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    26/09/2017

Esercizio 2/Cagnardi: «Dal parco centrale di Avellino una nuova identità urbana»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura4_cagnar_eser2.jpgAVELLINO – “Caro Gengaro, l’estate porta anche temporali. Augusto Cagnardi”. Questo l’autografo con cui Augusto Cagnardi, l’architetto milanese progettista del Piano urbanistico comunale voluto dal sindaco Di Nunno, firma il suo secondo intervento sull’idea di parco centrale ad Avellino.

*  *  *

Esercizio numero 2 Augusto Cagnardi, Rita Cattano

Parco centrale di Avellino. L'immagine conservata nella mente. Approccio/È necessario incrociare il primitivo pensiero con ipotesi successive, figlie di riflessioni, stimoli e reazioni anche se su basi superate nel tempo. La base non più legittima ammette successivi approcci.

Nota/Dopo anni di interminabili vertenze fra Comune e proprietari dei terreni pare sia arrivata a conclusione una guerra che ha reso finora irrealizzabile il parco centrale previsto dal Prg. La questione mi ha toccato fortemente. Avevo attribuito fin da allora un ruolo salvifico alla realizzazione del parco: il suo asse, parallelo alla strada principale, costruito con il verde avrebbe introdotto in un sistema frammentato e disarticolato una nuova identità urbana, un nuovo ambiente esteso quanto la parte più "moderna" della città in cui dominava lo spazio per il tempo libero.

È un ambiente non ancora costruito dopo il terremoto. Un ambiente che manca. L'asse di Avellino è del tutto simile nella sua genesi alla Spina di Torino. Una grande area centrale deve diventare il parco centrale della città. Nei suoi margini verso l'esterno si allineano gli edifici con funzioni residenziali e terziarie.

Così il parco centrale (vedi Central park NY) diventa anche la nuova area centrale della città. Il successo di Torino, della Spina, sta anche nel meccanismo di piano innovativo là messo in atto. Indice unico su tutte le aree pubbliche e private (anche sulle strade esistenti), rilascio di aree per parco superiore alle quantità previste per legge; disegno unitario, grande asse allineato e pedonale per tutta l’estensione, regolazione delle acque pubbliche che attraversano il parco.

Tutte queste caratteristiche sono state immesse nelle norme del piano regolatore. Ora si conclude una difficile fase di vertenze e di divergenze di opinioni nella città. A mio parere ciò cui non si può rinunciare è la presenza del parco centrale di Avellino.

Qui di seguito il link sul primo intervento dell'architetto Cagnardi apparso sul nostro giornale:

http://www.giornalelirpinia.it/index.php/cultura/cultura2/16667-cagnardi-lil-verde-da-misura-agli-spazi-ecco-il-disegno-divertissement-sul-parco-di-nunnor

 

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