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    20/03/2019

Surgelati: come ritrovare calore in fuga da noi stessi

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli_chied_as.jpgAVELLINO – «Devo avere un significato», si chiede il giovane Behram. Quanti di noi si pongono questa domanda quotidianamente? Magari condizionati dagli eventi e dalla confusione, saltiamo a piè pari ogni forma di autoriflessione e, come sovente accade in giorni di festa come questi, si finisce per sentirsi ancora di più spaesati, appesi a un filo col fiato corto, surgelati.

Surgelati, come lo spettacolo andato in scena ieri sera presso l’ex asilo Patria e Lavoro nel quarto appuntamento della rassegna Chiediasilo!, un reading in cui narrazione e musica fanno tutt’uno, si legano a filo doppio. Più precisamente, “un’opera a 10 mani per scrittore e gruppo rock”, dove lo scrittore è il bolognese Wu Ming 2, membro del noto collettivo edito da Einaudi, autori di pietre miliari della così detta New Italian Epic come il bestseller Q (sotto il nome di Luther Blisset), 54 e Manituana. Alle musiche, invece, i Contradamerla, ovvero Giampaolo Paticchio, Luca Vannicola, Francesco e Alesandro Cintioli.

Dopo la fortunata e proficua collaborazione nata con i reading di Altai (Einaudi, 2009) con il quale hanno girato lo stivale negli ultimi tre anni, i cinque artisti si ripropongono in tour con uno spettacolo i cui testi e note, totalmente inediti, hanno visto la luce tra l’estate e l’autunno di quest’anno in giro tra le province di Ancona e Macerata.

La storia è quella di Behram, giovane senza età scappato dal Kurdistan e diretto in Inghilterra, ma intrappolato in Italia, surgelato in un camion frigorifero per più di venti ore, imbarcatosi a Patrasso e scovato, quasi morto, tra bistecche e scatoloni nel porto di Ancona. Una storia di migranti, di risveglio e introspezione che piani piano prende corpo, recupera la giusta temperatura procedendo tra parole e musica che si esplicano a vicenda.

Affogato da un bianco accecante, il protagonista si risveglia in un letto d’ospedale in un non luogo che gradualmente si rivelerà l’approdo inaspettato, l’Italia. Behram, senza documenti, senza storia, senza genitori, senza una lingua con la quale farsi capire, affronta il gelo che gli blocca il viso tremando, ma senza paura. Procede ovattato, coraggioso. È uno dei tanti Behram, partito pagando diverse migliaia di dollari da un posto in cui «si mangia poco manzo, solo galline e pecore», sperando in un buon fish & chips oltremanica. Una storia di vera umanità che travalica la figura dell’escluso o della povertà, ma che ci pone di fronte ad uno specchio che senza remore ci fa sentire tutti fuori posto, con brutale onestà. In fin dei conti, ricorda lo stesso protagonista, «tutto sta nel raccontarsi bene», un’operazione a cui siamo chiamati che potrebbe benissimo coincidere con “il momento bellissimo in cui si dà il via ad un assalto contro l’ordine del mondo”, come recita la frase di Debord in calce al programma della rassegna.

“Chiediasilo! L’arte è reato” nasce dalla bella collaborazione tra l’Acli, la libreria Godot e il Clan H di Salvatore Mazza. Iniziata il 29 novembre con il Lisa Papineau Trio, la manifestazione spazia tra arte cinema musica e teatro all’interno del ritrovato ex asilo Patria e Lavoro. Appuntamenti che andranno avanti fino a fine gennaio, quando il 31 si esibiranno Emidio Clementi dei Massimo Volume con Corrado Nuccini e Emanuele Riverberi dei Giardini di Mirò in un reading dedicato ad Emanuel Carnevali. Per informazioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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