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    24/11/2017

Riapre il Gesualdo, si riparte con il teatro civile di Marco Paolini

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Marco PaoliniAVELLINO – Sarà il maestro del teatro di narrazione Marco Paolini ad aprire, lunedì 14 novembre, ore 21, la stagione del Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino con lo spettacolo “Numero Primo-Studio per un nuovo album”, prodotto da Jolefilm, inserito nella rassegna Teatro civile.

Numero Primo – si legge in una nota – è una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare. Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Ma anche le cose e le bestie hanno voci e pensieri in questa storia. Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento? Numero Primo è uno spettacolo che si inserisce in quel solco che, nel cinema e nella letteratura, va sotto il nome di fantascienza.

“Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio – racconta Paolini – ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o un palmare. In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione del password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino. Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli. Mi sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di un orizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cui viviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogni ragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento del presente, un aggiornamento “compatibile” con il presente”.

Marco Paolini accetta la sfida, la grande responsabilità di aprire il primo sipario della stagione 2016/2017 di uno dei più grandi teatri del Mezzogiorno.“Una sfida che sottoscrivo, come si fa davanti ad un notaio – dice – che però non accetto da solo, ma che voglio condividere con tutto il pubblico di Avellino: la responsabilità di portare avanti un teatro spetta in primis al suo pubblico”.

Ad Avellino e al “Carlo Gesualdo” è legato uno degli aneddoti più cari alla memoria di Marco Paolini. “Era il 2 aprile del 2005 e stavo per andare in scena. Giunse la notizia della morte di Papa Woytila e, d’accordo con il pubblico, pur essendo un non credente, decisi di interrompere lo spettacolo. Fu una decisione forse azzardata ma alla fine venne condivisa da tutti, come una specie di empatia che ci fece poi ritrovare tutti qualche mese dopo. La regola del the show must go on a volte, quando incontra il buon senso, don’t must go on”. Numero Primo andrà in replica per le scuole anche martedì mattina 15 novembre. Un pubblico, quello giovanile, che Marco Paolini ha particolarmente a cuore. “So che troverò terreno fertilissimo: d’altronde i giovani hanno decisamente meno freni all’immaginazione rispetto alle persone di una certa età”.

L’abbonamento ai 3 spettacoli della rassegna Teatro civile (“Numero Primo” con Marco Paolini il 14 novembre, “Enigma, niente significa mai una cosa sola” con Ottavia Piccolo il 21 febbraio e “Laika” con Ascanio Celestini il 28 marzo) ha un costo di 45 € con posto unico e potrà essere sottoscritto fino al 14 novembre. Gli abbonati alle rassegne Grande Teatro e Red potranno usufruire di una speciale tariffa a € 25. Per gli spettacoli della rassegna Teatro Civile i biglietti (posto unico) saranno in vendita al costo di 20 €. La biglietteria di Piazza Castello è aperta dal mercoledì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. La domenica, nei giorni in cui sono in programma spettacoli, dalle ore 16.30 alle ore 18.30. Per informazioni: 0825 771620.

 

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