo il ciclo scolastico, ma deve iniziare molto prima. Attraverso i contributi di queste lezioni voi – ha detto rivolgendosi agli studenti – avrete l’occasione per capire cosa fare nel futuro».

Il seminario, che proseguirà nei prossimi giorni, era stato aperto dai saluti istituzionali del direttore della Camera di Commercio di Avellino.

 

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