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    23/09/2017

Laceno d’Oro, al via la proiezione dei corti

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Canio LoguercioAVELLINO – Il Laceno d'Oro apre...gli occhi sulla città. Domani, 8 dicembre, a partire dalle 16, al carcere borbonico di Avellino la prima giornata dedicata alla terza edizione del concorso di cortometraggi “Gli occhi sulla città”, con la proiezione dei filmati selezionati. Il cinema – si legge in una nota – ha da sempre lavorato, a volte in maniera aperta, altre volte in maniera sotterranea, a una mappatura, riorganizzazione e ridefinizione degli spazi urbani (e non solo), a una messa in prospettiva e un ripensamento dei rapporti tra costruzione e ambiente, uomo e paesaggio, vuoti e pieni. Nel concorso per cortometraggi dedicato a giovani video maker è centrale proprio lo sguardo sulla città, laddove il cinema può avere una forza interpretativa e progettuale decisiva.

Il Laceno d’Oro, nella sua tradizionale – e in qualche modo utopistica – denominazione di “Festival del cinema neorealistico”, ha sin da subito dichiarato quale fosse il suo terreno d’interesse principale: la realtà, la sua osservazione. Ma anche, tra le righe, la possibilità di catturare e accogliere le sperimentazioni, le innovazioni, gli sguardi obliqui, originali: “nuove forme di realismo”, cioè nuovi modi e ipotesi di raccontare la realtà. Cosa sia questa realtà, poi, è una questione sempre più sfuggente, un problema che riguarda non solo l’oggetto dell’osservazione, ma anche le forme e le modalità espressive.

Il programma della giornata prevede altri tre grandi appuntamenti con il cinema e la musica d'autore. Alle 18 presso la chiesa S. Nicola di Atripalda, la proiezione di “Appena apro gli occhi” di Leyla Bouzid, premio del pubblico alle Giornate degli autori al Festival di Venezia 2015. Sempre alle 18, al carcere borbonico, l'appuntamento è invece con la pellicola “Colombi” di Luca Ferri, film presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2016. A seguire l'incontro con l'autore.

La giornata del Laceno d'Oro si concluderà, alle 20.30 nell'auditorium del Liceo Imbriani di Avellino, con il concerto-spettacolo di Canio Loguercio.

“Studio per la messinscena di uno smarrimento fra l’Appenino lucano e una canzone d’Ammore”, con Alessandro D’Alessandro, Emmanuele Curti, Antonio Pascale, Valentina Gaudiosi e Angelo Cariello. Un viaggio fra “ammore” e memoria che si intrecciano sullo sfondo del paesaggio lucano, lungo il filo di una storia provvisoria che si avvolge continuamente su se stessa. Un racconto circolare in napoletano – la “sacra lingua delle passioni”– di Canio Loguercio, autore e interprete in scena, accompagnato dall’organetto di Alessandro D’Alessandro, fra struggimenti, giaculatorie, smarrimenti, alla ricerca di un silenzio da cui ripartire con parole nuove per un vocabolario rinnovato e condiviso, guidati dall’archeologo Emmanuele Curti e dallo scrittore Antonio Pascale, lungo una mappa di confine fra il reale e l’onirico creata dal live painting.

Canio Loguercio, musicista, poeta, architetto, performer. Lucano di nascita, napoletano d’adozione, è stato finalista a tre diverse edizioni del Premio Recanati per la canzone d’autore, ha collaborato con vari musicisti ed ha pubblicato il CD Indifferentemente (il Manifesto), Miserere (LIBRO/CD/DVD, edizioni Squilibri,PASSIONI (libro + CD), pubblicato a Luglio 2009 dalle edizioni d’if e AMARO AMMORE (libro + CD edizioni d’if ) e CANZONI SUSSURRATE (in pensiero) nel 2013, con i quali è stato candidato alla Targa Tenco 2014. In uscita nel 2016, per le edizioni Squilibri il CD-DVD-book CANTI, BALLATE E IPOCONDRIE D’AMMORE. Con i suoi spettacoli è stato ospite di numerose rassegne fra cui il Festival di Ravello, i Cantieri Internazionali di Poesia di Monfalcone, il festival Eruzioni di Ercolano, il Festival Teatri delle Mura a Padova, la settimana della Cultura Italiana a Cuba, Ethnicus, Rifrazioni, Teatri di Vetro, Festambiente, Sud, ecc.. Ha ideato e realizzato numerosi progetti musicali, promosso iniziative interculturali, fra cui Kufia-canto per la Palestina, Trasmigrazioni, con “il manifesto”, la costituzione dell’Orchestra di Piazza Vittorio, la campagna ONU Prima della Pioggia, a sostegno di microprogetti in Africa, un appello internazionale per una nuova legge per la tutela ed il restauro eco-sostenibile dei Sassi di Matera.

