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    24/11/2017

Sempre in calo i residenti in Irpinia. Le cause? Bassa natalità e emigrazione

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_ista_t.jpgAVELLINO – Continua a diminuire il numero degli abitanti in provincia di Avellino. Al 1° gennaio di quest'anno il bilancio tracciato dall'Istat ci dice che erano 423.506:  5.349 in meno di quanti se ne contarono alla stessa data del 2012. In valori  relativi il calo è stato, in soli 5 anni, del 12,5 per mille; un'aliquota, questa, che colloca l'Irpinia tra le province italiane col più elevato tasso di perdita  di popolazione residente. Infatti, soltanto 14 circoscrizioni provinciali sulle 108 che compongono il territorio della penisola hanno fatto segnare una flessione più marcata. Da notare che in tutto il Paese nello stesso arco di tempo la popolazione, grazie all'immigrazione, è cresciuta mediamente del 20 per mille; l'incremento più alto si è avuto nella Capitale dove i residenti sono aumentati del 90 per mille. Invece, il calo più elevato lo ha segnato Enna (-30,7 per mille).

In Campania, per guardare  in casa nostra, si è avuta una lievitazione dei residenti pari al 13 per mille. La punta massima (+21 per mille) l'ha fatta registrare la provincia di Caserta. Poi, col 17,6 s'incrocia la provincia di Napoli. A Salerno l'aumento è stato dell'11,1, mentre a Benevento c'è stata una flessione del 17,2 per mille, maggiore di quella toccata dall'Irpinia, a conferma che la desertificazione interessa soprattutto le zone più interne. Infatti, per ritornare alle vicende della nostra provincia, l'emorragia più imponente si è avuta nella fascia orientale, anche se non mancano Comuni ubicati più a Ovest che pure hanno visto assottigliare la loro consistenza demografica. Soltanto in 24 dei 118 paesi irpini la popolazione è aumentata. In 5 è rimasta invariata e in ben 89 centri è diminuita. La flessione maggiore dal 2012 a oggi l'ha avuta Senerchia che ha perduto nell'ultimo quinquennio quasi 200 abitanti per ogni mille residenti. Di contro il balzo in avanti più lungo l'ha fatto Quindici con un più 85 per mille.

Bassa natalità e alto tasso di emigrazione sono le principali cause del depauperamento demografico. Nella nostra provincia nell'ultimo lustro sono nati 15.967 bambini a fronte delle 23.231 persone decedute. Dunque, il movimento naturale della popolazione si è chiuso con una perdita di 7.264 unità. Elaborando i dati Istat notiamo che altri 5.522 abitanti li abbiamo perduti nel quinquennio in esame per emigrazione interna giacché le persone che hanno cancellato la residenza per trasferirsi in un altro Comune italiano sono state 44.222 a fronte delle 38.700 giunte in Irpinia da altre parti d'Italia. Il saldo migratorio estero, invece, è contrassegnato dal segno più in quanto contro 6.410 individui provenienti da altri Paesi (emigrati di ritorno, badanti, colf, ecc.) quelli che hanno trasferito la residenza oltre confine sono stati 3.255; una differenza di 3.155 unità che compensa in parte il saldo migratorio interno.

Accennavamo alle culle vuote. In Irpinia, il tasso di natalità medio dell'ultimo quinquennio è precipitato al 7,4 per mille, contro l'8,3 della media nazionale. In 15 Comuni non raggiunge neppure il 5 per mille: Andretta, Torella dei Lombardi, Torrioni, Scampitella, San Mango sul Calore, Guardia Lombardi, Montefusco, Zungoli, Lacedonia, Aquilonia, Sant'Angelo all'Esca, Sant'Andrea di Conza, Senerchia, Caiano e Montaguto. In tali borghi sono  nati  negli ultimi 5 anni, mediamente, meno di 5 bambini all'anno per ogni mille abitanti residenti. In questi stessi Comuni la mortalità media - influenzata dall'invecchiamento della popolazione - ha sfiorato il 15 per mille.

Il movimento naturale, dunque, si è chiuso con uno sbilancio del 10 per mille. I centri irpini a più alta natalità sono tutti nella fascia occidentale della provincia: Marzano di Nola, Montoro, Sirignano, Avella, Pago del Vallo di Lauro, Monteforte irpino, Contrada, Altavilla Irpina. Qui il coefficiente di natalità supera il 9 per mille. Quello di mortalità negli stessi centri è almeno di un punto più basso, di conseguenza il numero degli abitanti si giova della lieve crescita naturale.

 

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