La sfida delle liste civiche ai partiti

Domenica 26 Febbraio 2012 16:36 N.C.
Stampa

b_300_220_15593462_0___images_stories_urna.jpgAVELLINO – Ai primi di maggio si voterà in Irpinia per il rinnovo di tredici amministrazioni locali. I Comuni interessati sono Altavilla irpina, Atripalda, Baiano, Capriglia, Chianche Flumeri, Montemarano Pietradefusi, Prata PrincipatoUltra, Pratola Serra, Santo Stefano del Sole, Sirignano e Solofra. Si tratta di un test abbastanza significativo non solo per l’importanza di alcuni Comuni (come Baiano, Atripalda e Solofra) ma anche perché fra un anno (salvo anticipazioni) ci saranno le elezioni politiche. A caratterizzare questa tornata elettorale dovrebbe essere la presenza di un gran numero di liste civiche. Non si tratta di un fenomeno nuovo in Irpinia. In molti paesi, infatti, a determinare le alleanze politiche sono sempre stati i rapporti fra famiglie e gruppi sociali più che le appartenenze ideologiche e partitiche. Stavolta, però, il fenomeno del civismo sembra colorarsi di sfumature nuove. Sull’onda dell’affermazione di sindaci e candidati sindaci – soprattutto nel centrosinistra – provenienti dalla società civile o comunque con deboli legami partitici (vedi Napoli, Milano, Cagliari, Genova) anche in provincia di Avellino si fa strada il concetto che senza tessera di partito è bello.

Rispetto a questo vento di novità, che potrebbe preludere ad una nuova stagione dei sindaci, sorprendentemente il Pd irpino rispolvera la vecchia liturgia degli incontri interpartitici, convocando, una alla volta, le delegazione dei partiti del centrosinistra per mettere a punto una comune intesa elettorale.

Ci saremmo attesi la convocazione dei gruppi giovanili, delle associazioni, di rappresentanze dei lavoratori, dei precari, dei cassintegrati, degli stessi imprenditori, insomma di tutto quello che pure nella nostra sonnacchiosa provincia si sta mettendo in moto e cerca di organizzarsi anche per determinare le scelte politiche.

Ed invece torniamo alla politica del caminetto, alle scelte appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori, persino alla moltiplicazione delle tessere, per andare da posizioni di forza a congressi che tanto non verranno celebrati.

Che nessuno si lamenti, poi, se i cittadini si allontaneranno ancor più dalla politica e gli elettori dalle urne.