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    21/10/2018

L’anniversario/Pisano, signore del giornalismo e maestro di cultura

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Peppino PisanoMONTEFREDANE – È in programma domani pomeriggio nella chiesa madre di Montefredane una messa di suffragio in ricordo di Peppino Pisano, il grande giornalista irpino scomparso il 28 marzo di venti anni fa. Per ricordarne la figura e l’opera riproponiamo l’articolo che L’Irpinia, all’epoca periodico a stampa cui Pisano collaborò per oltre tre lustri, pubblicò nel numero del 4 aprile 1998, e l’intervento di Aldo Balestra, giornalista del Mattino all’epoca in cui Pisano era il responsabile della redazione di Avellino, apparso sul nostro giornale in data 20 giugno 2013.

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All’alba di sabato 28 marzo si è improvvisamente spenta l’operosa e nobile esistenza di Peppino Pisano, da un quarantennio figura di punta del giornalismo e della cultura in Irpinia. Pur non avendo ancora sessant’anni, Peppino aveva infatti iniziato giovanissimo la sua attività giornalistica collaborando al settimanale Cronache Irpine, fondato nel 1954 da un gruppo di giovani politici ed intellettuali della sinistra democristiana (Ciriaco De Mita, Gerardo Bianco, Biagio Agnes, Antonio Aurigemma). Intorno a Cronache si sarebbe poi addensata la corrente della sinistra di Base, da quella con più spiccata vocazione politica (Nicola Mancino, Salverino De Vito, Giuseppe Gargani) a quella più impegnata sul versante culturale, da Aristide Savignano a Gianni Raviele, da Mario Gabriele Giordano e Giuseppe Pisano.

Dopo molteplici esperienze giornalistiche (tra cui quella che lo vide nel 1961 redattore capo responsabile della rivista Cinema Sud di Camillo Marino), Pisano fu per un trentennio redattore de Il Mattino e poi responsabile delle pagine provinciali del quotidiano napoletano, divenendo anche attivo protagonista del giornalismo radiotelevisivo irpino. Attualmente era direttore dell’emittente “Irpinia Tv” e corrispondente dei quotidiani La Repubblica, Gazzetta dello sportLa Stampa.

Oltre all’impegno nel giornalismo, che visse come autentica passione e profonda vocazione, Peppino Pisano fu apprezzato docente, fine poeta e delicato pittore, nonché apprezzato cultore di storia locale. A lui sono infatti dovuti numerosi saggi ed una pregevole storia di Montefredane, il suo amato paese natale (della quale nel 1992 è stata pubblicata la seconda edizione); ultimamente aveva dato una quanto mai qualificata collaborazione alla Storia  illustrata di Avellino e dell’Irpinia.

Ma su Peppino Pisano giornalista ed uomo di cultura si potrà e si dovrà tornare più approfonditamente in futuro, come egli merita. Vogliamo qui invece sottolineare le impareggiabili doti umane, fatte di spessore culturale, di professionalità ed equilibrio, che tanto lo distinguevano in un giornalismo sempre più “urlato” e meno “pensato”. Cronista sempre efficace e spesso elegantemente ironico, egli fu caratterizzato da una scrittura rigorosamente logica e chiara, spontaneamente colta e raffinata, senza ostentazioni.

Pur avendo idee politiche fortemente radicate, Peppino era però per costume ed abitudine allergico ad ogni forma di faziosità, di tendenziosità e d’intolleranza, che considerava delle offese insopportabili all’intelligenza ed alla professionalità del giornalista di razza qual era. Perciò anche nella polemica sapeva rimanere sempre lucido ed equilibrato, riuscendo a farsi carico anche delle ragioni dell’avversario e stemperando con la garbata e profonda ironia che gli era propria tensioni e contrapposizioni.

La lunga e profonda esperienza di uomini e cose che egli aveva maturato in prima persona sin dagli anni ’50 e la sua stessa attiva partecipazione alla vita politica come segretario provinciale della Dc e consigliere provinciale lo rendevano testimone insostituibile di una fase cruciale della storia dell’Irpinia, della quale avrebbe potuto lasciarci – se il tempo gliel’avesse consentito – preziose ricostruzioni.

Con lui, ultimo “signore” del giornalismo, l’Irpinia perde un autentico maestro di cultura e di vita.

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Aldo Balestra/Il ricordo di un giornalista, di uno scrittore, di un amante delle arti. La celebrazione di un cittadino illustre, che per il suo paese si è battuto sempre in nome della cultura.  Così la sua amatissima Montefredane, propone una riflessione - sabato 22 giugno – su Peppino Pisano. Lo fa senza retorica e con la spontaneità della sua gente, ma declinando quella cifra culturale che per Peppino Pisano era il solco sul quale innestare ogni azione di vita, anche la più semplice.

Pisano, giornalista eccelso, che ne Il Mattino ha realizzato ad altissimi livelli l'indole giornalistica innata, meritava una celebrazione di spessore che non fosse scontata, e che fosse invece intrisa dei filoni della sua vita: poesia, giornalismo, in una parola cultura. Questi erano gli argini naturali di una vita trascorsa intensamente, nella quale non a caso Pisano ha sempre guardato con considerazione chi a quei filoni si ispirava.

L'attenzione di Pisano per le piccole e grandi cose lo ha portato a leggere la realtà, a raccontarla e a commentarla, con una cifra che ancora oggi, in Irpinia, trova pochi paragoni. Ecco perché ho accettato di buon grado l'invito del presidente della Pro Loco di Montefredane, Elvira Micco, di presiedere la giuria del premio di poesia e giornalismo “Giuseppe Pisano”, che alla sua prima edizione si terrà proprio nel suggestivo scenario del castello dei Caracciolo a Montefredane che Peppino amava raccontare di aver salvato, favorendone il recupero. Tenere vivo il ricordo di Pisano, indimenticato maestro di giornalismo, permearlo nel riconoscimento a rappresentanti del mondo della poesia – come Dall'Aglio, Calandrone, Dell'Uva ed Arminio, destinatari della prima edizione del premio – farlo, soprattutto, nel paese che amava e dal quale mai aveva voluto recidere radici, significa compiere un'operazione genuina che da lassù, ne siamo sicuri, Peppino approva. Questo è lo spirito di una serata speciale in cui l'Irpinia, non solo Montefredane, si ritrova nel nome di uno dei suoi figli migliori.

 

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