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    22/09/2017

SRM/Più economia dalle relazioni tra l’Italia ed il Mediterraneo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_srm2014.jpgNAPOLI – È stato presentato oggi, presso la sede del Banco di Napoli, il quarto rapporto annuale su Le relazioni economiche tra l'Italia e il Mediterraneo realizzato dall’Osservatorio permanente di Srm sull’economia del Mediterraneo. Il convegno – si legge in un comunicato – è stato aperto dal presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco, dal direttore generale del Banco di Napoli, Franco Gallia, e dal presidente di Srm, Paolo Scudieri.

Il presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco, ha dato lettura del messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano dove viene  sottolineato l’antico intreccio di storia e cultura tra i paesi che si affacciano nel Mediterraneo e che “come emerso dall’ultimo rapporto del Centro studi e ricerche sul Mezzogiorno,  le relazioni economico-commerciali tra l’Italia e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo non abbiano perso, nonostante la profonda crisi politica che affligge quell’area, la loro tradizionale vivacità”.

Il direttore generale di Srm, Massimo Deandreis, nel presentare il rapporto ha delineato il quadro dell’interscambio commerciale tra l'Italia e l'area Med, ha descritto le caratteristiche dei flussi finanziari dell’area Mena e analizzato i flussi di traffico marittimo e le prospettive del settore delle energie rinnovabili nei paesi del Mediterraneo. Dal report si evince come l’export italiano verso i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo è ormai su quota 29 miliardi, l’11,1% del totale dell’export dell’Italia, ai quali sommare i 15 miliardi di export verso l’area del Golfo per un totale di 43,8 miliardi di €, valore di gran lunga superiore alle esportazioni verso gli Stati Uniti (27 miliardi di €) e verso la Cina (9,9 miliardi.

L’Italia, con 54,8 miliardi di euro di scambi commerciali con l’Area (a fine 2013), è il principale partner commerciale della sponda Sud del Mediterraneo, dopo Stati Uniti (62 miliardi) e la Germania (oltre 57 miliardi). Da notare che il 2013 ha fatto registrare una contrazione (-11,2% sul 2012) dovuta essenzialmente al forte calo delle importazioni di petrolio dalla Libia (-37,8% nel 2013). L’incidenza dell’area Sud Mediterraneo sul totale del commercio estero dell’Italia è stata pari al 7,3% nel 2013, una quota sensibilmente maggiore rispetto ai principali competitor; specializzazione maggiormente marcata per il Mezzogiorno dove si raggiunge un’incidenza pari al 14,6%. Le positive prospettive di sviluppo a medio termine fanno crescere l’interesse delle imprese italiane per l’area. Srm ha analizzato e stimato il numero, le dimensioni e i settori di attività delle imprese italiane nei paesi dell’Area Med soffermandosi su Egitto, Marocco e Tunisia. Complessivamente, le imprese italiane che operano in modo stabile in questi 3 paesi sono circa 1.800. Importante e in crescita è il ruolo dei Fondi Sovrani Mena (FoS MENA) come veicolo di investimento e potenziale driver per rafforzare le relazioni economiche tra l’Italia e i paesi Med. Gestiscono 2.700 miliardi di dollari e si stima che nei prossimi anni possano investire in Italia una cifra compresa tra 1,5 e 2,5 miliardi di dollari. All’interno del bacino del Mediterraneo transita il 19% del traffico mondiale marittimo di merci, una quota in crescita dal 15% di fine anni ’90. Tra il 2000 e il 2013 i passaggi di navi dal Canale di Suez sono più che raddoppiati, con una crescita media di circa l’8% all’anno.

I temi e gli spunti emersi dal rapporto di Srm sono poi stati discussi nella tavola rotonda “Banche, imprese, infrastrutture: l’economia come leva di cooperazione politica con il Sud Mediterraneo” moderata da Alessandro Barbano, direttore de “Il Mattino” alla quale hanno partecipato Vincenzo Amendola, Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati; Kaouther Trabelsi, delegato generale del Cepex (Centre de Promotion des Exportations - Tunisia); Maurizio Massari, Ambasciatore della Repubblica Italiana in Egitto; Ferdinando Nelli Feroci, commissario europeo uscente e presidente Iai; Jean Marie Paintendre, Ipemed (Institut Perspective Economique Méditerranéen); Yasmina Sbihi, Country Director per l’Italia dell’agenzia marocchina per lo sviluppo degli investimenti; Roberto Vercelli, amministratore delegato AlexBank Egitto.

