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    16/02/2019

Mancino: «Agnes un grande giornalista ed organizzatore. Foti? Ha trovato solo nemici»

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Da sx: Biazzo, Mancino, Festa e Gambacorta(foto di Massimo D'Argenio)AVELLINO – “Cosa è avvenuto? È avvenuto che con la decadenza della Dc c’è stato un periodo di frantumazione. Dal 1994 abbiamo cambiato sistema politico. Però io e Bianco siamo ancora amici, io e Gargani, io e Zecchino siamo amici. Altri invece hanno cambiato partito con la pretesa che anche l’amico dovesse seguirlo a ruota, in questo caso nell’Udc”: così l’ex presidente del Senato Nicola Mancino spiega, senza mai nominarlo, la rottura dei rapporti con Ciriaco De Mita intervenendo questa sera, presso il salone della Camera di commercio di Piazza Duomo, alla presentazione del libro di Salvatore Biazzo Biagio Agnes. Un giornalista al potere, edizioni Rai Eri.

“Oggi – ha spiegato ancora Mancino – viviamo nell’epoca dell’uomo solo al comando, così era stato con Mussolini, poi con Berlusconi, oggi anche con Renzi. Oggi mancano i partiti per cui ci si accontenta del meno peggio. Il Comune di Avellino? Chi è eletto direttamente dal popolo ha diritto di trovare la collaborazione di tutti. Il sindaco, anche per sua responsabilità, non ha trovato grandi collaboratori, anzi ha trovato dei nemici all'interno della sua stessa maggioranza. Il commissariamento, comunque, sarebbe una rovina”.

Biagio Agnes, Ciriaco De Mita, Gerardo Bianco, Nicola Mancino, Giuseppe Gargani, Antonio Aurigemma, Gianni Raviele, Salverino De Vito, Mario Gabriele Giordano diedero vita nel 1954 ad un giornale Cronache Irpine, nato sull’esempio di Cronache sociali di Giuseppe Dossetti, che aveva la sua redazione nella storica tipografia Pergola, la stessa che aveva ospitato Il Corriere dell’Irpinia fondato da Guido Dorso, l’autore della Rivoluzione meridionale.

“Pergola – ha ricordato ancora l’ex vicepresidente del Csm – fu la casa madre, si respirava l’aria dei grandi, una piccola azienda dove si produceva cultura. Senza Pergola non avremmo avuto il giornale di Guido Dorso. Fu qui che nacque tra di noi un’amicizia che aveva una grande profondità umana e va dato merito a Biagio Agnes, che è stata una persona al di sopra delle parti, un grande giornalista, amico di tutti, di averci messo insieme con un senso dell’organizzazione e dell’intuizione fuori del comune con la semplice formula del rispetto, da parte di ognuno di noi, delle capacità degli altri”.

A Salvatore Biazzo va il merito – come hanno ricordato in apertura il presidente della Provincia Domenico Gambacorta ed il moderatore dei lavori Gianni Festa – di aver saputo far riscoprire con questo volume la statura di Biagio Agnes che può a buon diritto essere considerato uomo dell’informazione a tutto tondo.

Presenti in sala la vedova Agnes, signora Rosella Valentinetti, con la figlia Titti, il questore di Avellino, i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza, il vice sindaco Maria Elena Iaverone, l’ex sindaco Antonio Matarazzo.

 

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