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    21/11/2017

Partita a quattro nella dark room: ci sono gli avellinesi Capozzi e Matarazzo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Mostre_ca_mat.jpgTORINO – Rimarrà aperta fino al 23 giugno, presso la galleria Allegretti di via San Francesco d’Assisi a Torino, la collettiva d’arte a cura di Bruno Di Marino “Partita a quattro nella dark room” cui prenderanno parte, insieme con Linda Canova e Ambra Lorenzetti, gli artisti avellinesi Gianluca Capozzi ed Antonello Matarazzo. L’inaugurazione è in programma venerdì prossimo

La rappresentazione del corpo – si legge in una nota critica – continua ad esercitare nell’arte contemporanea un fascino indiscusso. Un corpo sospeso tra erotismo pornograficizzato e pornografia eroticizzata, in un’epoca “liquida”, per citare Bauman, in cui i confini si fanno sempre più labili e il concetto di oscenità è diventato fin troppo sfumato, lontano ormai dalla provocazione e dall’épater les bourgeois. I quattro artisti che prendono parte a questa collettiva lavorano anche su un altro confine, quello tra le diverse forme espressive e rappresentano, anche dal punto di vista del dispositivo artistico, un ventaglio di possibilità e mescolanze in campo creativo. Non a caso sono stati scelti due uomini e due donne, in modo da creare un confronto tra maschile e femminile, una vera e propria partita a quattro giocata negli spazi della galleria Allegretti, dominata dal colore nero delle pareti che assorbe la luce e dona ai segni, alle forme, ai colori e soprattutto ai corpi, una maggiore forza e risoluzione visiva.

Pittore, fotografo e in alcune occasioni videomaker, Gianluca Capozzi nelle stampe digitali in mostra ci mostra corpi femminili decomposti da un caos controllato di chiazze digitali che esplodono o si spandono sulla superficie. Un erotismo caleidoscopico ben controbilanciato dalle visioni di Ambra Lorenzetti che, invece, utilizza esclusivamente il medium fotografico e che in XXXX ci invita a una riflessione sul corpo colto nelle sue derive erotiche e congelato nelle sue perversioni feticistiche. Nella conversazione intermediale interviene Linda Canova – che alterna il lavoro di fotomodella a quello di artista visuale – allestendo la serie Microsolchi, ovvero vecchi vinili su cui vi ha ridipinto immagini stilizzate, fortemente infantili, con atti sessuali molto espliciti, rappresentazioni violente e ingenue al tempo stesso, dai colori accesi, che aggrediscono lo spettatore con la reiterata riproposizione di pompini e penetrazioni varie.

Ma la Canova diventa protagonista con il suo corpo anche di Sex Machine, l’installazione video che Antonello Matarazzo ha concepito appositamente per questa mostra. In questo lavoro l’artista allude alla riduzione del corpo femminile ad oggetto di piacere mediatico, un piacere maschile solipsistico soddisfatto soprattutto attraverso la rete.

I quattro stadi di cui si compone la collettiva XXXX incarnano altrettante modalità di messa in forma dell’osceno, un topos tanto rimosso quanto ricorrente nella storia dell’arte fin dall’antichità. Tra pop e fetish, colore e bianco e nero, naif e iperrealismo, materico e digitale, macchinico e organico, il viaggio nella dark room della Galleria Allegretti può essere visto come un rito di passaggio, un’esplorazione delle nostre fantasie sessuali più recondite che l’arte rende visibili, lasciandole affiorare dall’oscurità.

GLI ARTISTI

Linda Canova (Asolo, 1985) artista visuale. Ha iniziato nel 2007 ad intraprendere la professione di modella, avvicinandosi al contempo a sperimentazione ed a realtà artistiche. Dal 2008 è impegnata nella sua ricerca attraverso disegni ed espressività corporea, con l'ausilio di immagini e video. Canova pone al centro della propria riflessione i temi della sessualità, della pornografia e degli attuali status sociali.

Gianluca Capozzi Nasce il 2 Agosto, 1973 ad Avellino, dove vive e lavora. Studia all'accademia di Belle Arti di Firenze e alla Facoltà di Belle Arti di Granada, Spagna. Espone in numerose mostre collettive e personali tra cui, Bulart Gallery in Bulgaria, Artra (Milano), Paolo Erbetta (Berlino). È  finalista in numerosi premi tra cui Cairo, Celeste, ecc.

Ambra Lorenzetti (Siena, 1983). Nel 2006 inizia ad usare il mezzo fotografico, prima analogico, poi digitale (reflex). Dal 2007 al 2010 fotografa di scena al Sonar la Casa della Musica, Colle val d’Elsa. Nel 2009 partecipa alla mostra Il lavoro e la mercificazione umana e nello stesso anno espone un reportage dal titolo Fashion moments reportage sull’elite modaiola fiorentina. Nel 2010 collabora con la rivista Tag Magazine come fotografa freelance per Pitti Immagine Uomo, seguendo tutti gli eventi. Nel 2010 collabora con la rivista Insound per Disconnect-music festival, tenutosi a Venezia ed espone a Liberaccolarte il lavoro Sacchetti di carne vuota (ritratti e nudi). Nel 2012 vince Blidonkey e partecipa ad una collettiva alla galleria Rita Castellote di Madrid. Nel 2013 viene

selezionata come vincitrice del premio Bop Decameron, Premio Celeste: partecipa ad una collettiva ed è in mostra a Palazzo Pretorio di Certaldo Alta (Firenze).

Antonello Matarazzo (Avellino, 1962) è pittore e video artista. Ha lavorato come costumista e aiuto regista al Teatro Bellini di Catania. Dal 1990 è impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive, collocandosi nella più recente tendenza ("Medialismo") intesa come integrazione dei vari media (fotografia, pittura, video ecc.). Dal 2000, data del suo cortometraggio d'esordio, The Fable – ha affiancato il video alla produzione di opere "fisse", realizzando video installazioni, workshop e video proiezioni in numerose gallerie, musei, università e festival a Milano, Roma, Torino, Montpellier, Venezia, Locarno, Montréal, Beirut, Szolnok, Chicago, New York, Buenos Aires ecc. Nel 2006 la Mostra di Pesaro gli ha dedicato una retrospettiva. Il suo lavoro più recente è il documentario sperimentale Latta e cafè (2009) in concorso al festival internazionale del film di Roma.

 

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