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    19/10/2018

L’Europa e le città/Sandulli: «Dalle politiche di sviluppo urbano una risposta alla crisi»

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Luigi Fiorentino ed Aldo SandulliAVELLINO – Ha preso avvio stamane, presso l’oratorio della SS. Annunziata in piazza Duomo, il corso di perfezionamento in “Amministrazione degli enti locali” organizzato dal Centro di ricerca Guido Dorso di Avellino e dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha inaugurato il corso il consigliere Luigi Fiorentino, presidente del Centro di ricerca Guido Dorso, che ha sottolineato quali possano essere i meriti di un’iniziativa da lui fortemente voluta: «È importante investire in cultura amministrativa per formare le classi dirigenti locali».

Il corso, strutturato in dieci moduli, che si svilupperanno dal mese di maggio fino a quello di ottobre, vedrà la partecipazione di esperti dello studio dell’amministrazione pubblica che interverranno per illustrare, agli studenti, i funzionamenti e le principali politiche e iniziative in tema di amministrazione degli enti locali.

In quest’ottica, la lectio magistralis del professore Aldo Sandulli, ordinario di diritto amministrativo presso l’Università Suor Orsola Benincasa, ha introdotto «un tema di grande rilievo per il prossimo futuro, per una serie di ragioni: innanzitutto, perché nelle aree urbane si concentra la maggior parte delle persone; in secondo luogo perché, in termini economici, la ricchezza prodotta nelle città è 1/3 del Pil europeo».

Partendo da queste osservazioni Sandulli ha rivolto la sua attenzione a Le politiche europee sulle città. «Esiste una politica urbana europea? Che tipo di politica sviluppa l’Europa per operare una connessione con i tessuti urbani? Che impatto ha avuto la crisi economica sull’impegno europeo verso le città?»: sono queste le domande che il relatore si è posto all’inizio del suo intervento. Per provare a rispondere ad esse Sandulli ha dapprima ricordato come l’Unione europea sia un’istituzione che «si sviluppa intorno ad un concetto di spazio, sia esso economico che giuridico» completamente diverso da quello territoriale degli Stati membri; successivamente ha analizzato la storia dei rapporti, sempre centrali, fin dalla sua costituzione, questi due diversi spazi.

«Attraverso le politiche regionali – ha spiegato l’amministrativista – si è sviluppato quel principio di sussidiarietà su cui si basa la governance europea». La storia delle politiche di coesione territoriali deve farsi iniziare, secondo Sandulli, nel corso degli anni ’70 del secolo scorso; ma soltanto a partire dagli anni ’80, «per iniziativa della Commissione Delors, esse si svilupparono significativamente». Nel corso del decennio conclusivo del XX secolo si è assistito, ha proseguito Sandulli nella sua illustrazione, «allo sviluppo di un altro modo di intendere l’intervento in ambito regionale, quello dei Fondi strutturali, la cui importanza, già riconosciuta con i trattati di Roma che li istituirono, venne riaffermata a partire dal 1992 con il Trattato di Maastricht». Nello stesso decennio «per iniziativa del Comitato europeo delle Regioni», assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’Unione Europea, che opera sulla base dei principi di sussidiarietà, di prossimità e di partenariato, «si sono iniziate a sviluppare politiche incentrate su quella che si è soliti chiamare Europa delle città». In realtà, ha osservato Sandulli, «è solo nell’ultimo decennio che si è assistito ad uno sviluppo delle politiche europee sulle città».

Ma perché proprio in questa fase storica si è assistito ad uno sviluppo delle politiche europee sulle città? Secondo Sandulli, la risposta a questa domanda deve trovarsi nell’analisi della situazione di crisi economica che l’Europa sta affrontando ormai da un decennio. «Di fronte alla crisi – ha infatti spiegato – sono due le possibili strade da intraprendere: una è la politica di razionalizzazione della spesa pubblica, la spending review; l’altra è la valorizzazione di autonomie più piccole di quelle regionali, come quelle urbane».

L’amministrativista ha poi brevemente illustrato le principali traiettorie dello sviluppo di queste politiche, così come esse emergono dai documenti ufficiali: la Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili del 20007; la Dichiarazione di Toledo sulla rigenerazione urbana integrata, del 2010; il Patto di Amsterdam per l’Agenda urbana dell’Unione europea.

Da questi documenti, nonché dai piani di finanziamento Urbact, emerge, secondo Sandulli, che «lo sviluppo urbano segue tre strategie: le politiche di integrazione sociale; il miglioramento della qualità della vita; la diffusione delle conoscenze».

Nonostante un notevole sviluppo di queste politiche di sviluppo urbano l’Unione europea, secondo l’amministrativista, dovrebbe fare di più. Questo perché «le politiche di sviluppo urbano possono essere una risposta alla crisi e possono, soprattutto, far risorgere, sulla base di una politica di coesione, che integri uno spazio sovrannazionale e un territorio locale, lo spirito di un’identità europea che oggi sembra smarrito».

 

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