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    17/11/2018

Giornata della memoria, ad otto irpini la medaglia d’onore del presidente della Repubblica

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita2_pref_1.jpgAVELLINO – Ricorre sabato prossimo, 27 gennaio 2018, la celebrazione del "Giorno della memoria", istituito dalla legge 20 luglio 2000, n. 211, a ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Nell'ambito delle manifestazioni, alle ore 10.30 in prefettura - Ufficio territoriale del governo, il prefetto di Avellino, Maria Tirone, procederà alla consegna delle medaglie d'onore conferite dal presidente della Repubblica a cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra ed ai familiari dei deceduti. Questi gli irpini insigniti: Eduardo Penta, Matteo Boscia, Vincenzo Zoccano, Antonio Cerrato, Raffaele Schiavo, Agostino Masucci, Giovanni Mugnano, Giuseppe Giorgio.

Alla cerimonia parteciperanno, accompagnati dal rettore Maria Teresa Brigliadoro e dai docenti, gli alunni del convitto nazionale "Pietro Colletta" di Avellino che svolgeranno riflessioni ed illustreranno i lavori preparati per ricordare la shoah "Insieme per non dimenticare".

Aggiornamento del 29 gennaio, ore 14.45 – Si è svolta, nella data in cui si commemora in tutto il mondo il Giorno della memoria, presso il Salone degli specchi della prefettura di Avellino, la cerimonia di consegna, effettuata dal prefetto, Maria Tirone, assieme con i sindaci dei Comuni di appartenenza degli insigniti, delle medaglie d'onore, concesse dal presidente della Repubblica a cittadini della provincia irpina deportati ed internati nei lager nazisti.

La cerimonia istituzionale – si legge in un comunicato – è stata organizzata con la collaborazione degli studenti, del corpo docente e dirigente del Convitto nazionale "Pietro Colletta", un quasi bicentenario presidio scolastico e culturale del capoluogo, che ha ospitato - tra gli altri - anche Francesco De Sanctis. Nel suo saluto il prefetto si è rivolto principalmente ai giovani affinché coltivino il ricordo. Senza memoria delle tragedie passate, non ci può essere Giustizia, né alcuna della virtù umane. L'intera umanità ha il dovere del ricordo, altrimenti l'indifferenza, che genera il disimpegno, condannerà gli uomini a ripetere gli errori più atroci, esattamente come temeva Primo Levi e come ha ricordato più recentemente anche la neo senatrice Liliana Segre, sottolineando come proprio l'indifferenza sia il veleno della memoria. L'olocausto, come i tanti altri olocausti e sopraffazioni del mondo, sono le virgiliane “lacrime della Storia” che devono perpetuare la commozione scuotendo le menti delle generazioni. La cerimonia annuale è anello della catena del ricordo, da non mai interrompere, a garanzia del sacro principio dell'inviolabilità dell'uomo e della sua dignità.

Doveroso e partecipato il ricordo del questore irpino Giovanni Palatucci, morto a Dachau, Giusto tra gli uomini, necessario e brechtiano eroe in un'epoca storico-politica senza meriti alcuni, come pure ha ricordato il presidente della Repubblica. Prima della consegna delle medaglie, gli studenti del liceo convitto hanno illustrato alcuni elaborati multimediali di grande impatto emotivo sull'assurdità delle leggi razziali, accompagnati da un'esibizione coreografica, nonché da lodevoli performance canore e pianistiche.

Otto gli insigniti irpini per il 2018.

Eduardo Penta, avellinese, classe 1922, unico ancora vivente, catturato come tutti gli altri militi italiani dopo l'otto settembre del 1943, rinchiuso nello Stalag 4B, liberato nel maggio del 1945 e accolto da una famiglia tedesca nei dintorni di Dresda. Raggiunse l'Italia in bicicletta. "Ho conosciuto il male" ha ripetuto più volte durante la cerimonia.

Antonio Cerrato e Raffaele Schiavo, entrambi di Montoro. Agostino Masucci e Giacomo Mugnano, entrambi di Mugnano del Cardinale, catturati in Croazia. Giuseppe Giorgio di Sant'Andrea di Conza. Matteo Boscia e Vincenzo Zoccano, entrambi di Greci.

Le foto sono a cura dell'ufficio stampa della prefettura di Avellino

 

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