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    20/09/2017

Andretta, una sala del museo per ricordare don Leone

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia9_andre_proloc.jpgANDRETTA – Nell’ambito del progetto Corteo storico andrettese 2017-Il viaggio dell’Imperiale nel XX secolo, giunto quest’anno alla IX edizione, domenica prossima, alle ore 17:00, presso il Museo della civiltà contadina ed artigiana, è in programma la cerimonia di inaugurazione della sala Don Leone, a cura di Angelo Russo e Mariantonietta Miele, in collaborazione con i giovani del servizio civile della Pro-loco Marcello Acocella, Giuseppe Arace, Francesco D’Ascoli. Il fabbricato attualmente sede del Museo ha ospitato dagli anni ’30 per più di quaranta anni un asilo gestito dalle suore e don Leone  celebrava per loro la messa proprio nella saletta che sarà a lui dedicata. Alle 17:00 è prevista la benedizione da parte del parroco di Andretta don Pier Carlo Donatiello a cui seguiranno i saluti del sindaco Giuseppe Guglielmo.

Don Leone, figura mitica di sacerdote  di cui ricorre quest’anno, il 19 settembre, il ventesimo anniversario della morte, è stato – si legge in una nota – protagonista indiscusso della storia del nostro paese nel  XX secolo. Nacque a Cairano il 20 maggio 1920 e, ordinato sacerdote il 24 giugno 1944, giovanissimo diventò parroco di Andretta dove restò fino alla sua morte nel 1997.

“A distanza di venti anni dalla sua morte, il ricordo di don Leone Maria Iorio – afferma  Aurelio Di Matteo – è ancora vivo nella comunità ecclesiale e in quello civile, che lo videro pastore di anime e amorevole ostello di terreni affanni; che lo sentirono vicino in ogni momento del bisogno, lo amarono profondamente e, in molti casi, ne sperimentarono la santità”.

Ebbe un ruolo importante nella vita religiosa,  politica e sociale di Andretta, sempre pronto a mettersi dalla parte dei più bisognosi. Aperto alle novità  all’avvento della televisione, strumento mediatico che lui ha usato negli anni per far conoscere il suo operato, dotò il “dopolavoro” di un televisore, a disposizione di tutti, nei locali del cosiddetto Purgatorio, oggetto di un recente lavoro di restauro. Dopo che nel 1976 la Corte costituzionale sancì la legittimità delle trasmissioni radiofoniche private, purché a diffusione locale, don Leone diede vita ad Andretta a Radio Onda Libera che avrebbe trasmesso dalla sagrestia della chiesa Madre Santa Maria Assunta. La cappella di San Giovanni era un  piccolo edificio religioso all’estremità Sud-Ovest di Andretta, che affaccia sulla Valle dell’Ofanto, già  in pessime condizioni nel 1576, tanto che monsignor Pescara vi vietò qualsiasi celebrazione: fu riedificata nel 1626 e andò poi definitivamente distrutta. Sul sito dove un tempo era ubicata insiste oggi una struttura metallica con vetri, presumibilmente per indicare il luogo un tempo occupato dal piccolo edificio religioso, edificata ad opera di don Leone, che negli ultimi anni della sua vita volle anche il restauro della chiesetta  del Carmine, al centro del paese.

Il suo legame per Andretta lo portò a realizzare con il contributo dei cittadini andrettesi un vero e proprio santuario all’aperto, in onore della Vergine Maria, a cui era tanto devoto, bonificando un’area in cui era ubicata una discarica ai piedi del monte Airola sulla cui sommità fece installare una croce in ferro.

Del suo rapporto epistolare con Toni Negri, che  riempì le  cronache dei media anche nazionali, si parlerà nel corso di un incontro previsto per aprile con Aurelio Di Matteo, autore del libro Don Leone e Tony Negri. Percorsi di vita e di pensiero, e Giuseppe Acocella, ordinario di Teoria generale del diritto all’Università di Napoli.

 

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