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    22/09/2017

Il Sole 24 Ore/Qualità della vita, Avellino sprofonda

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_avel_sole16.jpgAVELLINO – È notevolmente peggiorata la qualità della vita in provincia di Avellino. Lo si desume dall'ultimo dossier redatto da Il Sole-24 Ore che colloca l'Irpinia al 93esimo gradino tra i 110 che compongono la scala nazionale. Rispetto all'anno scorso la nostra provincia è scesa di ben dodici posti. Ha perduto anche quella che rappresentava una piccola  magra consolazione: la migliore qualità della vita tra le circoscrizioni campane. È stata scavalcata da Benevento che ha risalito 13 posti andando a piazzarsi sull'86esimo scalino. Peggio di noi, per restare in Campania, si classificano Salerno (103esima, ha perso 11 posti), Napoli (107esima, 6 posizioni più giù) e Caserta (108esima, invariata rispetto al 2015). Sul podio, nell'ordine, Aosta, Milano e Trento che accumulano rispettivamente 589, 577 e 561 punti; maglia nera Vibo Valentia con 360 punti. Avellino di punti ne ha totalizzato 394, 12 meno di Benevento, 13 più di Salerno, 21 più di Napoli e 22 più di Caserta.

Analizzando i macro-settori presi in considerazione dal quotidiano di Confindustria  osserviamo che per reddito, risparmi e consumi siamo gli 81esimi in Italia. Più in dettaglio, per reddito pro capite, con appena 14.527 euro, teniamo la 98esima posizione. Parallelamente per spesa in beni durevoli per famiglia (1.454 euro in un anno) siamo 95esimi. Per ammontare medio delle pensioni (596 euro al mese) e per ammontare pro capite del patrimonio immobiliare  (28.213 euro)  siamo addirittura al 106-esimo posto. Situazione migliore (il quinto posto in Italia) per quanto riguarda il canone delle locazioni che è particolarmente basso: 370 euro di media; lo stesso dicasi per depositi bancari pro-capite: con 20.452 euro siamo al 47esimo posto e per protesti cambiari: con 1.826 euro a testa siamo 27esimi.

I parametri raggruppati in affari, lavoro, innovazioni ci vedono al 91esimo posto. I risultati peggiori vengono dal fronte bancario; per rapporto impieghi/depositi siamo gli ultimi in Italia. Per domande di brevetti appena 98esimi. Per tasso di occupazione 83esimi. Per tasso di disoccupazione giovanile 80-esimi. Per start-up innovative 82esimi. Ci piazziamo al di sopra della media nazionale per numero di imprese rapportate alla popolazione: siamo sul 44esimo gradino e per ammontare delle esportazioni in rapporto al Pil: 68esimi. I parametri concernenti gli aspetti demografici ci classificano poco al di sotto della media italiana: siamo 65esimi.

Le prime posizioni le conquistiamo per il basso numero di separazioni: siamo i tredicesimi; per l'alto numero di laureati rispetto alla popolazione giovanile: siamo quattordicesimi. Posizioni mediane ci spettano per il tasso di natalità (40esimi in Italia); per indice di vecchiaia della  popolazione (42esimi). Ma per saldo migratorio e per integrazione degli stranieri siamo in coda alla graduatoria. Il saldo migratorio ci vede al 98esimo posto; le acquisizioni di cittadinanza per ogni 100 stranieri addirittura al 101-esimo.

Gli indicatori riguardanti la sicurezza e la criminalità ci premiano. Abbiamo basse percentuali di rapine, furti in casa, scippi e borseggi (oscilliamo, a seconda dei reati, tra le migliori 30 province italiane). Ma per furti d'auto, truffe e frodi informatiche siamo scritti sulla lavagna dal lato dei cattivi. Gli indicatori culturali e del tempo libero ci penalizzano. Centesimo posto in Italia: terzultimi per densità delle sale cinematografiche; 84esimi per numero di biglietti staccati per assistere a spettacoli; 82esimi per densità di bar e ristoranti; 79esimi per indice di sportività.

Sul fronte dell'ambiente e servizi welfare: 104esimi per asili nido prima infanzia; stessa posizione per spese sociali dei Comuni (per minori, anziani e poveri); 98esimi per copertura della banda larga; 80esimi per tasso di emigrazione ospedaliera. Rispetto a un anno fa l'Irpinia è peggiorata in tutti i macro-settori, eccezion fatta per quello del “reddito, risparmio e consumi”, dove la posizione è rimasta invariata; ha perduto 4 posizioni nel comparto dell'“ambiente, servizi e welfare”; 5 nel settore degli “affari, lavoro e innovazione”; 9 in quello della “cultura, tempo libero e partecipazione”; 26 nel ramo “giustizia, sicurezza e reati” e addirittura 42 posti nel macro-settore “demografia, famiglia e integrazione”.

 

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