I FILM DI GIOVEDI' 8 DICEMBRE

APPENA APRO GLI OCCHI - Giovedì 8 dicembre ore 18.00 - Chiesa san nicola Atripalda

Regia: Leyla Bouzid
Durata: 102′
Origine: Tunisia/Francia, 2015
Soggetto e sceneggiatura: Leyla Bouzid, Marie-Sophie Chambon
Interpreti: Baya Medhaffer, Ghalia Benali, Montasser Ayari, Aymen Omrani
Fotografia: Sébastien Goepfert

Produzione: Blue Monday Productions, Propaganda Production, Hélicotronc.

La storia è ambientata a Tunisi, nell’estate 2010, pochi mesi prima della Rivoluzione. La diciottenne Farah si è appena diplomata e la sua famiglia vorrebbe iscriverla alla facoltà di Medicina. Lei non la pensa allo stesso modo. Canta in un gruppo politico rock. Vuole essere una cittadina attiva e impegnata in difesa delle libertà civili, ma vuole anche divertirsi, scoprire l’amore e vivere la città di notte.

Appena apro gli occhi è il primo lungometraggio della giovane regista tunisina Leyla Bouzid, formatasi a Parigi e figlia del grande regista Nouri Bouzid. Una delle più belle rivelazioni dell’ultima mostra del Cinema di Venezia, il film tunisino A peine j’ouvre les yeux, arriva finalmente nelle sale, grazie alla piccola e combattiva Cineclub Internazionale Distribuzione. L’abilità della giovane regista Leyla Bouzid risiede tra le altre cose nel modo fluido e scorrevole ma non superficiale tramite il quale aggiunge elementi alla trama, che parte componendo il ritratto di un’adolescente e dei conflitti che deve affrontare per affermare se stessa, per poi ampliare gradualmente il quadro, includendo la rappresentazione degli effetti dirompenti della repressione politica sulle vite delle persone, ma lo fa senza tradire l’istanza di fondo nel voler rappresentare in maniera intima e realistica la giovane protagonista, che come ogni altra ragazza della sua età sogna, ama e vive. In tal senso l’intento della Bouzid risulta chiaro nel volerci mostrare “da dentro” la nascita di una rivolta, negli attimi cruciali che ne precedono la scintilla. Quella di Farah è una vera e propria guerra, svolta su più fronti che si rivelano interconnessi gli uni con gli altri (quello “naturale” del confronto con le restrizioni imposte dalla famiglia, e quello innaturale nel dover reprimere le proprie istanze di fronte alla cieca brutalità del potere), ma è combattuta con le armi della giovinezza, della vitalità, della gioia.

Premio del pubblico alle Giornate degli autori al Festival di Venezia 2015.

COLOMBI giovedì 8 dicembre - ore 18.00 carcere borbonico, Avellino

Regia: Luca Ferri
Durata: 20′
Origine: Italia, 2016
Soggetto e sceneggiatura: Luca Ferri
Interpreti: Giovanni Colombi, Annunciata Decò, Dario Bacis
Fotografia: Pietro De Tilla, Andrea Zanoli, Giulia Vallicelli

Produzione: Andrea Zanoli

Una coppia d’innamorati trascorre insieme un secolo di vita mentre le mode, gli oggetti e i film si susseguono in una lenta e inesorabile discesa verso il raccapriccio. La loro ossessione per i pomelli ottagonali delle caffettiere e per il design anonimo li accompagnerà lungo il passare delle decadi. Invecchiando e perdendo lentamente le forze, ma mai la lucidità, preferiranno escludere il mondo, oscurando e sigillando le persiane della loro abitazione e rinchiudendosi in loro stessi, sfogliando vecchie enciclopedie di animali estinti. Chi ha un po’ di familiarità con gli esperimenti di questo infaticabile sabotatore sa bene che altrettanta importanza va data al senso della costruzione pratica, manuale di queste opere, e anche Colombi mostra la tipica ossessione di Ferri per la grana e la resa umorale della pellicola, e l’utilizzo di oggetti di scena e dettagli volti a creare la miniatura disumana di una cartolina d’epoca invivibile, inabitabile.

Presentato al Festival di Venezia 2016

 

 

 

 

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