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    20/11/2017

Masullo: «Senza tempo la lezione del murale della pace». Aiello: «Un vanto per l’intera comunità»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura4_muraldeconc.jpgAVELLINO – «Dalla periferia si vede meglio il centro, si vedono meglio i problemi della città». Il vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello, osserva Avellino da Borgo Ferrovia dove interviene al dibattito «Il murale della pace, riflessioni sull’attualità dell’opera» presso la chiesa di San Francesco d’Assisi. «Quest’opera è un vanto per l’intera comunità: valorizzatela», esorta l’amministratore della diocesi.

Presente l’autore, Ettore de Conciliis, che giovanissimo nel 1965 realizzò l’affresco. Oggi, non senza rammarico, osserva: «I cittadini di Avellino sono un po’ da salotto e amano poco, troppo poco, visitare  le periferie, figuriamoci le chiese di periferia. Dunque, in pochi, troppo pochi, conoscono il Murale che invece è molto noto sia oltre i confini provinciali sia all’estero. Eppure ad Avellino più che altrove, l’arte, col suo particolare e insostituibile linguaggio, potrebbe e dovrebbe essere concepita quale elemento utile alla riqualificazione».

Progettato nel clima del Concilio Vaticano II e in coincidenza con il discorso agli artisti di papa Paolo VI, fu commissionato all’artista da don Ferdinando Renzulli e alla sua realizzazione partecipò attivamente il pittore Rocco Falciano. «Un murale anche vivo», secondo la storica e critica dell’arte Marina Pizziolo, che non esita a definirla «un’opera meravigliosa». È «impressionato dalla potenza e dalla profondità delle immagini», il sociologo Pino Arlacchi, che, osservando i volti di papa Giovanni XXIII e dei vescovi avellinesi al fianco a quelli di John Kennedy, Mao Tse Tung, Cesare Pavese, Guido Dorso, Pier Paolo Pasolini e Fidel Castro, ricorda: «Suscitò un forte scandalo sia in Italia sia all’estero dividendo nel giudizio l’opinione pubblica. Ma oggi è ancora attualissimo grazie alla presenza di tutte le componenti della pace e della guerra».

Per la prima volta a Borgo Ferrovia il filosofo Aldo Masullo. «Interventi artistici come questo non hanno tempo, nel senso che portano dentro di sé la memoria di qualche cosa che avvenne, ma che avviene ancora ed è addirittura proiettato verso il futuro».

Al dibattito promosso dalla parrocchia di San Francesco d’Assisi in collaborazione con il Forum dei giovani di Avellino, presenti anche il parroco don Luigi Di Blasi, lo scrittore Carlo Laurenti, il componente del Forum Stefano Vetrano e l’assessore alla Cultura del Comune di Avellino Bruno Gambardella.

 

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