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    26/06/2019

Laceno d’Oro, Spagnuolo: «Bilancio positivo, ma rivogliamo l’Eliseo»

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Giacono d'Onofrio e Camillo Marino, fondatori del Laceno d'OroAVELLINO – Tredici giorni di programmazione, oltre 40 titoli selezionati, più di 60 appuntamenti in cartellone, 21 incontri con autori, attori e sceneggiatori, 8 Comuni coinvolti, 17 location differenti, 5 performance audio/video, 4 mostre, 2 concerti, 2 workshop ed 1 master class.

Sono numeri importanti quelli della 41 esima edizione del Laceno d’Oro, il festival del cinema fondato da Camillo Marino e Giacomo d’Onofrio, che si è conclusa martedì scorso e che si è svolta tra Avellino e provincia. “È stata una delle edizioni – spiega Tonino Spagnuolo direttore artistico della manifestazione insieme a Aldo Spiniello – più ricca degli ultimi anni per la varietà degli autori presenti che sono arrivati dall’Iran come dal Portogallo fino alla Germania, ma anche perché non ci siamo concentrati solo sul cinema. Come è successo già negli anni scorsi, c’è stato spazio per i concerti, le mostre: segno che il Laceno d’Oro è una rassegna a tutto tondo, una delle più importanti in Italia.  Non a caso abbiamo ricevuto i complimenti di moltissimi addetti ai lavori e avuto spazio e attenzione su tutte le riviste specializzate di cinema e non solo, segno che in Italia si è parlato molto di noi”.

L’unico neo è stato caratterizzato dal periodo invernale. “Certo non ci ha molto aiutato – continua il direttore artistico – anche perché il cinema Partenio spesso è stato freddo, il carcere borbonico non è accogliente d’inverno come d’estate, ed infine le proiezioni al Movieplex per quanto seguite ed affollate non sono comodissime, visto che la multisala non si trova ad Avellino centro”.

Dunque l’augurio è che l’anno prossimo il Laceno torni finalmente a casa. “Sappiamo tutti – conclude Spagnuolo – che la collocazione naturale del Festival è all’interno (o all’esterno come nel 2014 ndr) dell’Eliseo, ma purtroppo i ritardi e i problemi relativi alla struttura anche questa volta non hanno permesso che questo avvenisse. Così come il fatto che il festival si sia svolto a dicembre non è dipeso da noi, ma dai bandi della Regione Campania e dai ritardi successivi relativi alle graduatorie. Comunque noi non ci fermiamo e per l’anno prossimo abbiamo già in mente diverse idee e novità che speriamo di poter realizzare”.

 

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