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    26/05/2019

De Silva, la scrittura come missione

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli2_de_silv.jpgAVELLINO – L’Associazione avellinese “I Senzatempo”, sabato 29 marzo, sperimenterà un evento esclusivo all’insegna del divertimento culturale, dedicato a chi ama la lettura, ma è anche appassionato di musica, oppure a chi è semplicemente curioso di poter incontrare, in assoluta libertà, uno degli scrittori italiani contemporanei più affermati: Diego De Silva, accompagnato dal valido Stefano Giuliano al sax e dal talentuoso Aldo Vigorito al contrabbasso.

Diego De Silva, scrittore, giornalista e sceneggiatore, ha raggiunto – si legge in una nota – la popolarità già con il secondo romanzo della sua carriera, “Certi bambini”, edito nel 2001 da Einaudi, da cui è tratto l’omonimo film dei fratelli Andrea ed Antonio Frazzi, vincitore dell’Oscar europeo e di due David di Donatello. Nel 2007, l’autore è stato finalista del Premio Strega con “Non avevo capito niente”. Tre anni fa ha scritto “Sono contrario alle emozioni”, mentre lo scorso anno ha pubblicato “Mancarsi”. De Silva è anche lo sceneggiatore del film “I giorni dell’abbandono”, il successo cinematografico del regista Roberto Faenza, con protagonisti Margherita Buy e Luca Zingaretti. Di recente, ha pubblicato un suo racconto nel libro “Giochi criminali”, che comprende altre tre storie scritte da Maurizio De Giovanni, Giancarlo Di Cataldo e Carlo Lucarelli.

Avvocato prima che scrittore, napoletano di nascita e salernitano di adozione, Diego De Silva vive la scrittura come una scelta, non consapevole, ma quasi obbligata da una necessità interiore. La scrittura per De Silva è anche una missione sociale: quella di forgiare le menti, spingere alla riflessione (memorabile la sua definizione di “camorra sostenibile”), guadagnarsi un ruolo attivo nella società, uno spazio per pensare alla vita in una vita che è sempre più ingarbugliata e frenetica. Una missione che gli riesce molto bene, sia nelle vesti di scrittore “noir”, sia in quelle di comico quasi parossistico, grazie ad una spruzzata di amara comicità che tipizza il carattere del famoso personaggio dell’avvocato Malinconico. Diego De Silva ride di se stesso e fa ridere noi, ci infonde quella leggerezza e quella fiducia nell’esistenza che spesso perdiamo di vista.

Proprio per questo, quella di sabato prossimo, sarà una serata unica ed originale, con alcune caratteristiche peculiari: l’incontro tra il pubblico e l’autore, le letture dei suoi libri, gli interludi musicali, tutto verrà rappresentato in modo che, sia i testi che le musiche non siano elementi separati, o solo il semplice intervallo l’uno dell’altro,  ma bensì un vero e proprio dialogo tra le note della musica jazz e la parola scritta. Non a caso la performance prende il nome di “Musica parlante” per la sua capacità di saper creare, nell’improvvisazione tipica sia del jazz che della recitazione, una dimensione acustica suggestiva e molto intima, tra l’ascolto dei testi ed i suoni del contrabbasso e del sassofono, liberando la mente ed originando delle sensazioni che diventano magicamente anche visive, creando tra gli artisti ed il pubblico (come si augura lo stesso De Silva) “uno scambio reciproco di energia vitale”. Uno  spettacolo che saprà essere ironico, profondo, dissacrante ed interessante.

 

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