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    26/09/2017

L’artigianato continua a perdere pezzi. I dati sull’Irpinia di Unioncamere

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_movimprese.jpgAVELLINO – L’ultima ricerca compiuta da Unioncamere - in collaborazione con Infocamere con la quale gestisce la preziosa banca dati denominata Movimprese - ha posto in evidenza che  l’artigianato continua a perdere pezzi. In Italia, nel 2014 rispetto al 2013, sono sparite altre 20.400 imprese. A mo' di consolazione, l'Unione delle camere di commercio fa notare che è andata meno peggio dell'esercizio precedente, quando ad abbassare le saracinesche furono, in un solo anno, 28 mila artigiani. Se poi si facesse un'analisi retrospettiva, portando il calendario indietro di 5 anni, si vedrebbe che il settore in tutto lo stivale ha subìto un vero e proprio esodo: ben 76 mila unità in meno.

I rami con le flessioni maggiori - ci dice la Cgia di Mestre che, utilizzando i dati Unioncamere, ha redatto una particolareggiata ricerca al riguardo - sono stati quello delle costruzioni (-17%), il comparto dei trasporti (-13,5%), il cosiddetto artigianato artistico - ferro battuto, intarsio del legno, ceeramiche, ricami e merletti, ecc. - che ha ceduto l'11%. L'intero comparto manifatturiero ha registrato una perdita vicina al 10%. Non mancano, però, ambiti  ristretti, caratterizzati da un andamento positivo; per esempio, le imprese di pulizia che in tutto la penisola sono aumentate del 25%; quelle operanti nell'ampio comparto alimentare (rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, ecc.) che hanno avuto una performance dell'8%. Le ditte artigiane con attività nel comparto dei computer, in particolare dei software,  che sono aumentate del 17%.

Se questo è il quadro nazionale, diamo uno sguardo a quanto è accaduto in casa nostra. In provincia di Avellino, a fine 2014, erano iscritte nell'apposito albo 7.188 imprese artigiane,  il 2% in meno di quelle che si contavano alla stessa data del 2013. Rispetto al 2009, anno di inizio della crisi economica, l'emorragia è stata però di circa mille aziende. In termini percentuali, la flessione ha superato il 10%, una percentuale, questa, pari a più del  doppio di quella registrata nell’intero Paese. Da notare, poi, che mentre in tutt’Italia quasi un’impresa su quattro è artigiana (per l’esattezza il 23%), da noi soltanto il 16% delle aziende appartengono al settore.

Ritornando alla morìa di imprese artigiane, è necessario sottolineare che la metà è stata causata dal comparto dell'edilizia (e delle attività connesse). Un pesante scotto l'ha pagato anche il settore manifatturiero, con un calo del 16%. Ancora più pesante il pedaggio sborsato - è  proprio il caso di dirlo - dal ramo del trasporto (-22%). Penalizzato anche un settore appartenente alla tradizione dell'artigianato irpino, quello delle confezioni e dell'abbigliamento in pelle. Un terzo delle  botteghe di questo ramo, nell'ultimo quinquennio, ha chiuso i battenti.

Anche da noi ha “tenuto” l'alimentare, così come hanno avuto un incremento le attività ruotanti intorno all'ampio mondo dei computer. Unioncamere - che di recente aveva analizzato anche un altro aspetto del settore artigianale: le imprese con il titolare straniero - aveva rilevato che in tutto il Paese la componente straniera ha manifestato negli ultimi anni un rafforzamento. Le imprese artigiane con al timone una persona straniera sono cresciute di 7.400 unità; se non ci fosse stato questo consistente apporto, la perdita dell'intero settore avrebbe assunto dimensioni ancora più eclatanti. In Italia ben 13 imprese artigiane su 100 sono a conduzione straniera. In alcune province (come Trieste, Reggio Emilia, Milano) questa percentuale raggiunge il 25%, per non dire di Prato che, con il 38%, ha il primato nazionale.

In Irpinia, invece, soltanto 7 artigiani su 100 sono nati fuori dai confini nazionali. Avellino tuttavia è tra le circoscrizioni campane quella con la percentuale più alta di imprese guidate da uno straniero. Precede , infatti, Salerno e Caserta (6%), Benevento (5,7%),  e Napoli (2%). E, tra tutte le province del Sud e delle isole, è scavalcata soltanto da Lecce che sfiora l'8%.

 

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