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    22/09/2017

Demografia, in Irpinia popolazione in calo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_censimento_istat_2011.jpgAVELLINO – Irpinia sempre più povera anche sul fronte demografico. Nel primo quadrimestre di quest'anno ha perduto altri 1.200 abitanti. I residenti sono scesi a 426.774, contro i 427.936 della fine dell'anno scorso. Se si effettua un confronto con la popolazione “legale” accertata dall'ultimo censimento effettuato nell'ottobre 2011 (allora la provincia di Avellino aveva 429.157 residenti) si osserva che il calo è ben più consistente: quasi 2.400 abitanti in meno.

L'immiserimento demografico è dovuto a due fattori: al saldo naturale negativo (il numero dei morti da diversi anni a questa parte supera costantemente quello dei nati) e alla ripresa dell'emigrazione.  Dalla data della conta censuaria ad aprile scorso sono nati in tutta la provincia 11.500 bambini. Di contro sono morte 16.600 persone. Quindi, il saldo del movimento naturale della popolazione è  stato in profondo rosso (5.100 unità).

Questa perdita è stata compensata soltanto  in parte dal saldo attivo (2.700 unità) determinato dal movimento migratorio giacché le persone iscritte nelle anagrafi dei Comuni della provincia (immigrati) sono state 40.500, contro le 37.700 cancellate per aver trasferito la residenza altrove (emigrati). Dal 2013 in avanti, però, l'emigrazione ha ripreso a correre. Hanno lasciato l'Irpinia 13 mila persone, contro le 11.500 che sono arrivate.

Da rimarcare che queste cifre si ricavano dai movimenti anagrafici, cioè dalle registrazioni effettuate presso le anagrafi dei Comuni. Ma nella realtà l'esodo emigratorio è ben più massiccio in quanto chi si trasferisce in un altro Comune o all'estero spesso non si cancella dal Comune di residenza e quindi non è conteggiato nel movimento migratorio. Lo fa soltanto in un secondo momento e se ne ha necessità (deve iscrivere i bambini a scuola nel Comune dove si è trasferito; ha bisogno del medico di famiglia, ecc.), altrimenti conserva la residenza nel Comune d'origine. Di casi del genere se ne contano a migliaia;  il dato anagrafico, dunque, non è lo specchio fedele della realtà, peccando nella nostra provincia per difetto.

Nonostante il suddetto limite, lo spaccato della situazione demografica della nostra provincia è a dir poco preoccupante. Su 118 Comuni irpini quelli che nell'ultimo quadriennio hanno subìto un calo demografico sono ben 90. Le maggiori flessioni si registrano nell'Alta Irpinia, area che si va progressivamente desertificando. Dal raffronto tra le statistiche censuarie e le ultime disponibili riferite al movimento anagrafico risulta che a Senerchia i residenti sono diminuiti del 17%; a Scampitella del 7,5; ad Aquilonia, Monteverde, Sant'Andrea di  Conza, Zungoli, Trevico di oltre il 6%; a Casalbore, Calitri, Lacedonia, Montaguto, Cairano, Greci, Carife il calo è compreso tra il 4 e il 5%.

Gli incrementi nel numero degli abitanti si registrano quasi tutti nella fascia occidentale della provincia, ma sono di entità modesta. Infatti in diciannove dei ventotto Comuni marcati col segno più la percentuale di aumento è compresa tra lo 0,1 e il 2%. In altri sette centri la crescita va dal 2,1 e il 5%; soltanto due paesi superano tale ultima soglia: Quindici (+8,9%) e Ospedaletto (+6,2%). A completare il podio c'è Monteforte (+4,9).

Anche Avellino capoluogo ha visto aumentare i residenti (più1,6%). Con 55.108 abitanti è il Comune più popoloso della provincia. A seguire c'è Ariano con i suoi 22.811 residenti, quindi Montoro che - a seguito dell'unificazione tra Montoro Inferiore e Superiore - sfiora i 20 mila abitanti. A contare più di 10 mila residenti ci sono altri quattro paesi irpini: nell'ordine, Solofra, Mercogliano, Monteforte e Atripalda. In 10 centri i il numero di residenti è compreso tra i 5 mila e i 10 mila. In 23 paesi i residenti sono più di 3 mila, ma meno di 5 mila. In 60 Comuni la popolazione è compresa tra i mille e i 3 mila abitanti. Ci sono, poi, 18 borghi con meno di mille anime. Addirittura due paesi  hanno poco più di 300 residenti: Petruro Irpino 344 e Cairano 331.

La diminuita natalità  (il relativo quoziente è precipitato dai 9,2 nati per mille abitanti del 2002 a 7,3 del 2014, perdendo quasi due punti; il doppio di quanti ne ha ceduto l'intero Paese) ha inciso parecchio sul tasso di crescita naturale della popolazione irpina; l'indicatore che lo misura  (di segno negativo) è schizzato da 0,4 a 3,4 per mille (la media nazionale è pari a -1,6).

Un'altra caratteristica della demografia provinciale è il vistoso invecchiamento della popolazione. Dagli ultimi dati si ricava che, su 100 abitanti, 21 hanno varcato la soglia dei 65 anni. Agli inizi di questo millennio tale fascia di popolazione sfiorava il 19%. Di contro la popolazione giovane va assottigliandosi sempre di più; i bambini-ragazzi compresi nella fascia 0-14 anni sono scesi da 16,2% (del 2002) a 13 del 2015, contro il 14,2 e il 13,8% della media italiana. L'indice di vecchiaia (vale a dire  il rapporto percentuale tra popolazione di 65 anni e più e popolazione compresa tra 0 e 14 anni) è balzato da noi da 116 a 160.

Ciò vuol dire che in Irpinia per ogni 100 bambini ci sono oggi 160 anziani, 44 in più di quanti se ne contavano 15 anni fa. In tutt'Italia nello stesso periodo l'indice in questione è cresciuto di soli 26 punti.

 

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