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    22/10/2017

Valle del Sabato, l’appello delle associazioni: «È tempo di agire, facciamo presto»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia2_fiume_sabato.jpgTUFO – Il recente disastro ambientale che ha interessato il fiume Sabato ha confermato – si legge in una nota dell’associazione Movimenti locali – che l’intera valle vive una condizione di allarme continuo tale è la portata dei problemi e dei rischi che le popolazioni e il territorio  di quest’area subiscono. Le stesse popolazioni prendono sempre più coscienza che la salvaguardia dell’ambiente dove si vive non può riguardare il solo Comune di appartenenza e che in questa valle, da Atripalda a Chianche, siamo tutti coinvolti in un destino comune.

L’indifferenza e l’illusione della relativa lontananza da qualsiasi luogo contaminato non fermeranno i veleni che l’aria, le acque e la terra propagano: le patologie da inquinamento non conoscono la giusta distanza e  se sogniamo una terra che origini un’agricoltura di eccellenza questa è del tutto incompatibile con un contesto ambientale così compromesso e continuamente esposto.

I primi dati che le autorità preposte hanno reso noto dopo la moria di migliaia di pesci nel fiume Sabato confermano che il disastro è stato causato dall’innalzamento della presenza di ammoniaca, nitriti e di altre sostanze tossiche e che quindi, con molta probabilità, si sia trattato di un atto criminoso volontario. Nelle more di conoscere gli esiti definitivi degli esami del caso e quelli delle indagini che la magistratura e le forze dell’ordine stanno meritoriamente compiendo è doveroso richiamare tutti al proprio senso di responsabilità per non commettere l’errore rituale di staccare l’attenzione con il trascorrere del tempo anche dagli impegni assunti,  in particolare dalle istituzioni.

Per questi motivi facciamo appello :

- al sindaco di Tufo, Nunzio Donnarumma,  che all’indomani del disastro ittico-fluviale ha annunciato la convocazione di una conferenza dei Comuni interessati aperta alla partecipazione degli enti sanitari e ambientali competenti per attivare urgenti misure di prevenzione e tutela  sull’area del bacino interessato;

- al Consiglio comunale di Tufo, avendo il  gruppo consiliare “Liberi” annunciato la richiesta di un civico consesso aperto, perché si rassegni alla popolazione lo stato attuale della problematica e le iniziative che l’ente intende intraprendere;

- all’Asl di Avellino perché possa fornire i primi dati certi e completi relativi alle risultanze degli esami realizzati.

Un invito che rivolgiamo a nome dei numerosi iscritti all’associazione “Salviamo la Valle del Sabato”  e  delle centinaia di cittadini che stanno continuando a firmare la petizione popolare per chiedere, anche attraverso la doverosa collaborazione dei medici di base e dei presìdi sanitari distrettuali,  l’istituzione di un’aggiornata indagine epidemiologica  che ci possa finalmente offrire dati scientifici rispetto a una seria e dettagliata classificazione territoriale, anagrafica e sanitaria  delle crescenti patologie tumorali e di quelle correlate alla pressione ambientale in tutta l’area interessata.

È tempo di agire. Le istituzioni, ad ogni livello, rispetto alle proprie competenze e responsabilità,  devono rendersi conto che una presa di coscienza così diffusa delle popolazioni se non viene supportata da azioni urgenti e concrete non tollererà ancora per troppo tempo ulteriori ritardi per cui gli enti locali e territoriali preposti hanno tutto l’interesse a non essere travolti da un irreversibile sentimento di sfiducia e di rottura democratica.

Non bisogna perdere altro tempo perché quello della credibilità e della vita dei cittadini marciano inesorabilmente insieme verso la salvezza o la fine di questa valle.

 

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