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    22/11/2017

Pensioni Inps: magre ma fondamentali per le famiglie irpine

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_inps_riforma.jpgAVELLINO – Le pensioni Inps vigenti al 1° gennaio 2016 – i dati sono pubblicati on line nell'apposito “osservatorio” dell'Istituto nazionale della previdenza sociale – in provincia di Avellino sono 124.758. Questa cifra si riferisce ai trattamenti pensionistici delle gestioni Inps e  non comprende, quindi, quelli dei dipendenti pubblici ed ex Enpals. Pensioni e non pensionati, giacché alcune persone percepiscono più d'una pensione. Rispetto a un anno fa il numero di pensioni erogato  dall'Istituto per la previdenza sociale è aumentato, nella nostra provincia, dello 0,4%, contro lo 0,5 dell'intero Paese. Facendo un rapporto tra abitanti e pensioni, si vede che in tutto lo stivale si contano 292 pensioni per ogni mille residenti: 314 nell'Italia settentrionale, 288 in quella centrale e  265 in quella meridionale e nelle isole. In provincia di Avellino il numero di pensioni per mille residenti è pari a 291: è in linea, dunque, con la media nazionale.

Se, però, si analizzano i dati riguardanti l'importo medio mensile delle prestazioni pensionistiche, si vede  la grande distanza che separa l'Irpinia dal resto del Paese. Da noi tale importo è di appena 579 euro contro gli 839 euro della media nazionale. Più in dettaglio, il pensionato residente nel Nord Italia prende una pensione di 957 euro al mese, quello dell'Italia del Centro di 865 euro e quello del Sud di 683 euro. La differenza tra le diverse entità geografiche la fanno soprattutto le pensioni di natura previdenziale, cioè quelle che hanno origine dal versamento di contributi previdenziali durante l'attività lavorativa del pensionato. Là dove ci sono  state maggiori possibilità di lavoro (le aree economicamente più solide) l'importo delle pensioni è più alto perché sono stati versati più contributi. Infatti, in tutto lo stivale l'importo medio delle pensioni di vecchiaia è di 1.122 euro al mese (1.199 al Nord, 1.176 al Centro e 992 al Sud). L'Irpinia  si ferma a quota 875.

Complessivamente, nella nostra provincia le pensioni Ivs (vecchiaia, invalidità e superstiti) sono 45.505;  costituiscono il 36% del totale, mentre in tutt'Italia rappresentano il 50% circa. Esse da noi raggiungono un importo medio mensile di 701 euro, a fronte dei 1.047 del complesso del Paese. Le pensioni dei lavoratori autonomi - che nella nostra provincia rappresentano il 32% del complesso dei trattamenti pensionistici; in Italia il 26% - sono in provincia di Avellino mediamente di appena 540 euro al mese. Nell'intera penisola raggiungono i 767 euro. Il livellamento degli importi tra  pensionati irpini e quelli del resto d'Italia si ha – e non poteva essere diversamente – per le prestazioni assistenziali, vale a dire per quelle provenienti dalla gestione degli invalidi civili (comprensive delle indennità di accompagno) e dalle pensioni e assegni sociali, cioè per le  prestazioni erogate dall'Inps per sostenere una situazione di invalidità unita o meno a una situazione di reddito basso. Nella nostra provincia questa tipologia di prestazioni riguarda 35.817 persone (vale a dire il 29% dei pensionati ) le quali percepiscono, in media, ogni mese 412 euro, contro  i 422 euro della media Italia. Giusto per completare il raffronto tra la nostra provincia e il resto della penisola aggiungiamo che i percettori di prestazioni assistenziali rappresentano in Italia il 21% del totale dei pensionati.

Il rapporto fra importo complessivo annuo delle pensioni e Pil mostra un andamento crescente. In tutt'Italia,  nel 2016, le pensioni Inps sono pari all'11,6% del prodotto interno lordo. In Irpinia hanno addirittura sfiorato il 15%. Difatti da noi il loro ammontare  è poco sotto il miliardo di euro; arriva a un miliardo e 600 milioni se alle gestioni Inps si aggiungono quelle dei dipendenti pubblici e ex-Enpals. A conferma di quanto “pesano” i trattamenti pensionistici nel contesto economico provinciale basti ricordare che il comparto industriale produce in Irpinia un reddito complessivo di un miliardo e 400 milioni.

 

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