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    23/03/2019

Sandulli, il ricordo di Tranfaglia

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Santa Maria delle GrazieAVELLINO – Si sono svolti questo pomeriggio, presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con un grande concorso di folla ed in un clima di forte commozione e intensa partecipazione, i funerali del professor Michele Sandulli. Qui di seguito il discorso funebre che, nel corso della cerimonia religiosa, ha tenuto Angelo Tranfaglia, che è stato prefetto a Rovigo, Luca, Vicenza, Parma e Bologna, originario di Contrada, che è anche il paese della famiglia Sandulli.

*  *  *

Ciao Michele, ci hai lasciato all’improvviso. Siamo tutti un po’ increduli. Non eravamo preparati. Non eravamo preparati a salutarti, né all’idea di dover fare a meno d’ora in poi della tua presenza fisica, di poter far riferimento a te quando ne sentivamo la necessità. Di incontrarti, di scherzare, di confrontarsi, di chiederti consigli o suggerimenti. Ci mancheranno, come ci mancheranno anche le tue battute e la tua ironia, il tuo modo semplice e profondo di spiegare le cose.  Non lo era la comunità scientifica di cui sei stato membro ed esponente prestigioso, non lo erano i tuoi colleghi ed i tuoi allievi, non lo erano i tuoi amici, soprattutto non lo erano i tuoi cari, Claudia, Federica, Martina, Domenico e Alessandra, i tuoi nipoti, i generi, tuo fratello Ernesto e tutta la grande famiglia Sandulli, che oggi soffre la scomparsa di uno dei suoi figli più illustri.

Non è semplice salutare una persona la cui vicenda umana si è svolta in maniera così intensa ed incisiva, in ogni ambito, accademico, professionale, politico, istituzionale, con risultati sempre straordinari, da tutti riconosciuti. Risultati che sono stati e sono dono prezioso per quanti hanno avuto il privilegio di frequentarti o di godere dei frutti del tuo impegno. Non è semplice per me, che oggi rivedo come in un film i tempi della nostra adolescenza e della nostra giovinezza a Contrada, questo Comune che con te oggi perde uno dei suoi figli migliori.

Tu, solo di qualche anno maggiore, e già per me e per tanti altri ragazzi di Contrada esempio e punto di riferimento. Ricordi il Circolo Nuova Dimensione, quella prima palestra, per tanti di noi, di incontri, dibattiti e di analisi anche politiche, che fu il modo originale della nostra partecipazione al più generale fermento di quegli anni; ricordi ‘o Piesco, quel foglio ciclostilato che vide i nostri primi scritti, che erano la proiezione dei nostri ideali giovanili verso un mondo migliore. Del circolo Nuova dimensione, tu, il più autorevole ed equilibrato fra tutti noi, fosti il primo presidente, e sotto ‘o Piesco, alle falde del monte Faliesi, ormai affermato professionista, tu sei voluto, dopo tanti anni ritornare, e tu e Claudia avete fatto della vostra casa il punto di riferimento, accogliente, non solo della famiglia che cresceva, ma anche di parenti, amici e compaesani.

Indimenticabili i tradizionali incontri dell’8 maggio, quando dopo aver accompagnato San Michele, si discendeva dal monte e ci si fermava, con parenti ed amici, in tanti, a casa tua. E poi Napoli, l’Università, il tuo incontro con Claudia, e la storia meravigliosa che ne è seguita. E poi a distanza di anni il ritrovarsi e riprendere, in un momento per te di particolare delicatezza, ancor più forte, l’amicizia e la consuetudine di allora. Occasione per me di apprezzare ancor più le tue qualità e la tua forza e di imparare come si fa ad affrontare e a superare le prove e le difficoltà della vita.  Te ne sarò sempre grato.

La tua forza straordinaria grazie alla quale ogni qual volta per superare una difficoltà o un problema era necessario il tuo impegno, tu ti impegnavi, in maniera disciplinata e determinata, e lo superavi, e vincevi. Penso che la tua scomparsa improvvisa è stata dovuta al fatto che questa volta non hai avuto la possibilità, né il tempo, di mettere in campo il tuo impegno.

Caro Michele, dello studioso, del professore, dell’avvocato, dell’uomo delle istituzioni tanti sono i ricordi e i riconoscimenti che da ogni parte in questi giorni emergono, e tanto se ne parlerà ancora negli anni a venire, e forte se ne avvertirà la mancanza. Per ognuno di questi aspetti della tua vita, del tuo poliedrico impegno, della tua personalità tanti che oggi qui sono presenti potrebbero dare testimonianze importanti. Penso a tutti i colleghi e collaboratori, che negli anni hanno lavorato con te negli studi, da te fondati, di Avellino, Napoli, Roma e Milano. Penso in particolare a questa città di Avellino, cui ti legano non solo gli affetti e le amicizie più cari, ma anche una importante stagione di impegno politico e amministrativo, portato avanti sempre nel segno di una forte tensione morale e civile, al servizio della comunità.

Io voglio solo ricordare la persona speciale che non c’è più, quella persona che è stata tante cose insieme e di volta in volta, con coerenza sempre: il cittadino esemplare, l’amico sincero e riservato, il professore, che ha insegnato con l’esempio e con il rigore oltre che con la scienza, nelle Università di Napoli e poi di Roma, dalla quale ha ricevuto il prestigioso, meritatissimo per te, riconoscimento di professore emerito. Sei stato veramente, e non solo per i tuoi allievi, maestro di vita.

Valery ebbe a dire che “Nel più grande rigore c’è la più grande libertà”. E il tuo essere rigoroso, che ha sempre improntato tanto la tua etica del lavoro che la tua vita era veramente il tuo modo di essere libero. Al tuo essere rigoroso si accompagnavano sempre senso della misura, equilibrio e concretezza. E questa libertà (nel rigore), che nel lavoro si traduceva in indipendenza di giudizio, ti è valsa anche la fiducia e la stima delle istituzioni giudiziarie e in qualche caso politiche, con l’affidamento di importanti e delicatissimi incarichi. Incarichi assolti sempre con riconosciuta competenza e correttezza non comune.

E poi la dignità e il coraggio nell’affrontare le situazioni più difficili. Un coraggio che traeva forza e alimento dalla fede, ma anche dalla tua innata capacità di ricercare sempre soluzioni concrete e positive, e grazie al quale hai sempre dato serenità  a chi ti era vicino.

Cara Claudia, Michele se ne è andato, ma non sono andati via con lui i ricordi dei mille momenti felici ed intensi di cui è costellata la vostra storia di amore. Michele se ne è andato e nessuno più di te, e dei figli, può avvertire quanto incolmabile sia la sua perdita. Ma sono certo che ora vede tutta la sua famiglia unita intorno a lui e ne è orgoglioso. Vede che i semi che tu e lui, insieme, avete gettato hanno dato buoni frutti.

Michele se ne è andato, ma rimane fisso nei vostri cuori il marito affettuoso e premuroso e il padre presente e attento che è sempre stato. È certamente di consolazione e di conforto la consapevolezza di quanto grande  e non facilmente cancellabile sia l’eredità di valori civili e sociali, oltre che di affetti,  che lascia a voi  e non solo a voi.

E il suo esempio, ed i suoi insegnamenti resteranno una guida costante ed un ancoraggio fermo per te Federica, per te Martina, per te Domenico, per te Alessandra e, attraverso voi, per i vostri figli.  Ciao Michele.

 

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