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    24/11/2017

Avellino, il Tar annulla l'elezione di Capone a presidente della Camera di Commercio

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La sede della Camera di commercio di Avellino. Nel riquadro, Costantino CaponeAVELLINO – Costantino Capone non poteva essere eletto per la quarta volta consecutiva presidente della Camera di Commercio di Avellino. Lo ha stabilito il Tar della Campania – sezione staccata di Salerno – che ha accolto il ricorso presentato  in proposito da Cna e Confesercenti di Avellino.

Le due associazioni di categoria avevano chiesto l'annullamento della delibera del Consiglio camerale del 27 ottobre scorso, con la quale Capone era stato eletto al vertice dell'ente di Piazza Duomo. Il Tribunale amministrativo regionale ha dato loro ragione. La questione era sorta all'indomani del rinnovo del mandato di Capone. Materia del contendere l'interpretazione da dare alla normativa vigente: l'articolo 1 del decreto legislativo n.23 del 15 febbraio 2010, secondo cui “il presidente dura in carica cinque anni, in coincidenza con la durata del consiglio, e può essere rieletto per due sole volte”.

Poiché Capone aveva già espletato in precedenza tre mandati consecutivi (lo consentiva l'art. 16, della legge 580 del 29 dicembre 1993, ora sostituito dal  su citato decreto legislativo ), non era eleggibile per la quarta volta consecutiva. Questa la tesi di Cna e Confesercenti condivisa dal Tar. La Camera di Commercio aveva obiettato che i tre mandati decorrevano dal primo rinnovo degli organi dopo l'entrata in vigore del D.lgs. 23/2010; quindi i primi tre non contavano perché le modifiche apportate alla legislazione precedente dal D. lgs. del 2010 avevano azzerato la situazione. Tale argomentazione era, peraltro,  sostenuta anche dal ministero dello Sviluppo economico, organo di vigilanza sulle Camere di commercio, che in proposito aveva diffuso un'apposita circolare. Ma il Tribunale amministrativo ha disatteso quello che ha ritenuto essere un semplice parere ministeriale. Se fosse stata sposata l'interpretazione del ministero di via Molise, i presidenti delle Camere di commercio che avevano già guidato gli enti per tre mandati consecutivi sarebbero  potuti arrivare a sei mandati. “A ragionare diversamente - si legge testualmente nella sentenza del Tar - si finirebbe per attribuire ad una norma avente la finalità di limitare il numero di mandati presidenziali, introdotta peraltro in chiave meramente confermativa di quella già precedentemente in vigore, l’effetto, contraddittorio rispetto alla suddetta finalità, di prorogare di altri tre turni elettivi l’eleggibilità di colui il quale, ad esempio, avesse già svolto tre mandati alla data della sua entrata in vigore”.

La decisione del Tar, a supporto dell'assunto sostenuto, richiama la sentenza della Corte di Cassazione riguardante i sindaci e i presidenti delle Province per i quali l'aver ricoperto la carica per  due mandati consecutivi è di ostacolo alla rieleggibilità per un terzo mandato consecutivo, senza che possa distinguersi (la norma non contenendo alcuna differenziazione al riguardo) tra mandati svolti anteriormente o mandati svolti successivamente all'entrata in vigore della legge.

Che cosa accadrà ora per l'ente di Palazzo Amoretti? È probabile che la decisione del Tar sia impugnata dinanzi al Consiglio  di Stato, chiedendo la sospensiva. Nelle more, però, la sentenza  del tribunale amministrativo salernitano è esecutiva. Quindi, la guida dell'ente camerale avellinese passerà al vice presidente Salvatore Loffreda, eletto a tale carica dalla giunta camerale poco meno d'un mese fa.  Loffreda è il direttore della Coldiretti  di Avellino ed è consigliere camerale proprio in rappresentanza della categoria.

La crisi apertasi presso la Camera di commercio irpina giunge in un momento delicato della sua vita. Sono in corso, infatti,  le delicate procedure per accorpare - così come stabilito dalle norme varate dal governo Renzi - le Camere di commercio di piccole dimensioni.  Tra queste ci sono Avellino e Benevento  che dovranno fondersi. È  auspicabile che a questo matrimonio “imposto” gli sposi  giungano nella pienezza delle loro forze istituzionali.

 

 

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