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    23/09/2017

Protesti cambiari, Avellino nel gruppo di testa

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_movimprese.jpgAVELLINO – Nonostante i timidi segnali di ripresa, cittadini e imprese del nostro Paese continuano a  dimostrare una grande cautela nei rapporti d’affari. Ad affermarlo è Unioncamere che esprime questa opinione anche alla luce dell’analisi dei dati delle promesse di pagamento e più specificatamente di quelle non onorate alla scadenza. Vale a dire i protesti cambiari. I quali nell’ultimo anno sono calati, in tutto lo stivale, di circa 270 mila unità nel numero e di quasi 900 milioni di euro in termini monetari.  Infatti, il totale di cambiali e assegni protestati è precipitato da 1.181.438 pezzi del 2013 a 912.706 dell’anno seguente, con una diminuzione in percentuale vicina al 23%. Il loro ammontare è sceso da 2.673 milioni a 1.776: la flessione ha superato il 33%.

La vistosa contrazione ha riguardato tutte le tipologie di titoli di credito: i pagherò, le tratte e –soprattutto – gli assegni. Dando uno sguardo ai dati disaggregati per regioni, si osserva che la frenata più lunga è stata registrata nelle Marche: - 28% nel numero e -48 nell’importo. In Campania il numero di protesti cambiari è diminuito del 22%, il loro ammontare del 35%.

Dopo questa rapida panoramica sullo scenario nazionale effettuata  grazie alle statistiche pubblicate da Unioncamere e elaborate da Infocamere su dati del registro informatico dei protesti, scendiamo nel microcosmo della nostra provincia.

In Irpinia nel 2014 sono stati protestati 8.516 titoli di credito per un importo complessivo di 25 milioni di euro. Quindi, l’importo medio di ogni titolo protestato è stato di 2.900 euro. Un ammontare particolarmente elevato se si considera che la media nell’intera penisola si è mantenuta sotto i due mila euro. Nelle altre province campane sono stati annotati i seguenti valori: Napoli importo medio dei protesti 2.199 euro; Caserta 1.888 euro; Salerno 1.805; Benevento 1.647 euro. Dunque, la nostra provincia in questa non lusinghiera graduatoria è la prima in Campania e tra tutte le circoscrizioni italiane si piazza addirittura al sesto posto. In vetta alla classifica c’è Prato, la provincia del tessile, con un  importo medio di 3.491 euro. In coda Verbano Cusano Ossola con meno di mille euro. Le consorelle della nostra regione occupano le seguenti posizioni: Napoli è 23-esima, Caserta 48-esima, Salerno 55-esima e Benevento 74-esima.

In tutt’Italia l’80% dei titoli protestati è costituito da cambiali. Da noi, la percentuale delle “farfalle” – come in gergo vengono chiamate le cambiali non pagate alla scadenza – sale all’81%. Il loro importo medio - che a livello di intero Paese tocca il valore di 1.406 euro - in provincia di Avellino si assesta a quota 1.712, così che la nostra provincia nella scala nazionale riferita alle sole cambiali protestate, pur restando su valori elevati, scende al 23-esimo posto.

Resta, comunque, sempre la prima in Campania, seguita, questa volta, da Benevento con 1.473 euro (38-esima nella graduatoria nazionale); Caserta 1.468 (quarantesima); Salerno 1.414 (quarantacinquesima)  e Napoli 1.376 (cinquantunesima). La nostra provincia conquista un altro primato negativo se si analizzano i dati degli  assegni protestati. Il loro ammontare in Irpinia - secondo nostre elaborazioni - ha sfiorato i 13 milioni di euro.

Nella scala nazionale, guidata da Roma, Avellino occupa il nono scalino. Da notare che per ammontare di assegni cabriolet – così gli addetti ai lavori definiscono gli assegni scoperti – nelle prime 10 province italiane ci sono quattro campane. Nell’ordine Napoli, Caserta, Salerno e Avellino. Benevento, invece, è al 78esimo posto.

 

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