Il saluto del prefetto Rossana Riflesso all’Irpinia

Mercoledì 29 Luglio 2026 11:10 Red.
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Rossana RiflessoAVELLINO – Nel lasciare Avellino per assumere il nuovo incarico di prefetto di Bari desidero rivolgere un saluto e un sentito ringraziamento alla comunità irpina.

Ogni prefetto sa che il proprio servizio è, per sua natura, temporaneo. Si cambia sede, si incontrano nuove realtà, si affrontano nuove sfide. Ciò che resta, però, sono i legami costruiti con le comunità che si ha l’onore di servire e il patrimonio umano che ogni territorio consegna a chi lo attraversa.

È questo il sentimento che porto con me lasciando l’Irpinia. Fin dal mio insediamento ho cercato di interpretare il ruolo del prefetto come presenza dello Stato vicina ai territori, capace di ascoltare, di favorire il dialogo tra le istituzioni e di accompagnare le comunità nei momenti più significativi e in quelli più complessi.

È con questo spirito che ho avuto il privilegio di conoscere in profondità questa provincia. L’Osservatorio sullo stato della provincia mi ha offerto un’occasione preziosa: raggiungere moltissimi Comuni irpini, incontrare i sindaci, le amministrazioni comunali, le comunità locali, ascoltare le loro esigenze, comprenderne le criticità, ma anche scoprirne le straordinarie energie, le tradizioni, la storia e il profondo senso di appartenenza.

Ho conosciuto un territorio fatto di identità diverse e complementari: la Valle Caudina, l’Alta Irpinia, la Valle dell’Ufita, la Baronia, il Vallo di Lauro, il Partenio, il Terminio. Luoghi che custodiscono una ricchezza umana prima ancora che paesaggistica e che rappresentano un patrimonio prezioso per l’intero Paese.

Nel corso di questi anni l’Irpinia ha saputo affrontare sfide importanti. Penso al G7 dei ministri dell’Interno di Mirabella Eclano, che ha rappresentato una straordinaria occasione per mostrare al mondo la capacità organizzativa, il senso delle istituzioni e lo spirito di collaborazione di questo territorio. Un risultato che appartiene a tutte le istituzioni, agli enti locali, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, ai volontari e a quanti hanno lavorato con competenza e dedizione perché quell’evento fosse motivo di orgoglio per l’intera provincia.

Penso anche alle vertenze che hanno interessato il tessuto produttivo irpino, ai tavoli di confronto aperti per tutelare il lavoro e le prospettive delle imprese, ai tanti momenti nei quali è stato necessario mettere insieme istituzioni, organizzazioni sindacali, imprese e lavoratori per ricercare, nel dialogo, le soluzioni possibili.

Sono esperienze diverse, ma accomunate da un elemento che considero il tratto distintivo dell’Irpinia: la capacità di fare comunità. In questi anni ho incontrato amministratori che vivono il proprio ruolo con passione e senso del dovere, donne e uomini delle istituzioni che operano con competenza e discrezione, rappresentanti del mondo produttivo e del lavoro, volontari, operatori della scuola e della sanità, sacerdoti, associazioni e cittadini che, ogni giorno, contribuiscono silenziosamente alla crescita di questa provincia.

Desidero ricordare, in questo percorso, la collaborazione leale, continua e sempre costruttiva delle forze dell’ordine e della magistratura. La condivisione degli obiettivi, il rispetto dei reciproci ruoli, il confronto costante e il comune impegno per l’affermazione della legalità, la tutela della sicurezza e la difesa delle istituzioni hanno rappresentato un punto di forza dell’azione dello Stato in questa provincia. Una collaborazione che conserverò tra i ricordi più significativi della mia esperienza ad Avellino. A tutti loro desidero esprimere la mia più sincera gratitudine.

Un ringraziamento particolare rivolgo agli organi di informazione, che hanno raccontato con professionalità e attenzione l’attività della Prefettura, contribuendo a rafforzare quel rapporto di trasparenza che deve sempre caratterizzare l’azione delle istituzioni.

Il grazie più sentito, tuttavia, è rivolto ai cittadini. Ho percepito, fin dal primo giorno, un rispetto autentico nei confronti dell’istituzione che ho avuto l’onore di rappresentare. Un rispetto mai formale, ma sincero, manifestato negli incontri quotidiani, nelle visite ai Comuni, nelle iniziative pubbliche e nei tanti momenti di confronto con la comunità.

È un sentimento che mi ha accompagnato fino agli ultimi giorni della mia permanenza ad Avellino e che considero il riconoscimento più bello del lavoro svolto. L’Irpinia conosce le difficoltà che interessano molte aree interne del nostro Paese. Ma sarebbe profondamente ingiusto raccontarla soltanto attraverso le sue criticità.

Io porterò con me il ricordo di una terra che conserva un forte senso della comunità, che sa accogliere, che sa collaborare, che continua a credere nelle proprie istituzioni e che affronta le sfide con dignità, compostezza e responsabilità. È questa l’Irpinia che ho conosciuto. Ed è questa l’Irpinia che resterà con me.

Un prefetto è chiamato a raggiungere nuove destinazioni. È la natura stessa del servizio allo Stato. Ciò che non cambia è la gratitudine verso le comunità che si ha l’onore di servire. Lascio Avellino, ma non lascio il ricordo dell’Irpinia. Porterò con me la dignità delle sue istituzioni, la bellezza dei suoi territori e dei suoi borghi, la forza delle sue comunità, la ricchezza delle sue tradizioni e la generosità della sua gente.

Si lascia un incarico. Non si lascia mai del tutto una comunità che ti ha accolto con rispetto, fiducia e umanità. Grazie, Irpinia.