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    17/11/2018

Il terremoto e l’informazione. Picone: «Una grande prova di professionismo»

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Da sx: Ottavio Lucarelli, Generoso Picone, Gianni ColucciAVELLINO – “Dal punto di vista professionale è stata una grande prova, un’esperienza umana fondamentale e molto importante nella consapevolezza e con la responsabilità di fornire un’informazione che entrava nell’interesse vivo della gente, nel destino di tante persone”: è quanto, questo pomeriggio, ha ricordato al circolo della stampa Generoso Picone, responsabile della redazione avellinese del Mattino, intervenendo al corso di formazione indetto dall’Ordine regionale dei giornalisti della Campania sul tema “Trentasette anni dopo il terremoto. La comunicazione prima e dopo l’emergenza”.

“Quello che avvenne allora – ha spiegato Picone – rappresentò uno spartiacque nella storia del giornalismo e di una testata come Il Mattino cui spettò, in quel tragico frangente, svolgere un ruolo importante, diremmo istituzionale, quello cioè di dire le cose come realmente stavano, alzando il tono dell’informazione per cercare di capire il meglio possibile, attraverso la lettura degli inviati, in tutto 51, dov’era il guasto, quindi raccontare cosa succedeva alla gente”.

“Quella sera cambiò un po’ tutto. La prima riunione la facemmo alle sette del mattino successivo quella tragica notte anche con colleghi che erano stati colpiti duramente come Aurigemma, che perse il cognato, e Genzale cui era crollata la casa”.

Antonio Aurigemma, Giuseppe Pisano, Gianni Festa, Titta Fiore, Francesco Durante, Gerardo Guerra, Pietro Gargano, Carlo Franco, Pasquale Esposito: sono solo alcuni dei colleghi giornalisti ricordati da Picone che furono per giorni e giorni impegnati a raccontare la dimensione del disastro venuto fuori dopo quella terribile malanotte. “Ogni giorno, così come suggerito dal direttore Roberto Ciuni, c’era chi aveva il compito di scrivere il pezzo della giornata con un ruolo importante affidato al lavoro dei fotografi. Importante fu anche il lavoro dei radioamatori. Era importante seguire le fonti “straordinarie” di informazione: i commissari. C’era tra noi chi seguiva Zamberletti che stabiliva in quale area si doveva intervenire. Ogni giorno abbiamo scritto i nomi dei morti, abbiamo raccontato le sofferenze della gente. Fate presto, il famoso titolo apparso sul giornale tre giorni dopo il sisma, fece il giro del mondo ed oggi è nei musei a New York”.

A ringraziare Picone per il suo contributo e per quella che ha definito un’autentica “lezione” è stato il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Ottavio Lucarelli che, insieme con Gianni Colucci, ha coordinato i lavori.

Del ruolo svolto dalle emittenti locali hanno parlato Antonio Carrino e Gabriele Ferrante, all’epoca redattori di Radio Irpinia, l’emittente radiofonica che fissò per un mese la sua sede nella tribuna stampa dello stadio Partenio con il direttore Impagliazzo ed il collega Cignarella sistemati in una roulotte parcheggiata nel piazzale antistante.

Su come, in una situazione di emergenza e di rischio, sia cambiata la comunicazione oggi, grazie ai nuovi mezzi tecnologici a disposizione, ha infine relazionato Michele Zizza con riferimento al protocollo Smem (Social Media Emergency Management).

 

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