Maurizio Barracco, presidente Banco di Napoli: “Con questo convegno e con il rapporto presentato da Srm vogliamo sottolineare quanto le relazioni economiche con il Sud Mediterraneo siano molto più fitte e importanti di quanto comunemente percepito e questo vale sia per l’Italia in generale, ma soprattutto per il Mezzogiorno. La centralità economica del mare nostrum è anche evidenziata dal fatto che un quinto di tutte le merci che viaggiano via mare nel mondo passano per il Mediterraneo e che il canale di Suez ha visto raddoppiare negli ultimi anni il numero di navi in transito. Eppure l’Italia non sa sfruttare a pieno le opportunità di crescita economica che derivano dal posizionamento geo-economico del Mezzogiorno nel cuore del Mediterraneo.  Da qui dobbiamo ripartire se vogliamo rilanciare, su basi concrete, la crescita nelle nostre regioni.”

Franco Gallia, direttore generale Banco di Napoli: “Il Banco di Napoli storicamente favorisce la vocazione mediterranea dell’economia del Mezzogiorno e lo fa perché convinto che i paesi del Mediterraneo siano la più importante leva di sviluppo del tessuto economico e sociale e la più immediata occasione d’internazionalizzazione delle imprese. Vediamo, infatti, che quelle che esportano sono più performanti, hanno saputo reggere meglio la crisi e hanno un migliore merito di credito. Imprese per le quali il Banco di Napoli è pronto a fornire tutto il credito necessario per il loro sviluppo. Momenti di riflessione e analisi come quelli di oggi ci consentono anche di parlare delle tante opportunità di business offerte da questi Paesi per i quali la nostra banca può offrire, grazie alla nostra vasta rete di uffici e banche estere, la necessaria assistenza ed un’ampia gamma di servizi”.

Paolo Scudieri, presidente Srm: “Sono pochi i centri di ricerca che in modo costante e con strutture permanenti, si concentrano sull’analisi delle relazioni economiche da e verso l’Italia con un focus specifico sul Mezzogiorno. Srm lo può fare con costanza e impegno grazie al sostegno del Gruppo Intesa Sanpaolo e del Banco di Napoli perché siamo consapevoli che questo è un tema strategico per il futuro della nostra economia. Il connubio Mezzogiorno-Mediterraneo può essere una leva vincente, a cui va aggiunta la dimensione dell’economia marittimo portuale, settore fondamentale per l’Italia e per il Sud in particolare. Occorre usare la rilevanza che hanno gli scambi economici come leva, come dice il titolo della tavola rotonda del nostro convegno, per rilanciare anche la cooperazione politica e, attraverso di essa, avviare un processo di più forte integrazione con il Sud Mediterraneo.”

Massimo Deandreis, direttore generale di Srm: “Quello che stupisce analizzando questi dati è la loro evidenza. Ne basta uno: dal 2001 al 2013 l’export dell’Italia verso il Sud Mediterraneo (Turchia compresa) è cresciuto del 107%. Includendo anche il Golfo, con un valore di 44 miliardi di euro, l’Italia esporta nell’area più di quanto esporta negli Stati Uniti e il quadruplo di quanto vendiamo in Cina o in Russia.  Ma non c’è solo l’export. Guardando ad Egitto, Tunisia e Marocco, Srm ha censito quasi 1800 aziende a capitale italiano, numero in costante crescita anno dopo anno. È confortante vedere che le imprese, e tra queste molte del Mezzogiorno, abbiamo compreso l’importanza crescente di questi mercati. Manca invece una visione strategica e di sistema. Eppure i dati parlano chiaro: il Mezzogiorno sarebbe una perfetta piattaforma logistica del Mediterraneo a beneficio di tutto il sistema produttivo italiano. Ma occorre comprenderlo e investire, altrimenti altri, anche più lontani, ci prenderanno il posto che la geografia ci ha dato”.

SINTESI DETTAGLIATA DEL RAPPORTO

 

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