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    24/11/2017

Imprese giovanili: in Italia crescono, in Irpinia diminuiscono

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_movimprese.jpgAVELLINO – Avellino, per tasso di imprenditorialità giovanile, è nelle prime posizioni della graduatoria nazionale. Occupa il 19esimo posto tra tutte le province italiane. Su 100 imprese in totale esistenti in Irpinia, quelle capitanate da un giovane sono 11,7. In valori assoluti, su 43.627 aziende le imprese giovanili irpine sono 5.097.

I dati sono stati divulgati da Unioncamere insieme a Infocamere che cura la banca dati Movimprese, costruita in base alle risultanze dei registri delle imprese tenuti dalle Camere di commercio; gli ultimi si riferiscono al trimestre gennaio-marzo del 2015. Ma quando un’impresa può essere definita “giovanile”? Unioncamere tra le ditte individuali considera giovanili quelle il cui titolare ha meno di 35 anni. Per le società di persone le imprese in cui più della metà dei soci abbia meno di 35 anni; per le società di capitali quelle dove la media dell’età dei soci e degli amministratori sia inferiore al suddetto limite d’età. Il tasso di imprese giovanili registrato nella nostra provincia supera nettamente la media nazionale che si ferma al 9,5%.

Tra le province campane la nostra è penultima giacché Caserta (terza nella classifica italiana) raggiunge il 14,4; Napoli (nona in graduatoria) il 12,9; Salerno (11-esima) il 12,8 e Benevento (23-esima) l’11,3. In vetta alla scala nazionale c’è col 15,3% la provincia di Crotone. In coda Forlì-Cesena col 6,7. A scorrere la graduatoria si vede che in testa sono tutte circoscrizioni meridionali. Per trovare la prima provincia del Centro-Nord bisogna scendere al 16esimo gradino occupato dalla provincia di Frosinone. L’alta percentuale di imprese giovanili nel Sud Italia è l’ennesima spia delle minori opportunità di lavoro subordinato offerte dal meridione. I giovani, non trovando un’occupazione alle dipendenze, si mettono in proprio, cimentandosi in un’attività autonoma.

Costituiscono, in prevalenza, una ditta individuale, forma giuridica meno strutturata che non richiede particolari formalità, ma che spesso è più fragile. Su 100 imprese guidate da giovani, le ditte singole sono il 67%. Tra le forme collettive, le società di persone raggiungono il 10%, quelle di capitali il 20 e le cooperative il 3. Unioncamere calcola anche il “grado d’imprenditorialità”, ripartendolo in “esclusivo”, “forte” e “maggioritario”. La suddivisione è fatta in base alla maggiore o minore partecipazione di giovani negli organi di controllo e nelle quote di proprietà dell’impresa. Ebbene nella nostra provincia l’88% delle aziende giovanili  appartiene alla prima categoria, il 10% alla seconda e soltanto il 2% alla terza.

Quali sono le attività più gettonate dai giovani?  Il comparto preferito è il commercio. Il 31% delle imprese under 35 opera nella distribuzione. Un altro 26% lavora nel settore dei servizi; il 13% in agricoltura; il 10% nelle costruzioni; l’8% nell’industria in senso stretto. Quel che resta (il 12%) sono giovani che hanno costituito formalmente l’impresa ma non hanno ancora deciso il settore in cui misurarsi. Unioncamere aggiunge qualche elemento più particolareggiato per le imprese giovanili del comparto industriale in senso stretto. In tale ramo, i giovani imprenditori prediligono il settore alimentare (vi opera il 21% delle imprese). Il 20 % ha scelto quello della fabbricazione di oggetti in pelle; un altro 17% la meccanica; il 4% l’industria del legno e la costruzione dei mobili e via via a scendere le altre attività manifatturiere.

Dati alla mano, rispondiamo a un ultimo interrogativo. Qual è l’andamento numerico delle imprese giovanili? Diminuiscono, come è accaduto per le imprese in totale (in Irpinia ne abbiamo perduto 1.500 durante questa interminabile crisi economica iniziata nel 2008)? Su scala nazionale le imprese giovanili sono aumentate del 2% rispetto a un anno fa; da noi, invece, c’è stato un calo addirittura del 9%. Ciò non significa che i nostri giovani hanno trovato maggiori occasioni occupazionali nel campo del lavoro subordinato; evidentemente è scemata anche la voglia di fare impresa. Lo dimostrano i dati sulla disoccupazione giovanile che è ulteriormente cresciuta superando in Irpinia la soglia del 50%.

 

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