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    26/09/2017

Botte, Balestra e Picone alla presentazione del libro-inchiesta di Coluzzi

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura4_coluzzi.jpgAVELLINO – Con inizio alle ore 17 venerdì prossimo, al circolo della stampa di Avellino in Corso Vittorio Emanuele, verrà presentato il romanzo-inchiesta di Claudio Coluzzi "Benvenute in Paradiso". Con l'autore ci saranno Luigi Botte, questore di Avellino; Aldo Balestra, dell'ufficio dei redattori capo de Il Mattino; Generoso Picone, responsabile della redazione di Avellino de Il Mattino.

"Benvenute in Paradiso" raccoglie 11 inchieste giornalistiche vere (quella con cui l'autore fa arrestare un serial killer, quella con cui scopre un traffico di bambini figli di prostitute, quella con cui fa smantellare una gabbia in cui il questore di Caserta rinchiudeva le prostitute, quella con cui smaschera una truffa di beni destinati ai poveri facendo finire sotto inchiesta 1500 persone...).  Le inchieste sono legate da un filo narrativo che dà luogo ad un giallo. Il tema dominante è la violenza sulle donne, la tratta degli esseri umani ma non solo.

IL CONTENUTO - Vendute, sfruttate, violentate: quelle di Sonia e Jana sono vite bruciate. Vite come tante che si consumano sotto gli sguardi distratti dei clienti che le accostano al bordo della strada senza guardarle nemmeno in faccia, dei vicini che da sempre hanno imparato a «farsi i fatti propri», dei giornalisti, abituati, quando magari le ragazze ci lasciano la pelle, a liquidarle con poche righe in cronaca. Ma sono vite vere, e il giornalista del «Mattino», Claudio Coluzzi, in Benvenute in Paradiso, schiave nella terra dei Casalesi (edizioniAnordest euro 15) le racconta con il piglio del cronista incapace di girare gli occhi dall'altra parte. Lo fa utilizzando la struttura di un romanzo giallo al cui interno sono, però, gli stessi articoli pubblicati dal giornalista a fornire quegli elementi che porteranno a individuare l'assassino di Sonia, una delle due ragazze arrivate cariche di sogni dall'Albania e finita cadavere sul bordo di una strada di Castelvolturno, quel lembo della terra dei Casalesi dove i clandestini di ogni colore contendono il potere dell'illecito ai camorristi di casa nostra. Jana e Sonia, nel racconto verità di Coluzzi, hanno attraversato il mare a bordo di un gommone. Jana è stata violentata, costretta ai marciapiedi nel Casertano e, quando è rimasta incinta di un cliente, è stata «deportata» in Germania: qui ha partorito un figlio che è stato venduto a una coppia tedesca. I malviventi hanno incassato e lei è tornata per strada. A Sonia è andata peggio: è stata uccisa in un vialetto di campagna. Ed è a questo punto che le loro storie incrociano quelle di un giornalista e di un commissario di polizia che indagano su quel crimine con la voglia di ridare dignità, almeno da morta, alla ragazza albanese e alle tante che come lei si sono lasciate ingannare dal paradiso inventato dalla tv. Alla fine, con un imprevedibile colpo di scena, la verità trionferà, ma sarà una verità amara, incapace di cancellare l'amarezza di chi, attraverso il racconto del reporter, si è trovato a vivere il dramma dell'emigrazione e la tragedia dello sfruttamento. Perché, non bisogna dimenticarlo, Benvenute in Paradiso è anche un reportage attento che sfata luoghi comuni con la forza della realtà. Un racconto quasi in presa diretta, capace di coinvolgere il lettore. Le due storie sono assolutamente vere e sono state raccontate da Coluzzi sulle pagine del «Mattino». Ma la narrazione in Benvenute in Paradiso prende il lettore con il ritmo del noir. Perché la realtà, a volte, è più nera della fantasia.

L'AUTORE - Claudio Coluzzi è giornalista professionista al quotidiano Il Mattino di Napoli. Laureato in giurisprudenza, ha fatto la gavetta fin dall’età di 16 anni come cronista di nera in terra di camorra, nel Casertano. Nel 2000 ha vinto il Premio cronista dell’anno. Ha inoltre collaborato con la Rai in La vita in diretta di Vigorelli, Visite a Domicilio di Carmen Lasorella, Piazza Grande di Guardì.

Ha collaborato con settimanali come Famiglia Cristiana e mensili come Quattroruote, svolgendo inchieste giornalistiche in materia di criminalità. In seguito a servizi sulla tratta delle bianche e dell’immigrazione clandestina è stato minacciato e posto sotto protezione. Da quattro anni è titolare del corso Comunicazione del territorio presso la facoltà di Scienze politiche e turistiche della Seconda Università di Napoli.

 

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