www.giornalelirpinia.it

    24/11/2017

Protesti, l’Irpinia terra di cattivi pagatori

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_assegni.jpgAVELLINO – La provincia di Avellino - a giudicare dalle statistiche sul numero e sull’importo dei protesti, elaborate da Unioncamere-InfoCamere su dati dell’apposito registro informatico - si accredita quale terra di cattivi pagatori. L’anno scorso, nella nostra provincia, tra cambiali e assegni, sono stati protestati all’incirca 6.300 titoli per un ammontare vicino ai 17 milioni di euro. Una bella cifra, non c’è che dire. Se divisa per il numero degli abitanti residenti, vien fuori che ogni irpino, in media, si è fatto protestare cambiali e assegni per 39 euro.

Questa somma è pari quasi al doppio della media nazionale (22 euro a testa). Tra le 108 province italiane sono soltanto quattro le circoscrizioni che ci superano in questa graduatoria per niente onorevole: Frosinone con 55 euro a testa; Roma 43, Salerno 42 e Milano 41.

Se il rapporto, anziché eseguirlo con il numero di persone che vivono in provincia, è calcolato rispetto a quello delle imprese in esercizio (come, peraltro, sarebbe più giusto, visto che - lo fa notare Unioncamere - un effetto protestato su due reca in calce la firma del titolare di una società) la posizione dell’Irpinia peggiora ulteriormente. Sale un altro scalino della classifica. Si piazza, con 384 euro di protesti per impresa- al quarto posto in Italia, preceduta da Frosinone (590 euro per impresa), Roma (390) e Salerno (387). La media nazionale è poco sotto i 220 euro di protesti per impresa. Suddividendo la massa di protesti a seconda della tipologia di titoli, osserviamo che, nel 2015, le cambiali non onorate alla scadenza sono state, nella nostra provincia, 5.385, per un importo complessivo di  8 milioni e 600 mila euro; quindi, in media, l’importo di ogni effetto protestato è stato di 1.600 euro.

Un ammontare cospicuo che fa occupare alla nostra provincia una posizione di tutto rispetto, si fa per dire, nella lista di quelli che non onorano gli impegni: siamo tra le prime 20 circoscrizioni, per l’esattezza sediamo sul 18-esimo scalino; la media nazionale è di 1.293 euro per ogni cambiale protestata. Da sottolineare che nel 2015 i protesti di cambiali sono diminuiti sensibilmente sia nell’intero stivale (-25%) che da noi (-36%).

Diamo uno sguardo agli assegni “cabriolet”. In provincia di Avellino ne sono andati  in protesto poco meno di mille; un numero non eccessivo. Ma il loro ammontare è davvero eclatante. Ha raggiunto gli 8 milioni e 258 mila euro, così che  l’importo medio degli assegni scoperti si è avvicinato agli 8.500 euro facendo schizzare l’Irpinia di nuovo tra le province in testa alla classifica: è al quarto posto; l’ammontare medio degli assegni protestati in Italia raggiunge sì e no i 3.900 euro, meno della metà dell’importo toccato dalle nostre parti.

Va rimarcato che anche gli assegni protestati sono in calo. Nel 2015 rispetto all’anno precedente sono diminuiti, da noi, del 36%; in tutta la penisola del 26. Per gli analisti di Unioncamere la diminuzione dei protesti “sembra riflettere la persistente prudenza degli italiani nell'accettare impegni di pagamento, in un quadro di debolezza degli scambi che risente ancora gli effetti della lunga crisi.”

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com