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    20/09/2017

Architetture in cantiere, una mostra per capire il territorio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Mostre_mostra_arch.jpgAVELLINO – È in programma venerdì prossimo, presso il complesso monumentale dell’ex carcere borbonico, l’inaugurazione di “Architetture in cantiere”, una mostra per capire il territorio attraverso studi, una rete di analisi e ricerca, di didattica, progetti e strategie per riqualificare il patrimonio culturale e rurale delle comunità dell’area del Gal Partenio attraverso un sistema appropriato di opere di salvaguardia e di recupero. L’esposizione, organizzata e promossa dal Gal Partenio e dal Diarc, sarà incentrata sugli indirizzi progettuali emersi dall’attività di studio e ricerca del Dipartimento di Architettura dell’Università “Federico II” di Napoli, con la tesi di laurea sul recupero del castello di Tufo, la riqualificazione dell’ex cartiera di Prata Principato Ultra e le strategie di progetto per Montefusco e il carcere borbonico, strategie progettuali per il recupero delle stazioni dismesse di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche e Prata Principato Ultra, con il laboratorio di progettazione architettonica, linee guida per lo sviluppo del borgo di Pietrastornina con il laboratorio di sintesi finale in architettura degli interni. La mostra resterà aperta fino al 30 maggio.

Alle ore 9.30, presso l’auditorium dell’ex carcere borbonico di Avellino (ingresso area Provincia di Avellino) interverranno Luca Beatrice, presidente del Gal Partenio, sul tema “Un progetto di rete per convogliare gli sforzi progettuali locali verso un obiettivo comune”; Mario Losasso, direttore del Dipartimento di architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, su “Metodologia del lavoro di ricerca tra gli enti per lo sviluppo sostenibile del territorio”; Marella Santangelo, docente del Dipartimento di architettura, su “Modi, forme e luoghi per abitare il futuro”; Marco Trisciuoglio, docente del Dipartimento interateneo di Scienze, progetto e politiche del territorio, Politecnico di Torino, su “I paesaggi culturali e la memoria dei territori: costruzione, promozione e gestione”; Riccardo Florio, coordinatore del corso di laurea magistrale in architettura Progettazione architettonica” dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, su “L’applicazione della ricerca”; Paolo Giardiello, docente del Dipartimento di architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, su “L’elaborazione del lavoro di ricerca e gli spunti progettuali”. Alle ore 12.30, quindi, l’inaugurazione della mostra “Architetture in cantiere”.

Uno studio – si legge in un comunicato – per comprendere il territorio e decodificarlo nei molteplici valori identitari-culturali, ma anche per sensibilizzare ed orientare i progetti di governo affinché siano coerentemente ancorati ai concetti di tutela, riqualificazione e valorizzazione specifici per l’area. La finalità forse più importante di questa pratica di ricerca è applicativa, volta a far prendere coscienza alle comunità locali dell’importanza e spesso della specificità dei valori espressi da luoghi ed aree, che non può avere successo se non intrecciandosi e facendo sistema con la dimensione identitaria dei luoghi e con la partecipazione degli attori locali, facendo leva sul senso di appartenenza delle comunità che abitano questi luoghi e sulla consapevolezza del valore storico-culturale-religioso-ambientale, da gestire e fruire collettivamente come risorsa per il futuro. Un sistema che riesca ad armonizzare il binomio tutela-sviluppo orientato ad uno sviluppo sostenibile tale da evitare trasformazioni incompatibili e una generale omologazione di un mosaico paesaggistico spazialmente differenziato, con le sue mille peculiarità e identità locali, sia fisiche sia culturali.

 

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