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    23/11/2017

L’evento/Fa tappa al Cimarosa il Flotus tour dei Lambchop

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli4_flotus.jpgAVELLINO – Sono uno dei gruppi più influenti della scena alternative country statunitense. Il loro ultimo album in studio è stato inserito da Mojo tra i 50 migliori lavori del 2016. E saranno ad Avellino a marzo per l’unica data del Sud Italia. Sabato 4 marzo, alle 21, i Lambchop saranno all’auditorium del Conservatorio «Domenico Cimarosa» di Avellino con il loro nuovo album “For Love Often Turns Us Still” – titolo ufficiale “Flotus”, uscito il 4 novembre per la Merge Records. Avellino, grazie alla sinergia tra la neonata «Fitz – Associazione culturale per la promozione di eventi» formata da Luca Caserta e Lello Pulzone, e Ponderosa Music & Art, entra di diritto nel circuito dei grandi concerti internazionali con l’arrivo dei Lambchop. Nella rinnovata cornice dell’auditorium del Conservatorio di Avellino, 400 posti a sedere, i Lambchop presenteranno Flotus, 12esimo album in studio per la band di Kurt Wagner.

Il concerto di Avellino, unica data per il Sud Italia, seguirà quello al Bronson di Ravenna (3 marzo) e precederà quello al Parco della Musica di Roma (5 marzo).

I biglietti (20€) sono in prevendita sul circuito Go2 e nei migliori negozi di Avellino (Godot Art Bistrot, Camarillo Brillo), Salerno (Disclan, Doodha), Ariano Irpino (Ex Sanacore) e Cava de’ Tirreni (Echoes Vintage Music Store). Per info e prenotazioni telefonare ai numeri 327.8811029 e 333.3587709

Ispirato come sempre dalle sonorità e dalle scene musicali non celebrate del suo quartiere di origine, il South Nashville, Kurt Wagner – si legge in una nota – mette da parte ciò che ha imparato negli ultimi 30 anni e si imbarca in un’avventura musicale che sfocia in un album che suona come nessun altro, o piuttosto, completamente e inequivocabilmente come lui Wagner è sempre un maestro quando si tratta di riprendere minuzie e paesaggi drammatici della vita che riflettono i tempi più difficili. Le sue canzoni fragili, ma allo stesso tempo potenti raccontano tanto di piccoli dettagli della vita in un quartiere difficile di Nashville quanto del più grande schema delle cose.

Tuttavia, qualcosa è molto diverso in Flotus. Mentre resiste la principale tavolozza di colori tipica dello stile dei Lambchop, ad essa si aggiunge ora, una nuova serie di sfumature e tonalità mai pensate prima. Il nuovo sound combina il suono analogico di un uomo che registra in un ambiente intimo con potenti echi originati dai reali suoni della città. Questi brani sono stati concepiti come un omaggio che Wagner ha voluto fare alla quotidiana colonne sonora urbana dell’R&B, del soul e dell’hip hop (Kendrick, Kanye, Frank Ocean, Shabazz Palaces), che si ascolta in maniera confusa attraverso gli altoparlanti dei negozi di alimentari e piccoli cellulari.

«In generale, artisti come me hanno sempre usato le stesse tecniche di produzione, lasciando che la tecnologia migliorasse il suono, ma senza che lo portasse davvero in un nuovo posto – afferma Wagner – La tecnologia che s’inchina al volere del creatore e il suono che origina è diventato scherzoso, complesso e anche eccitante da ascoltare a ripetizione con una struttura ancora aperta all’interpretazione».

Non c’è nessun ritorno al passato per Lambchop perché non c’è un movimento in avanti dentro la nostalgia. Dall’inizio alla fine, Flotus è impregnato di quella energia magica che deriva da questa conoscenza. L’album finisce con due lunghi brani: il primo, “In Care of 8675309” dove sono stati i Lambchop, mentre il secondo, “The Hustle”, tentacolare e ipnotico, suggerisce dove potrebbero essere diretti. Ancora “The Hustle” si sposta ininterrottamente tra movimenti di stampo krautrock e di elettronica primordiale addobbati con pianoforte e fiati. Ispirandosi ad uno stile diverso con una gamma di influenze che trascendono l’una con l’altra, il pezzo diventa una composizione sublime, una delle realizzazioni più impressionati del catalogo dei Lambchop.

Kurt Wagner condivide la storia che sta dietro “The Hustle”, forse la canzone più sfacciatamente romantica che i Lambchop abbiano mai creato: «Io e mio moglie siamo andati ad un matrimonio di un suo collega, nella campagna fuori Nashville. I matrimoni sono un inebriante mix di emozioni, ricordi, e di eventi che possono essere molto ricchi di immagini. Si trattava di un matrimonio quacchero e aperte le danze, tutti partecipanti si sono cimentati in questo ballo di gruppo con dei passi ben precisi da seguire a tempo. Ho chiesto a mia moglie, che tipo di ballo fosse e mi ha risposto che era “The Hustle” suggerendomi di unirmi ai danzatori. Suggerimento che ho declinato con rispetto».

 

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