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    26/09/2017

Vita e società tra Irpinia e Capitanata: dai registri parrocchiali la storia di Orsara

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Da sx: Barra, Anzivino, Ceglia e PriscoORSARA DI PUGLIA (Foggia) – È stata una raffinata lezione quella tenuta, questo pomeriggio, dal professor Francesco Barra, docente di storia contemporanea presso l’Università di Salerno, in occasione della presentazione del libro “Un’Orsara fa”, nel salone di Palazzo De Gregorio di Orsara di Puglia, in provincia di Foggia, già Orsara Irpina fino al 1927.

Il libro, scritto con eccezionale competenza da Antonio Anzivino e don Salvatore Ceglia, prende in esame gli atti dei registri parrocchiali dal 1582 al 1900.  Atti che hanno consentito agli autori di percorrere le vicende della comunità orsarese e attraversare un’intera epoca costellata da frequentazioni di pastori, militari, mercanti.

“Un libro come questo, di storia localizzata  – ha detto Barra – se fatto bene, entra a pieno titolo nella storia generale. A volte – ha sottolineato – questo tipo di storia si presenta più difficile di quella generale perché può essere condotta esclusivamente sui documenti. E purtroppo, la tenuta degli archivi ecclesiastici spesso è disastrosa e le scritture sono cosparse di distruzioni. In più – ha insistito Barra prima di illustrare in un’analisi dettagliata la peculiarità delle vicende storiche di Orsara, nata intorno alla grotta dell’Angelo e vissuta poi all’ombra della chiesa madre dedicata a San Nicola – gli archivi diocesani spesso non sono conosciuti con ricadute negative per le comunità”.

Giudicando più direttamente il libro di Anzivino e Ceglia, Barra ha detto: “Un’Orsara fa  è una vera e propria lezione di storia, piacevole, scorrevole, che insegna alle nuove generazioni il senso della continuità cronologica che oggi manca totalmente. Il paese – ha concluso - con un territorio molto esteso, che nel 1464 Ferrante d’Aragona vincolò per l’allevamento dei cavalli per il suo esercito, è stato caratterizzato da lotte interne del clero, da emigrazioni, da crisi sociali con scontri tra amministratori, sempre contrari alla quotizzazione dei terreni, e la massa enorme dei braccianti”.

Alla voce di Barra si è unita quella di Ada Prisco, docente di storia delle religioni presso l’Istituto superiore di Scienze religiose di Foggia. La professoressa, che ha curato la presentazione della pubblicazione, si è intrattenuta più strettamente sui contenuti del libro esordendo col dire: “Gli atti e le annotazioni che i preti di Orsara hanno scritto durante i secoli palpitano di vita. Sono attraversati da passioni, giudizi taglienti, commiserazioni e valutazioni personali che delineano l’interno di un paese movimentato dove la vita scorreva tra dolori, gioie, nascite e morti e dove il giudizio negativo pesava sempre sulle donne”. “È un vero e proprio libro del vivere e del morire – ha continuato –   nel quale il raggio di interessi si affaccia sulla grande storia”.

Del libro hanno parlato anche gli autori Antonio Anzivino e don Salvatore Ceglia. I saluti ai numerosissimi presenti sono stati portati dal sindaco di Orsara Tommaso Lecce che non ha mancato, parlando a nome dell’amministrazione, di ringraziare gli autori che, tra l’altro, hanno deciso di regalare il libro, edito dalla Delta3 edizioni in duemila copie, a ogni famiglia di Orsara.

Prima della presentazione del libro il fotografo Tonino Fratibeni ha proiettato, sul grande schermo situato alle spalle dei relatori, 107 fotografie di grande impatto emotivo  che ritraevano monumenti, ruderi, lapidi, stemmi, case gentilizie, cappelle, particolari di chiese, pagine originali di libri risalenti al 1690, statue di santi, pale, stucchi, pergamene, copertine di cinquecentine, scorgi paesaggistici di rara bellezza.

 

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