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    21/03/2019

Teatro, allievi in scena sui ritmi narrati dell’Accademia nazionale di danza

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Da sx: Enrica Palmieri, Luca Cipriano e Bruno CariotiAVELLINO – Undici quadri coreografici. Progetti audio-video a cura degli alunni del corso di laurea in coreografia che l’Accademia nazionale di Danza di Roma ha attivato presso il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Uno spettacolo dedicato alla danza contemporanea che conclude il percorso formativo accademico del corso di laurea triennale con indirizzo tecnico-compositivo della Scuola di coreografia dell’unica e più prestigiosa accademia nazionale pubblica dedicata alla danza.

Questa sera, alle 21.00, con ingresso gratuito, presso il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, va in scena “Ritmi Narrati”, terza ed ultima produzione artistica del percorso formativo attivato dal 2012 grazie alla sinergia tra Accademia e Teatro. A presentare lo spettacolo sono stati questa mattina, nel corso dell'annunciata conferenza stampa, il presidente del teatro Luca Cipriano, il direttore dell'Accademia di danza Bruno Carioti, e la direttrice del corso di laurea Enrica Palmieri.

«Come avevamo programmato, ogni anno accademico del corso sulla danza è stato completato da una produzione artistica che questa sera metteremo in scena presso il nostro teatro e che vede protagonisti gli alunni che da tutta Italia hanno frequentato il corso e tra poche settimane conseguiranno la laurea triennale» spiega il presidente dell’Istituzione teatro comunale Luca Cipriano. Lo spettacolo, che porterà sul palco principale del Gesualdo Giulia Bean, Alfonsina Beatrice, Angelo Casaburi, Mariagiovanna Esposito, Miriana Esposito, Martina Ferrante, Irene Fiordilino, Vittoria Guarracino, Simona Marigliano, Annarosa Mazzacane, Mariangela Milano, Salvatore Piras, Michela Tartaglia e Riccardo Venezia, alunni del corso di laurea in coreografia, disegna un percorso che inizia dall’ingresso del teatro comunale dove campeggerà uno schermo che proietterà un video-documentario elaborato dagli studenti e avrà come protagonisti i professori che hanno partecipato alla formazione accademica triennale.

Confessioni, dichiarazioni, interviste mescolate che – si legge in una nota – andranno a comporre una colonna sonora capace di accogliere il pubblico in platea, dove saranno posizionate scene di allestimenti drammaturgici. Quadri che evocano storie che vengono raccontate sul proscenio. Gli studenti si presentano allora nei ruoli di autori, progettisti, interpreti e alternano studi compositivi con brani di repertorio in cui tecniche ed estetiche diverse sono state sapientemente da loro intrecciate.

Da proiezioni che svelano lo spazio scenico, filtrando trasparenze, come in “Waterproof” e “Utopia” di Anouscka Broadacz, alla lirica astratta della motion dei brani di Richard Haisma in “Ricorrenza eterna” e “Meditano gli animali?”, passando per una dinamica di floor work più drammatica condita con cenni espressionistici in “Studio 2” di Stian Danielsen, intervallati dalla fluidità ripetitiva di un assolo in viola tratto da “Vollmond” di Pina Bausch.

La spettacolo si concluderà con “Luci nel buio”, pillole di progetti luce per futuri allestimenti che, nel suggerire intenzioni coreutico-drammaturgiche, illuminano i diversi luoghi del grande spazio scenico del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino.

 

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