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    24/06/2019

«L’Italia sarà quel che sarete voi», partono da Avellino le celebrazioni in onore di Francesco De Sanctis

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Da sx: Capozza, Bianco, Sessa, Iermano e MarianiAVELLINO – «Il 2017 è l’anno desanctisiano»: con queste parole Gerardo Bianco, ex parlamentare della Repubblica, ha aperto ufficialmente questa mattina, presso la prefettura di Avellino, le iniziative per il bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis, il grande critico della letteratura italiana nato a Morra Irpina, promosse dal comitato nazionale di cui lo stesso Bianco è presidente.

Bianco, che è stato professore di letteratura latina e ministro della Pubblica istruzione, ha ricordato le altre iniziative nate per celebrare il grande figlio dell’Irpinia dell’Ottocento facendo notare come queste fossero state sempre aperte a Roma. «Per la prima volta – ha sottolineato – le iniziative desanctisiane partono da Avellino». Da Avellino non perché semplicemente capoluogo della provincia che ha dato i natali allo storico della letteratura, ma soprattutto perché luogo nel quale «nascono le maggiori riflessioni politiche di De Sanctis. Avellino, infatti, diventa, per De Sanctis, un momento di riflessione». È la città nella quale, parafrasando una lettera scritta all’indomani dell’Unità, quando il letterato svolgeva la sua prima esperienza politica, quella di governatore della provincia di Principato Ultra, De Sanctis «rinasce» dopo l’esperienza della prigionia e dell’esilio.

Dunque quella delle celebrazioni può essere – come ha affermato Toni Iermano, professore di letteratura italiana presso l’Università di Cassino, citando l’illustre meridionalista Guido Dorso – una «occasione storica» per la città, la provincia e l’intero Mezzogiorno per conoscere una personalità dalla cui scuola – sono parole di Bianco – «nasce uno dei più importanti filoni del pensiero italiano, quello meridionalistico». Un pensiero, quello di De Sanctis, ha concluso il presidente del comitato scientifico, «ancora oggi attivo e vivo».

Dunque diventa necessario far conoscere il pensiero desanctisiano: questa deve essere, secondo Iermano, presidente del comitato scientifico, l’obiettivo del comitato nazionale per il bicentenario della nascita dell’illustre irpino.  Non una semplice celebrazione, «perché De Sanctis rifiutò sempre le celebrazioni, fu anti-celebrativo», bensì «un’attività di coordinamento» che permetta di far conoscere il pensiero e, quindi, l’azione del critico letterario di Morra. Per De Sanctis, infatti, pensiero ed azione erano inscindibili: «il mondo – diceva De Sanctis nel discorso ai giovani citato da Iermano – non viene cambiato dai libri […] ma quando i libri entrano dentro di noi».

La scoperta del pensiero di De Sanctis e l’apertura della sua riflessione alle nuove generazioni si deve accompagnare, però, ad una riscoperta delle opere di De Sanctis; di qui l’altro obiettivo che, secondo Iermano, deve ispirare il senso di questo bicentenario e l’azione del comitato: «ricostruire filologicamente l’opera di De Sanctis» che rimane, nonostante l’apprezzabile sforzo fatto da Carlo Muscetta, l’unico autore «dell’Ottocento a non avere avuto edizioni critiche delle sue opere». Una ricostruzione che ha bisogno non solo della comunità di studiosi, ma anche della società civile; una ricostruzione che può e deve avvalersi anche di un’apertura internazionale. Ma una ricostruzione, a questo punto, necessaria, obbligatoria, perché, come diceva lo stesso De Sanctis in un discorso a Chieti del 1880, «fatto il primo passo dovete andare fino in fondo».

La presentazione di questa mattina, che ha visto la partecipazione di esponenti delle istituzioni – tra cui il sindaco di Avellino, Paolo Foti, gli ex sindaci Antonio Matarazzo ed Enzo Venezia – era stato aperto dai saluti istituzionali del prefetto Carlo Sessa che ha ricordato come quella odierna sia «il primo di altri incontri che assumeranno un carattere diverso, rivolti ai giovani», da quelli del sindaco di Morra De Sanctis, Pietro Mariani, vice presidente del comitato nazionale, e da quello di Gerardo Capozza, segretario tesoriere del comitato.

Prima dell’incontro in prefettura, i membri del comitato avevano visitato la mostra La scienza e la vita. Autografi e libri della raccolta desanctisiana, presso la biblioteca provinciale “Scipione e Giulio Capone” di Corso Europa.

Foto Ufficio stampa prefettura di Avellino

 

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