L’occhio sulla città/Attivismo e dinamismo in città: novità ancora dal vescovo

Sabato 08 Agosto 2020 07:11 Antonio Fusco
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Il vescovo Arturo AielloAVELLINO – Il nostro occhio torna a guardare in positivo e, a contrappunto alle “negatività”espresse la scorsa settimana, in questa occasione plaude ancora una volta all’attivismo e al dinamismo del nostro vescovo. Monsignor Aiello, infatti, ha di recente inaugurato il Polo giovani di via Morelli e Silvati alla presenza del governatore Vincenzo De Luca il quale, entusiasta dell’iniziativa e degli obiettivi raggiunti, ha offerto massima collaborazione istituzionale e volontà nel finanziare eventuali prossime iniziative del Polo e della Diocesi.

Di rilievo anche l’istituzione della commissione diocesana per la promozione  dell’arte sacra, i beni culturali e l’edilizia dei luoghi di culto. A quanto si apprende, compito precipuo e specifico della commissione sarà quello di esaminare i progetti, le richieste e le iniziative che i legali rappresentanti, soggetti alla giurisdizione dell’ordinario diocesano, presenteranno allo stesso per ottenere le necessarie autorizzazioni previste dalle norme canoniche in materia di arte per la liturgia, i beni culturali e l’edilizia di culto. La commissione è presieduta dal professor Francesco Barra, alla vice presidenza Gennaro Miccio e tra i membri designati annovera don Vitaliano Della Sala, Armando Montefusco, Cinzia Vitale, Maria Fariello, Gerardo Troncone, Andrea Massaro, Salvatore Mazza, Gennaro Vallifuoco.

Tra le prerogative della commissione, inoltre, potrà  esserci quella di elaborare  indirizzi, proposte di edilizia e progetti allo scopo di promuovere, tutelare, valorizzare ed incrementare il patrimonio contemporaneo e storico-culturale diocesano, pensare ad iniziative di informazione e di sensibilizzazione, nonché di formazione rivolte al clero religioso diocesano, ai laici, ai professionisti ed agli artisti.

Ora, alla luce di tutto quanto appresso e viste le dirette specificità d’indirizzo, vorremmo sottoporre all’attenzione della commissione una questione che continuiamo a ritenere dirimente ad un reale e concreto sviluppo urbanistico del capoluogo e che tanto questa rubrica quanto questa testata hanno ormai eletto a propria  battaglia di civiltà: garantire piena accessibilità alla nostra Cattedrale. Nel merito, avremmo voluto soltanto plaudire alle molteplici volontà manifestate verso propositi d’impegno in tal senso, ma tant’è: ancora solo tanto immobilismo.

Come si ricorderà, in più di un nostro sguardo dedicato all’argomento abbiamo suggerito ed auspicato l’applicazione di una pedana mobile, di un elevatore elettronico o di qualunque altro supporto si ritenesse idoneo lungo la scalinata del Duomo. Ci pare di ricordare a proposito che esisterebbe un progetto d’accesso alternativo alla nostra Cattedrale immaginato lato sagrestia, ma al contempo, abbiamo notizia che lo stesso giace ormai impolverato in qualche cassetto di Palazzo di Città in attesa di un propedeutico finanziamento o comunque del via libera definitivo dei comparti di competenza.

Una scelta di questo tipo  farebbe venir meno anche il rischio, pur tante volte paventato, di vederne deturpata la storica facciata ma soprattutto garantirebbe a tutti, disabili compresi, il diritto ad avere diritto finalmente a vivere a pieno la città. Non si continui a servirsi del tempo come inerte attesa dell’oblio, non si continui a risolvere il problema eludendo il problema, ad anteporre l’estetica o chissà cos’altro...al rispetto della libertà collettiva. In fondo, sarà proprio il rispetto per questi “dettagli “ a darci il conforto di aver raggiunto un grado di civiltà vero e reale.

È utile ricordare come spesso proprio le chiese si trovino ad essere motore di iniziative volte a farci ritrovare come comunità: in fond, è proprio garantendo piena accoglienza che si potrà veder garantita sempre maggiore partecipazione. Sarà questa la volta buona? Chissà, staremo a vedere.

Nell’augurare buon lavoro alla neonata commissione, non possiamo che attendere sempre accompagnati  dal “ vizio della speranza” per prossimi  aggiornamenti su quanto appena affermato ed auspicato o finalmente  solo per ringraziare di quanto sarà accaduto.

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Ci siano consentite, infine, due note a margine: la prima, è per dar atto al sindaco Festa di aver tenuto fede ad un impegno assunto lo scorso gennaio con noi giornalisti e con la città: intitolare una strada, una piazza della città al ricordo di Antonio Di Nunno. Ebbene, non possiamo che esprimere viva soddisfazione e compiacimento alla notizia che, lo scorso  mercoledì , Parco Kennedy, attraverso una delibera di giunta, è  diventato “Parco Antonio Di Nunno”. Nei prossimi giorni, la cerimonia ufficiale, con lo svelamento della targa.

Un bel modo per perpetuarne il ricordo, certo, ma anche e soprattutto per mantenere sempre viva quella sua lungimirante visione di città che sarebbe dovuta culminare con il sogno della “città giardino”. Questa decisione non rappresenta semplicemente il doveroso tributo ad una città, ad una comunità ma è il dovuto riconoscimento ad un uomo che, nei suoi anni da sindaco, ha saputo far ben coesistere grande cultura, rigore morale e concretezza.

La seconda, per  unirci all’unanime cordoglio per la scomparsa di Sergio Zavoli, un maestro di giornalismo, un grande italiano ed un modello di comunicazione.

Il congedo di Zavoli, come lui stesso lo definiva, sarà occasione per  ripensare  alla sua grande eredità,  per ricordarne l’originalità e l’etica. Ha raccontato il paese fotografando ogni sua trasformazione, rendendo i cittadini protagonisti di ogni singolo fatto. È stato un maestro di giornalismo perché, con le grandi inchieste, da par suo, ha raccolto notizie e ha dato loro una lettura compiuta.

Chi scrive, ha avuto il privilegio di conoscerlo in un incontro all’Università degli Studi di Salerno, durante la quale ha incantato un’attenta e folta platea. Sue frasi di quel giorno, che porto impresse nella mente e che consegno, a ricordo, a voi lettori:  “l’unico modo di sapere è farsi domande; le altre due, donate a noi allora giovani giornalisti in erba sono “il dubbio è fondamentale nel nostro lavoro” e “rispettate perché quello che dite ha un valore enorme”.

Mancheranno la sua saggezza, la sua  pacatezza e la sua empatia.

Ci fa piacere ricordare ancora che Zavoli ha presieduto anche la Scuola di giornalismo dell’Università degli Studi di Salerno.