Ato rifiuti, primo confronto sul biodigestore di Chianche

Martedì 04 Agosto 2020 17:41 Red.
Stampa

Il centro direzionale di collina LiguoriniAVELLINO – Importante confronto, questa mattina, presso la sede dell’Ato Rifiuti di collina Liguorini. Il presidente Valentino Tropeano, il consigliere Luigi Lanzetta e il direttore generale Annarosa Barbati hanno incontrato i tecnici incaricati della redazione del progetto di un impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti. L’appuntamento – fortemente voluto dal massimo rappresentante dell’ente – è stata l’occasione per una prima presentazione del progetto dell’impianto che sarà realizzato nell’area Pip del Comune di Chianche.

L’impianto integrato di digestione anaerobica ed aerobica (il compost viene portato a maturazione) – che sarà realizzato in un’area di 70mila metri quadrati – occupa una superficie di circa 30mila metri quadrati, 10mila dei quali coperti. L’impianto – si legge in un comunicato – avrà una capacità di 35mila tonnellate annue di Forsu (frazione organica derivante da raccolta differenziata) oltre a 10mila tonnellate di verde e strutturante, fondamentale per la realizzazione del compost. Presso l’impianto di Chianche – che sarà attivo 312 giorni all’anno – potranno arrivare un massimo di 112 tonnellate giornaliere di frazione organica, il contenuto di 6 compattatori o di quattro bilici. La lavorazione del Forsu si articola in tre fasi:

- Il pretrattamento per eliminare eventuali impurità – che saranno differenziate e dirottate verso opportuni impianti di lavorazione – e avere una frazione organica pulita per l’avvio della fase anaerobica. L’impianto ha un franco di trattamento di circa il 25%.

- La digestione anaerobica per la produzione di biometano che viene, in gran parte, immesso in rete. Un quantitativo andrà ad alimentare la colonnina per il rifornimento dei mezzi di autotrazione. L’obiettivo, a lungo termine, è quello di adeguare il parco macchine impegnate nei servizi afferenti il ciclo integrato dei rifiuti, al fine di abbattere i costi di trasporto.

- La digestione aerobica che consente – attraverso l’aggiunta di verde o strutturante – di arrivare alla produzione di compost.

Il quantitativo di 35mila tonnellate annue di Forsu consente – al termine delle varie fasi della lavorazione – la produzione di 13mila tonnellate di compost e poco più di 2mila tonnellate di biometano.

Il progetto – realizzato dall’ingegnere Salvatore Puca, direttore generale dell’Asi di Napoli – è già stato presentato nella versione definitiva ed è adesso in fase di verifica. I vertici dell’Ato Rifiuti di Avellino hanno prodotto una serie di osservazioni che consentiranno di migliorare un progetto già all’avanguardia, per una struttura che consentirà di abbattere notevolmente i costi di gestione del trattamento della frazione organica e assicurerà, nel contempo, un bassissimo impatto ambientale.

“Il progetto illustrato – evidenzia il presidente dell’ente Tropeano – consentirà la realizzazione di un impianto modello, un gioiello della tecnologia, non solo all’avanguardia, ma in grado di assicurare pieno rispetto per l’ambiente, le comunità locali e i lavoratori che saranno impegnati. L’impianto integrato di digestione anaerobica ed aerobica si integrerà nel migliore dei modi con il territorio in cui sarà realizzato, valorizzando l’area e fornendo – grazie alla lavorazione del verde ed alla produzione di compost – un valido supporto ai produttori vitivinicoli della zona”.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 04 Agosto 2020 18:09 )