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    19/12/2018

Le rimesse degli immigrati

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b_300_220_15593462_0___images_stories_banca-ditalia-3.jpgAVELLINO – L'Irpinia non è terra d'immigrazione. C'è una scarsa offerta di lavoro e gli immigrati (eccezion fatta per colf e badanti) preferiscono stabilirsi in aree economicamente più floride. Secondo l'ultima rilevazione dell'Istat, nella nostra provincia al 1° gennaio 2017 gli stranieri residenti erano 13.590. Tenuto conto che l’Irpinia conta 423.506 abitanti, si ricava che la componente forestiera incide soltanto per il 3,2% sul totale dei residenti. La media nazionale è ben più alta essendo pari all'8,3%. Quella regionale, perfettamente uguale al parametro dell'intero Sud,  è del 4,2%. Facendo una graduatoria tra tutte le province italiane, la provincia di Avellino si colloca in una posizione di coda giacché soltanto una quindicina di circoscrizioni spunta valori più bassi.

Giusto per completezza d'informazione è il caso di riferire che la più alta percentuale di stranieri (all'incirca il 17%) si registra a Prato. In altre 32 province, tutte ubicate nel Centro-Nord, la componente estera assume valori superiori al 10%. Da notare, poi, che da noi gli stranieri presenti sono in prevalenza donne, a conferma che si tratta soprattutto di persone addette ai lavori domestici e all'assistenza degli anziani. Su 100 stranieri residenti, infatti, 42 sono i maschi e 56 le femmine. La percentuale di donne registrate in Irpinia è tra le più alte del Paese; soltanto 10 province segnano valori più elevati del nostro. In tutt' Italia la distinzione per genere assegna agli uomini il 48% e alle donne il 52. Osservando i dati degli stranieri presenti sul territorio irpino suddivisi per area geo-politica di cittadinanza, si vede che il 42% proviene da paesi dell'Unione europea, il 23% da altri paesi del vecchio continente, ma non Ue; il 20% circa dall'Africa; il 10 % dall'Asia; il 4% dalle Americhe. Il dettaglio per singolo paese vede al primo posto gli immigrati romeni: sono 3.885; al secondo, persone provenienti dall'Ucraina: 2.175; al terzo dal Marocco: 1.136. Le altre comunità con almeno 200 residenti sono quella bulgara, la polacca, l'albanese, la cinese, la nigeriana, l'indiana, la pakistana e la senegalese.

Nonostante gl'immigrati in provincia non siano particolarmente numerosi, essi danno vita a un flusso di rimesse verso l'estero che raggiunge importi non trascurabili. Nel 2016  hanno mandato oltre confine quasi 10 milioni di euro. L’importo è ricavabile dalle statistiche pubblicate periodicamente dalla Banca d'Italia. La quale avverte che i dati sulle rimesse verso l'estero degli  immigrati nel nostro Paese “comprendono le transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate  tramite un istituto di pagamento o altro intermediario autorizzato, senza transitare sui conti di pagamento intestati all'ordinante o al beneficiario (regolamento in denaro contante)”. Non sono quantificabili le altre  rimesse inviate direttamente da un conto corrente a un altro e quelli che gli immigrati portano di persona alle loro famiglie nei loro periodici viaggi nel Paese d'origine o li affidano a parenti ed amici.

Nell'ultimo decennio, il flusso di denaro che gli stranieri presenti sul territorio provinciale hanno inviato oltre confine è stato  più o meno costante, l'oscillazione essendo compresa tra un minimo di 9 milioni e un massimo di 10,21 milioni di euro raggiunto nel 2010. In parallelo col numero d'immigrati presenti, la somma più consistente è andata in Romania; lì nell'ultimo anno sono stati  inviati 2,78 milioni di euro, quasi il 30% del totale delle rimesse. Il secondo Paese per entità del denaro ricevuto dai propri connazionali che lavorano in provincia di Avellino è l'Ucraina. In quello Stato nel 2016 sono stati mandati 1,25 milioni di euro,  il 13% del valore complessivo delle rimesse. Un altro 10% ha raggiunto la Bulgaria, il 4% circa  il Marocco, il 3,7% l'India.

Facendo il rapporto tra rimesse e numero di immigrati, ad inviare la somma pro-capite più consistente nel paese d'origine sono stati i senegalesi. Ognuno di loro ha inviato in un anno 1.267 euro. A seguire gli indiani con 1.193 euro. Poi i bulgari: 988 euro; quindi i pakistani e i romeni  rispettivamente con 726 e 715 euro e infine gli ucraini con 576. A prescindere dalla nazionalità, ogni straniero residente in Irpinia ha mandato nel paese di provenienza in un anno all’incirca 700 euro, 300 in meno della media nazionale.

 

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