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    21/11/2017

Nel borgo medievale di Quaglietta il festival del cortometraggio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia9_quaglietta.jpgCALABRITTO – È in programma domani sera, alle 21.00, nel borgo medievale di Quaglietta la 5ª edizione dell’Aeiff (Aquae Electae International Film Festival), il festival internazionale del cortometraggio organizzato dall'associazione Cinematheque. Questi i corti selezionati per la serata finale: 1) Un giorno nella vita - Marco Chiappetta; 2) Conosce qualcuno - Daniel Bondì; 3) Disneyland - Marco Cervelli; 4) Pyjama suicide - Arsene Chabrier e Ruby Cicero; 5) Maria - Afro De Falco; 6) La notte del professore - Giovanni Battista Origo; 7) Probabili imprevisti - Andrea Biasillo; 8) L'altra riva - Giuseppe Favaloro; 9) All'ombra della torre -lluigi D'Alessandro.

Qui di seguito ospitiamo un intervento di Nino Russo, direttore artistico dell’Aeiff.

*  *  *

Aquae electae” in quanto il festival nasce a Quaglietta (contrazione vulgaris del nome latino Aqua electa), frazione del Comune di Calabritto, in un territorio a cavallo tra l'Irpinia e il Salernitano, attraversato dal fiume Sele e caratterizzato dalla presenza di numerose sorgenti di acque purissime, anche termali.

Siamo giunti, quest'anno, agosto 2017, alla IV edizione. In questi quattro anni il festival ha maturato un suo originale percorso di crescita basato non tanto e non solo sui numeri quanto sulla qualità dell'impianto culturale, sul rigore delle iniziative e sul prestigio delle partecipazioni. Siamo passati da una prima edizione messa in piedi con entusiastica incoscienza a una seconda edizione, più strutturata, che ha registrato la partecipazione, al concorso, di cortometraggi provenienti, oltre che dall'Italia, da diversi paesi europei. Contemporaneamente abbiamo avvertito l'esigenza di affiancare al premio riservato ai "corti", una piccola rassegna, fuori concorso, di lungometraggi italiani.

Nella scelta dei film ci siamo attenuti a due criteri di base: il primo riguardante la qualità artistica e culturale dell'opera e la ricerca, da parte degli autori, di uscire dai consunti stereotipi linguistici che hanno portato il cinema italiano sia all'attuale marginalizzazione in campo internazionale che ad una progressiva disaffezione da parte del pubblico di casa nostra.  Il secondo criterio delle nostre scelte è derivato dalla constatazione che la stragrande maggioranza di queste opere coraggiose non riusciva, e non riesce, ad arrivare al suo naturale destinatario, il pubblico, in quanto pervicacemente ostacolata da un perverso sistema di distribuzione che ha sempre privilegiato la, sia pur misera, quantità (dei profitti) a scapito della qualità (dell'opera). Con questo non vogliamo demonizzare il cinema commerciale o di evasione. Vogliamo  però sottolineare che senza ricerca e sperimentazione, qualunque tipo di industria finisce per diventare obsoleta e marginale, a maggior ragione quella cinematografica, in quanto industria atipica che non produce “merci” valutabili in termini quantitativi, ma “opere” immateriali la cui valutazione primaria non può essere altro che qualitativa.

Ci è sembrato doveroso, quindi, dare un po' di visibilità, sia pure con le nostre attuali limitate  possibilità, a quelle opere che tentano di percorrere modi altri e diversi da quelli imposti dall'attuale stagnazione culturale.  Anche perché riteniamo che la principale missione di un Festival debba essere quella di scovare opere che percorrano la strada della ricerca e della sperimentazione di nuove idee e di nuovi linguaggi, opere che mirino in alto non tanto e non solo attraverso elefantiache macchine produttive ma utilizzando innanzitutto la forza del pensiero, della creatività e della fantasia.

In tal modo si  avvia anche un altro processo che tutti i festival dovrebbero porre tra gli obiettivi della propria azione: quello della “formazione” di un pubblico più attento e consapevole. Un pubblico che potenzialmente già esiste, ed è più vasto di quanto si possa immaginare quando lo si etichetta come pubblico “di nicchia”. Un pubblico fatto di persone che, per svariati motivi (storici, geografici, di censo ecc.) non hanno avuto accesso alla grande cultura ma che possiedono sensibilità ed esigenze interiori, anche se inespresse e spesso confuse, la cui “domanda” non viene tenuta in conto dalla “offerta” del mercato tradizionale. Sensibilità ed esigenze alle quali basta offrire un piccolo impulso esterno per farle venir alla luce in tutta la loro forza liberatoria.

Siamo convinti che questi debbano essere i compiti di un festival, invece di quello, purtroppo ormai molto diffuso, praticato e incoraggiato nei tanti festival e festivalini, estivi e non, di appiattirsi pigramente sull'esistente-certificato-dai-media, riducendo la propria funzione a quella di una stanca e inutile riproposizione di opere che hanno già ottenuto una loro visibilità nelle strutture del mercato commerciale.

Fermi restando questi criteri, con la terza edizione (2016) abbiamo voluto allargare i confini del festival e renderlo itinerante. Questa idea è nata dalla constatazione che, grazie alla nascita di nuove, e più moderne, infrastrutture stradali, si sono accorciate le distanze fisiche tra le varie comunità della Valle del Sele e non solo, mentre le distanze culturali, fatte di piccoli, e spesso incomprensibili, egoismi campanilistici, sono ancora le stesse del passato. La nostra idea, ambiziosa, è nata dalla voglia di offrire un piccolo contributo, attraverso la cultura (nel nostro caso, quella cinematografica), al superamento di queste anacronistiche barriere nonché alla preconizzazione, (perché no?), di una possibile futura piccola Città “diffusa” nella Valle, con le sue “aquae”, i suoi monti, le sue terme, i suoi campi, i suoi frutti della terra, i suoi nuclei abitativi già esistenti e, consentiteci di dirlo, con le sue iniziative culturali di alto profilo, senza le quali nessun vero progresso sarebbe possibile.

Si sono aggiunti, così, al nucleo fondatore Quaglietta-Calabritto, i Comuni di Caposele, Senerchia e Valva. Nello stesso tempo, essendosi conclusi i lavori di restauro del castello di Aqua Electa nonché del borgo medievale arroccato ai suoi piedi, lavori finanziati dalla Comunità europea, abbiamo potuto usufruire, grazie alla sensibilità dell'amministrazione comunale di Calabritto e della “Pro loco Aquae Electae”, di alcuni dei circa settanta piccoli appartamenti restaurati del borgo medievale, per offrire una non comune ospitalità  ai partecipanti al festival.

Abbiamo ricevuto, in questi anni, l'entusiastica adesione e partecipazione al nostro progetto da parte di alcuni tra i più grandi nomi della cultura cinematografica, e non solo, italiana. La scelta di coinvolgere tali personaggi non è nata dal desiderio di poterli soltanto esibire come trofei sull'effimero palco di un festival, ma dall'idea di cooptarli, con i loro saperi e con la loro grande esperienza, per costruire assieme, in questo territorio, un polo residenziale di cultura cinematografica di alto livello.

Tutto ciò potrà, ovviamente, essere possibile soltanto se otterremo non solo il sostegno, ma una convinta adesione da parte delle istituzioni locali, regionali e nazionali.

*Direttore artistico dell’Aeiff

 

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