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    24/11/2017

Cig, altro record negativo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_inps_riforma.jpgAVELLINO - Il 2014 sarà ricordato in campo socio-economico come l'anno dei record (negativi). Un parametro, più degli altri, ha raggiunto valori a dir poco allarmanti: la cassa integrazione. L'anno scorso, in provincia di Avellino, l'Inps ha autorizzato la concessione di quasi 11 milioni di ore, tra cassa ordinaria, straordinaria e in deroga. È una cifra mai toccata in Irpinia e la dice tutta sullo spessore raggiunto dalla crisi produttiva delle aziende presenti sul territorio provinciale.

Questa massa enorme di ore integrate, tradotte in lavoratori equivalenti, corrisponde a oltre 6.300 addetti a zero ore. È come se più di 6 mila lavoratori non abbiano varcato nell'intero anno 2014 il cancello del loro opificio, neppure per un giorno. Se si considera che - secondo le stime Istat sulle forze di lavoro - in provincia di Avellino i lavoratori dipendenti sono in tutto 96 mila, ne consegue che - sempre trasformando le ore di cig in numero di lavoratori equivalenti -  il 6,5% delle maestranze è rimasto a casa per tutto l'arco dell'anno.

Una situazione occupazionale davvero tragica se i numeri riferiti ai cassintegrati sono aggiunti a quelli della disoccupazione, in particolare giovanile. Del totale delle ore integrate, oltre 7 milioni  (vale a dire il 65% del totale) hanno riguardato la cassa integrazione straordinaria. È opportuno ricordare che questo ammortizzatore può essere invocato quando l'azienda è in fase di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione oppure in caso di crisi di particolare rilevanza sociale o ancora quando a carico dell'impresa incombe una procedura concorsuale. La cassa ordinaria ha erogato un milione e 225 mila ore (l'11% del plafond complessivo), mentre più di 2 milioni e 600 mila ore (il 24% del totale) sono state integrate  grazie alla cassa in deroga, strumento introdotto a seguito della crisi economica iniziata nel 2008 per venire incontro a lavoratori che non avrebbero potuto beneficiare - a causa della dimensione aziendale o del settore economico di appartenenza - né della cassa ordinaria né di quella straordinaria.

Rispetto al 2013, nella nostra provincia è cresciuto sia il ricorso alla cassa integrazione straordinaria (cigs) che quello alla cassa in deroga (cigd). Di contro, è diminuita l'utilizzazione della cassa ordinaria (cigo). Le ore di cassa straordinaria integrate sono lievitate del 10,5% (contro il 18% registrato a livello nazionale); quelle in deroga sono quasi triplicate essendo balzate dalle 931 mila ore del 2013 a 2.610.000 del 2014. Nell'intero Paese per questa tipologia di intervento c'è stata una flessione del 20%. La diminuzione di ore di cassa ordinaria concesse ha raggiunto, da noi, il 16%, mentre in tutta la penisola fa sfiorato il 31%.

Dall'analisi dei dati per macro settori, divulgati dall’osservatorio Inps, emerge che ad assorbire la quasi totalità delle ore di cassa integrazione è il comparto industriale. Il quale ha beneficiato, in Irpinia, del 92% delle ore concesse; un altro 4% è andato all'edilizia, il 3,7% al commercio e quel poco che resta agli altri rami economici. Tra le attività manifatturiere, la parte del leone l'ha fatta il comparto metalmeccanico. Nel 2014 ha ottenuto l'integrazione di quasi 9 milioni di ore che, rapportate alle ore complessive integrate nel settore industriale, rappresentano il 90%.  A una distanza siderale s'incontra un settore autoctono, appartenente alla tradizione dell'industria nostrana: il comparto conciario. Ha ottenuto più di 300 mila ore d'integrazione che “pesano” sul complesso delle attività manifatturiere soltanto per il 3%. Altre 259 mila ore (pari al 2,6%) sono state utilizzate dalle imprese per la lavorazione dei minerali non metalliferi, un comparto, questo, anch’esso facente parte dell’industria tradizionale della nostra provincia e legato a doppio filo al settore edile. Le imprese appartenenti al comparto dei trasporti hanno utilizzato 182 mila ore d'integrazione salariale, corrispondenti all'1,8% del totale. Gli altri comparti si fermano su valori da prefisso telefonico, non raggiungendo neppure l'1%.

Da notare che in cassa integrazione sono finiti tanto gli operai che gl'impiegati. Sugli 11 milioni di ore erogate nel 2014, 9 milioni e 900 mila sono state utilizzate dalle tute blu e un milione e 100 mila dai colletti bianchi.

 

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